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l’importanza delle fiabe
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25 novembre 2014  |  Scritto da famosatoys

Le fiabe svolgono un’azione importantissima nei bambini, perché la descrizione dei personaggi e delle loro azioni li accompagna alla comprensione di ciò che accade ogni giorno fuori e dentro di loro e possono contribuire a favorire la loro crescita sotto tutti gli aspetti (emotivo, affettivo, sociale, linguistico…). Infatti le fiabe creando situazioni immaginarie aiutano i bambini a trovare le soluzioni per delle loro condizioni di paura, solitudine, mancanza di autostima, ecc…

In un post intitolato “A che età svelare la fatina dei denti?” abbiamo scritto di come le fiabe possano aiutare i bambini a capire il mondo degli complesso degli adulti. Sono uno strumento importante per lo sviluppo perché inconsciamente offrono soluzioni a problemi che i bambini potrebbero vivere.

Ai genitori piacerebbe essere in grado di rispondere a tutti i loro dubbi ma spesso si accorgono che non parlano la stessa lingua dei piccoli. Le fiabe infatti utilizzano la magia e l’animismo per entrare in contatto con i bambini.Che cos’ è l’animismo?

L’animismo è la credenza, soprattutto nei bambini, che oggetti inanimati, ma dotati di movimento, abbiano proprietà psichiche simili a quelle proprie, umane, siano dotati di una forza interna, di un’anima .I nostri figli credono che una pietra è viva, perché è in grado di rotolare giù una montagna. Credono di una porta è animata perché può chiudersi quando è arrabbiato. Secondo Piaget, lo psicologo svizzero, questo tipo di modello di pensiero rimane per tutta la pubertà.

Perché i bambini hanno bisogno di magia?
I bambini sanno che la storia non è vera (la mancanza di tempo spaziale è confermata attraverso frasi come: In una terra lontana o C’era una volta …), ma la c’è una componente magica nelle fiabe che permette loro di immaginare se stessi come gli eroi della storia e di accettare le regole di un universo fittizio. Possono interpretare un ruolo e pensare alle conseguenze delle azioni di questo.

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Genitori e fiabe
Le fiabe sono davvero utili per i bambini, ma cosa succede quando i genitori non condividono i valori in una storia?
Con un po’ di fantasia si possono dare diversi alle fiabe classiche…Vogliamo dire alle nostre bambine che una principessa non è sempre una fanciulla debole da salvare? Con Pinypon principessa possiamo giocare a salvare il principe da un affamato drago e invitarlo a cena nel nostro magnifico castello!

Ci potrebbero essere storie che riteniamo essere troppo violente. In Cappuccetto Rosso per esempio, il lupo si mangia nonna e nipotina… ma cosa succederebbe se il il lupo fosse miope e scambiasse un sacco i legna per la piccola Cappuccetto?
I personaggi di Pinypon Fiabe ti danno la possibilità di trasformare fiabe classiche in tante divertenti nuovi racconti…

Crediti fotografici: Famosa

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sbagliando si impara
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24 novembre 2014  |  Scritto da famosatoys

Tutti commettiamo errori, è un fatto della vita. Gli errori fanno parte del nostro processo di apprendimento e ogni errore ci obbliga a ripensare e scoprire nuovi modi per affrontare le situazioni. E i bambini non fanno eccezione. Anch’essi imparano per tentativi ed errori. Se volete insegnare ai vostri figlia a bere il latte senza rovesciarlo, allacciarsi le scarpe dovete lasciarli provare e…sbagliare. Anche perchè studi recenti dimostrano che il loro apprendimento migliora effettivamente quando sbagliano. Continua a leggere per sapere come potete aiutare i vostri figli a imparare sbagliando.

La nostra società è così competitiva e talvolta ci spinge a tralasciare il gioco con i nostri figli per passare subito all’insegnamento di qualche abilità. Per questo molti genitori ritengono che il modo per aiutare i loro figli è quello di correggere i loro compiti a casa, i disegni, aiutarli a memorizzare un testo o lodandoli sistematicamente. Tuttavia, è stato dimostrato che tutto questo in realtà è causa di stress ed è controproducente.

