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Categoría: CRESCERE
le 5 domande sulla scuola da fare tutti i giorni ai figli
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24 novembre 2014  |  Scritto da famosatoys

Di solito chiediamo ai nostri figli come è andata la loro giornata a scuola. La loro risposta varia a seconda del giorno, ma il più delle volte un semplice “bene” è la risposta. Questo ci potrebbe bastare, in realtà vale la pena approfondire facendo loro la domanda giusta.
Essere interessati alle loro attività scolastica è un ottimo modo per motivarli a parlare, ma se non lo fanno dobbiamo insegnargli a esprimere i loro sentimenti, che probabilmente non saranno diversi dalla loro risposta: bene, male, OK…

Ecco qualche consiglio su come farsi raccontare di più dai propri bambini.

Nel nostro post intitolato “collaborazione scuola-famiglia” abbiamo scritto di come i bambini migliorino le loro capacità di apprendimento quando i loro genitori si interessano a quello che fanno a scuola. Questo è uno dei motivi principali per cui si dovrebbe far loro domande pertinenti sulla loro esperienza a scuola. La seconda ragione è che rafforza la comunicazione genitori-figli ed è una buona scusa per motivarli a condividere i loro sentimenti, idee e pensieri.

Meline M. Kevorkian, insegnante e autrice del libro Sei segreti per i genitori per aiutare i loro bambini a ottenere buoni risultati a scuola, spiega che i genitori devono parlare ai loro figli in modo chiaro, rispondere con calma e ascoltare con attenzione.” Se i genitori sono veramente interessati, i bambini imparano a parlare di se stessi.

Quindi, come possiamo ottenere che i nostri figli a parlino con noi della loro esperienza a scuola? La chiave è far loro le domande giuste. Di seguito è riportata una serie di esempi pratici in modo da capire la differenza:

Domanda 1:

Qual’ è stata la miglior / peggior cosa oggi? (Sì)
Come è andata a scuola? (No)

La seconda domanda è troppo generica. Se siamo più concreti, utilizzando la prima domanda o “Qual è stato la cosa più noiosa e la cosa più divertente che hai fatto oggi a scuola?” O “Quali attività sono state più difficile o più facile, otterremo che i nostri figli pensino ai loro sentimenti e saremo offrendo loro indizi utili a capire come parlare con facilità.

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Domanda 2:

Cosa hai fatto a matematica oggi? (Sì)
Ti è piaciuta la lezione di matematica? (No)

La prima domanda è specifica e motiverà i vostri figli a rispondere offrendo più informazioni. Anche se ti danno un “Non lo so …” provate a creare una conversazione, per esempio, dicendo qualcosa del tipo: Mi hai detto che ti piacevono le frazioni. Le hai già imparate? In questo modo avrete modo dimostrare ai vostri figli che li ascoltate quando parlano.

Domanda 3:
Quali compiti hai fatto oggi? (Sì)
Hai fatto i compiti? (No)

I compiti sono un classico ma chiedere se li hanno fatti no funziona, infatti i i bambini istintivamente risponderanno con un sì o un no e termineranno la conversazione. Invece, provate a chiedere, “Che compiti hai fatto oggi? In questo modo è possibile ottenere maggiori informazioni ed essere in grado di valutare la quantità di lavoro che hanno.

Domanda 4:
Cosa ti piace di più e cosa di meno de tuo insegnante? (Sì)
Ti piace il tuo insegnante? (No)
La parola “piacere” ha molte interpretazioni e bambini spesso non sanno come rispondere. Se volete conoscere il loro rapporto con l’insegnante la domanda migliore è la prima.

Domanda 5:
Sei agitato per la verifica di domani? (Sì)
Hai studiato per la verifica? (No)

Le verifiche possono causare un sacco di ansia nei nostri figli. La seconda domanda potrebbe aggiungerne altra senza tra l’altro farvi capire se i vostri figli sono pronti o meno. Chiedete loro come si sentono e aggiungere qualcosa di simile: Anch’io quando avevo la tua età avevo paura quando c’erano le verifiche… Quando parliate ai vostri figli di ciò che avete vissuto da giovani li motiverà a dirci come si sentono.

