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educare i bambini alle emozioni
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3 dicembre 2013  |  Scritto da famosatoys

A cosa servono le emozioni e perché dobbiamo imparare, ma soprattutto insegnare a capirle e a viverle nel modo corretto?

Lo chiediamo alla dottoressa Alessandra Cirulli, specialista in psicoterapia familiare.

Qual’è il ruolo delle emozioni nella nostra vita e in quella dei nostri figli?

Il ruolo fondamentale dell’emozione è quello di guidarci nelle scelte della vita, dall’infanzia dove le scelte possono sembrarci, a distanza di anni, semplici e immediate all’età adulta dove ogni scelta genera piccole o grandi trasformazioni.

Cosa succede se non “diamo retta” alle nostre emozioni?

Le conseguenze di una scarsa intelligenza emotiva si riversano sulle nostre capacità relazionali, in modo più o meno grave. Seri problemi di regolazione emotiva possono compromettere il nostro quotidiano perché impediscono di avere sane relazioni amicali o sentimentali, di inserirci positivamente negli ambienti scolastici e professionali, riducendoci ad un uno stato di isolamento.

Un’emozione non regolata, non elaborata, si esprime in un agito. L’incapacità di modulare le emozioni per mezzo dell’elaborazione cognitiva potrebbe spiegare la tendenza di alcuni soggetti a liberarsi da tensioni causate da stati emotivi non piacevoli mediante comportamenti compulsivi quali: l’abbuffarsi di cibo, l’abuso di sostanze, il comportamento sessuale perverso, la gelosia ossessiva, etc.
Essere capaci di leggere il nostro stato emotivo e di gestirlo, non solo è una conquista rispetto al nostro benessere interiore, ma ci consente, inoltre, di migliorare la nostra capacità di relazionarci e di comprendere gli altri.

Come possiamo educare i nostri figli alla consapevolezza delle loro emozioni?

Innanzi tutto dobbiamo insegnare ai bambini a dare il nome corretto e quindi il giusto peso ai loro stati d’animo. Non ci deve essere confusione di termini ne tanto meno di significati.

Se il bambino è triste è bene pronunciare la parola TRISTEZZA e dare la possibilità al bambino di raccontarci cosa l’ha fatto diventare triste: questo momento di condivisione emotiva farà sentire il bambino alleggerito da quest’emozione negativa e consapevole del fatto che esprimere le emozioni e condividerle con gli altri sia salutare e benefico per sé e per la relazione con gli altri.  Questo vale per tutti gli stati d’animo, dobbiamo chiedere ai nostri figli il perché dei loro sentimenti, può sembrare faticoso ma potremmo avere anche molte sorprese.

The sad taste of tears

Cosa succede se non riconosciamo le nostre emozioni?

Se le emozioni rimangono indefinite fanno più paura, sono meno controllabili, il bambino stesso se ne sente schiavo. Anche al bambino spaventano le sue reazioni fanno paura, soprattutto se sono esagerate! Capita spesso, per esempio, sia ai bambini che agli adulti, di esprimere con rabbia la propria paura rendendo impossibile agli altri capire la reale emozione che ha mosso un comportamento. Questo fraintendimento farà sentire non compresi e soli. E anche più arrabbiati.

Se invece imparano, crescendo, a riconoscere la propria paura e ad esprimerla senza vergognarsi e senza temere il giudizio degli altri, essi potranno comunicare in modo efficace perché permettendo agli altri di sintonizzarsi sui loro sentimenti.

Le emozioni si comunicano solo a parole?

No, per captare le emozioni degli altri bisogna andare oltre le parole e leggere i messaggi che viaggiano su canali di comunicazione non verbale: il tono della voce, i gesti, le espressioni del volto, …Raramente le emozioni dell’individuo vengono verbalizzate, quindi è necessario osservare il bambino, usare l’immaginazione, mettersi nei suoi panni e provare ad assumere il suo punto di vista con grande capacità empatica. L’empatia è, infatti, la capacità di entrare in sintonia emozionale con gli altri, di capire come un altro essere umano “si sente”.

Cosa succede se il bambino non diventa consapevole delle proprie emozioni e non impara a gestirle?

Immaginate se tutta la vostra vita fosse governata dalla razionalità pura. Pensate, per esempio, alle vostre decisioni, quelle importanti ma anche quelle di tutte i giorni. La logica da sola non vi avrà guidato nella scelta di chi sposare, di chi fidarvi e neppure nella scelta del vostro posto di lavoro. Ma anche la semplice scelta di cosa mangiare, di cosa indossare, non sarà mai stata basata esclusivamente su criteri logici.

Crediti foto: Britnee Anne, Colby Stopa

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