Crediti fotografici: Phil Roeder

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in vacanza, compiti si o no?
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15 luglio 2014  |  Scritto da famosatoys

I bambini hanno un sacco di tempo libero durante l’estate e e alcuni genitori li iscrivono ad attività sportive, campus o corsi di recupero. Alcuni esperti, tuttavia, ritengono che le vacanze estive dovrebbero essere utilizzate per fare altre attività che possano arricchire la vita dei bambini. Quindi il dubbio è : compiti o giochi?

Una cosa che non dobbiamo dimenticare è che l’estate è tempo libero, vacanze e niente scuola, ma questo non significa che i vostri figli debbano smettere di imparare. Dovranno trovare attività stimolanti ed educative, non solo, dovranno comunque mantenere delle abitudini di studio e lettura in modo da tenere allenata attenzione e concentrazione.

Anche una mezz’ora di matematica, inglese o grammatica sono importanti per mantenersi allenati. Una buona idea è trasformarli in gioco e, quindi, rebus, cruciverba, giochi matematici.
Li si possono trovare in libreria, in edicola o anche on-line e possono essere un utile diversivo anche per le giornate di pioggia o durante gli spostamenti o i viaggi.

Infatti l’apprendimento non significa solo e sempre studio. Almeno non nel modo tradizionale. Ci sono attività incredibili che stimolano il cervello dei bambini, che li aiutano a capire la natura, il paesaggio, il clima e tutte quelle cosa che trovano nei libri durante il loro ciclo di studi. Scienze o biologia si imparano più velocemente se nono sono un obbligo…Quindi camping, musica e pittura all’aria aperta, visite a musei, sport, ecc …

Per i bambini che invece hanno i “compiti tradizionali” ricordate che dovrebbero essere i loro compiti estivi ad adattarsi a loro e non viceversa. Andrebbe fatto un piano personalizzato, soprattutto per i ragazzini delle medie, magari d’accordo con le insegnanti, in modo che lavorino sulle materie in cui hanno delle carenze o particolari difficoltà.
Detto questo, ecco qualche suggerimento per affrontare serenamente il momento dei compiti, senza guastarsi le vacanze.:

Orario: Da Lunedi a Venerdì, stabilire un ora fissata per fare i compiti. Una buona opzione è dopo colazione o dopo pranzo.

Fissare degli obiettivi: definite con i vostri figli quante pagine devono fare al giorno o quali attività devono fare prima di uscire a giocare, ci sono libri di compiti che in particolare aiutano a rendere le attività varie e interessanti.

Rendere lo studio divertente: studiare non significa stare chiusi in una stanza. Portate i vostri bambini in biblioteca, ai musei o nei siti storici integrando lo studio con attività didattiche organizzate da musei, laboratori ecc…Utilizzate il momento della spesa per piccoli esercizi di matematica o per la lettura dei più piccoli.

Cultura per tutta la famiglia: almeno una volta alla settimana andate tutti insieme a veder un film, a un concerto o a una mostra,che non sia necessariamente da bambini.

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Leggere, leggere, leggere: è un’attività che non ha nessuna controindicazione, si può fare sempre e evunque, aiutiamoli a scegliere titoli appropriati alla loro età e ai loro interessi. Mostriamo interesse a ai libri che stanno leggendo.

Imparare una nuova lingua: stimolarli a imparare una nuova lingua nell’eventualità di una vacanza all’estero attraverso ascoltando la radio, parlando con i locali o semplicemente giocando con i bambini del posto.

Sport l’esercizio fisico stimola anche l’attività cerebrale e quindi nuoto, camminata, bicicletta…la regola è sempre la stessa: farli divertire e farli crescere autonomi, sani e consapevoli.

le novità Famosa
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31 marzo 2014  |  Scritto da famosatoys

Alla Fiera Internazionale di Norimberga ( Spielwarenmesse ) Famosa ha mostrato al pubblico le novità per il prossimo anno a circa 76.000 visitatori provenienti da 112 paesi diversi.

Durante questa importante manifestazione Famosa ha presentato al pubblico due importantissimet novità: Mutant Busters e la nuova linea Nenuco Baby che vanno a coprire due target non ancora presidiati e cioè il bambino di età tra i 3 e i 6 anni con Mutant Busters: una gamma action figures divisi in buoni (la resistenza9 e cattivi (i mutanti) con una serie di veicoli, animali e play set oltre a card, giochi on line e app.
Per i bebè invece la novità e la linea prima infanzia Nenuco Baby dedicata ai piccoli da 0 a 12 mesi, che si compone di pupazzi, sonagli, tappeti gioco, giochi a incastro, giochi sonori e tanto altro oltre a una serie di utilissimi set per il bagnetto.

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La linea PinyPon invece arricchisce la gamma con il parco divertimenti e con le simpaticissime Pinypon Favole, mentre Nancy aggiunge alla serie il modello NANCY Sport in cui la nostra amica si dedica all’ arrampicata, allo Snowboard e al nuoto con NANCY Conchiglia Magica

José de La Gandara , CEO di Famosa, ha dichiarato che “la Fiera di Norimberga è il punto di riferimento internazionale dell’industria del giocattolo ed è per tutti gli espositori un indicatore chiave di come si svilupperanno le vendite nell’anno .

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bambini e verdura…è davvero impossibile?
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26 marzo 2014  |  Scritto da famosatoys

Pochi bambini piccoli amano le verdure , molti meno di quelli che amano la  matematica, ma per ragioni molto diverse . La maggior parte delle verdure hanno un sapore un po’ amaro che non è affatto il gusto preferito bambini  ed è un una sorta di sistema di difesa delle piante… Nella  sua evoluzione il cervello umano  ha associato il gusto amaro all’idea di veleno che quindi  siamo istintivamente portati a respingere: è un riflesso.

Questo significa che per ottenere che i nostri bambini mangino le verdure dobbiamo essere dotati di molta volontà e costanza ma, soprattutto, pazienza sapendo che stiamo combattendo contro milioni di anni di evoluzione. Tuttavia, la buona notizia è che si può fare!  E non è così  difficile se si inizia fin da piccoli.

Nelle regioni in cui scorrono grandi fiumi come l’Ebro in Spagna il  Po in Italia , in cui l’agricoltura è maggiormente sviluppata i bambini sono abituati a mangiare bietole , borragine e rucola come ingrediente principale di molti piatti della tradizione locale . Per ottenere che i nostri bambini mangino  le verdure dobbiamo abituare il loro palato e sarà più facile  offrendogli  deliziose ricette in cui le verdure ci sono…ma non si vedono!

Un altro importante fattore è la freschezza della verdura, tanto più è fresca quanto più sarà gustosa. Bisogna quindi prestare attenzione quando la si compra: in linea di massima un colore brillante significa freschezza , ma si può anche capire controllando le sue origini . Se questo verdura arriva da molto lontano, avrà viaggiato molto  e con tutta probabilità sarà maturata su una nave e non sull’albero .

Se vogliamo seguire una dieta sana e naturale ,e vogliamo contribuire a migliorare la distribuzione delle risorse alimentari a livello mondiale , dovremmo iniziare ad amare di più frutta e verdure . La maggior parte della frutta che troviamo al supermercato non è solo lavata ma anche lucidata con cera e trattata con etilene  per ritardarne la maturazione. Tutti questi trattamenti artificiali servono solo a far sembrare frutta e verdura più belli al nostro occhio inesperto .

Mandarini , zucchine , melanzane e meloni, come altra verdura,  vengono gettati via se superano la dimensione che qualcuno ha stabilito debbano avere. Vengono lasciati marcire nelle campagne.  Le Baby carote non sono una varietà di carote e  anche se le amiamo così tanto dobbiamo sapere la domanda sempre più in alta di questo prodotto spinge i produttori a tagliare le carote regolari per ricavarne le carotine che sono così cool…

Ci sono tante verdure disponibili a seconda delle stagioni, però dovremmo imparare a conoscerle nella loro naturale specificità che delle volte vuole frutta e verdura più brutta, più piccola, meno colorata….insomma normale!

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Far mangiare la frutta ai bambini è in genere più facile, ma per superare il primo scoglio un consiglio è quello di partire da frutta dolce e facile da sbucciare come fragole, banane, mele magari sottoforma di macedonia o di deliziosi spiedini di frutta!

Ma sopratutto il vero trucco è: dare il buon esempio! Non pretendere che i nostri figli mangino i piselli se noi per primi non mangiamo i cavolini di bruxell…

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come preparare i piccoli all’arrivo di un bebè
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25 marzo 2014  |  Scritto da famosatoys

L’arrivo di un bebè porta sempre dei cambiamenti . Mentre i genitori trascorrono gran parte del loro tempo ed energia nei preparativi per accogliere il neonato  e, gli altri figli spesso si sentono trascurati o non capiscono bene quello che sta succedendo .

Quando arriva un neonato le dinamiche familiari cambiano bruscamente a causa delle maggiori attenzioni di cui  questo ha bisogno.

A un fratellino o una sorella  questi cambiamenti sembrano spesso troppo grandi o addirittura inconcepibili. Il nuovo arrivato può sembrare la concorrenza e   molto probabilmente saranno gelosi e riceveranno richieste dai genitori  di comportarsi “da grande”. Ecco perché è così importante preparare i bambini all’arrivo di un fratellino, affinchè si sentano prima coinvolti e poi responsabilizzati, per quanto loro possibile, insieme al resto della famiglia.

Durante la gravidanza

Condividete con i vostri bambini la crescita del bambino dentro la pancia, raccontate loro di quando arriverà, cercate di dare un indicazione temporale, se sarà estate o inverno, in che mese…

Leggete insieme storie che hanno a che fare con l’arrivo di nuovi fratelli per dargli la possibilità di parlare dei loro sentimenti o di farvi domande.

Spiegate cosa succederà quando arriverà il bambino, cominciate ad accordarvi con loro circa la possibilità di passare più tempo con i nonni o con la zia preferita…facendo già qualche progetto per passare con loro delle giornate straordinarie…

Permettere al bambino di accompagnarvi agli appuntamenti prenatali , così da poter ascoltare il battito cardiaco del fratellino e dopo la visita dal medico approfittatene per fare qualcosa di divertente insieme a loro.

Guardate le foto di quando vostro figlio era un bebè e raccontategli  di come eravate felici quando è nato  lui e  di quanto sia importante per voi .

Potreste  anche farvi  aiutare nella scelta di un nome.

Trasmettetegli un senso di superiorità , spiegando che il bebè non può fare la maggior parte delle cose che a lui piacerebbe facesse già come parlare, giocare , guardare un film , fare amicizia , ecc … Ciò contribuirà a rafforzare la sua autostima .

Non è facile come può sembrare ma cercate di non portare il bebè sempre con voi. Ritagliatevi dei momenti da passare solo con i “maggiori” e parlate con loro di cose che interessano a loro e non al bebè…non dategli l’impressione di pensare sempre e solo a lui. Giocate insieme , aiutatelo con i compiti o fare i suoi biscotti preferiti . Fategli sapere che è sempre importante .

Coinvolgete, se ne hanno piacere,  i fratelli maggiori nelle piccole attività quotidiane come cambiare i pannolini, fare il bagnetto o dare la pappa…in modo da mantenere tutti insieme una ruotine familiare.

Incoraggiate i vostri figli a parlare dei loro sentimenti per il bebè – anche se questo può comportare la rabbia – e non arrabbiatevi  se inizialmente non mostrano interesse per il neonato . Permettetegli di esprimere i loro sentimenti , anche se sono spiacevoli .

Di seguito è riportato un elenco di libri consigliati da leggere con il vostro bambino prima e dopo l’arrivo di un bebè :

Quando arriva un fratellino

Aspetto un fratellino

Benvenuto fratellino, benvenuta sorellina

Ciao mondo!!
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11 ottobre 2013  |  Scritto da famosatoys

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