Carol Dweck, professore alla Stanford University, ha condotto una ricerca, pubblicata da Scientific American, che dimostra che i genitori che correggono gli errori Infantili o lodano incondizionatamente, non per il loro impegno, ma per la loro intelligenza, rendono i propri figli meno autonomi e più deboli quando devono confrontarsi con nuove sfide o risolvere problemi.

Lodare gli sforzi, non l’ intelligenza. I bambini che sono lodati per i loro sforzi si impegnano di più e non si scoraggiano quando sbagliano. I bambini, che sono lodati per la loro intelligenza invece tendono a vedere i loro errori come un segno di fallimento.

Nel suo libro, Mindset: La Nuova Psicologia del successo, Dweck suggerisce che lodarando troppo i bambini gli si impedisce di imparare in maniera libera.

I bambini e la paura di sbagliare. Possiamo cercare di evitare che commettano errori, ma se accadono, va tutto bene. La paura di sbagliare ci impedisce di provare qualcosa di nuovo, lo stesso vale per i bambini. La prossima volta che il bambino “non riesce”, anziché creargli un senso di colpa, chiediamogli cosa ne che pensa è perché qualcosa è andato storto e cosa potrebbe fare per evitare la prossima volta.

Non cercare la perfezione. I nostri figli non sono perfetti e non ci resta che accettare questa verità universale, ma fare in modo che sappiano che vi aspettate da loro che siano perfetti. Discutete con i vostri bambini degli errori che e aiutateli a imparare a non commetterli di nuovo.

Un altro modo per aiutarli a imparare è semplicemente lasciarli fare. Che si tratti di un lavoretto, di un esperimento o di piccole faccende domestiche, cercate di non correggere i loro errori. Saranno motivati a trovare un’altra soluzione. Cosi come nei giochi da tavolo, non lasciateli vincere senza che si siano impegnati almeno un po per farlo, studiando nuove strategie e vedendo le vostre mosse.

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Responsabilizzarli per i loro errori. Quando i bambini fanno un errore, di solito la colpa è degli altri. Soprattutto se pensano che i loro genitori possano arrabbiarsi per la loro bravata. Quindi è giusto insegnare loro ad ammettere di aver fatto un errore, diventare responsabile e mostrare loro come a chiedere scusa. Come? Essendo da esempio. Che cosa fate quando si commettete un errore? Come reagite? Ricordatevi che siete lo specchio in cui si guardano.
Ma ricordate, molte volte ciò che noi riteniamo essere un errore non lo è davvero. Thomas Edison, l’inventore della lampadina, una volta ha detto: “Non ho fallito. Ho appena trovato 10.000 modi in cui questa cosa non funzionerà. “La prossima volta che i bambini fanno un errore, in realtà potrebbe non esserlo.

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vorrei tornare bambino
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7 novembre 2014  |  Scritto da famosatoys

Quante volte avete pensato “come vorrei tornare bambino” ? E allora fatelo…infatti è quello che consigliano insegnanti, psichiatri e guru del pensiero positivo. La verità è che i bambini sanno quello che molti adulti hanno dimenticato: Vivono in questo momento, hanno più fiducia in se stessi, sono coraggiosi e si godono la vita con molta più intensità. Non c’è dubbio che ci sono molte cose che possiamo ancora imparare da loro.

Jorge Luis Borges, uno degli scrittori più importanti del 20 ° secolo, ha scritto su cosa avrebbe fatto se avesse avuto la possibilità di rivivere la sua vita, ecco un estratto che sembrerebbe scritto da un bambino e non da un uomo di 85 anni…
Se potessi vivere di nuovo la mia vita.

Nella prossima cercherei di commettere più errori.
salirei più montagne,
nuoterei in più fiumi.

mangerei più gelati e meno fave,
comincerei ad andare scalzo all’inizio
della primavera
e resterei scalzo fino alla fine dell’autunno.

Ecco 6 cose che i nostri figli ci insegnano tutti i giorni che se messe in pratica ci possono aiutare a vivere la vita al massimo:

Sognare l’Impossibile. I bambini non hanno paura di sognare. Infatti, pensano che tutto sia possibile e in una certa misura questa è una virtù. Crescendo si acquisiscono paure, diffidenza, perdiamo la nostra autostima e ci creiamo barriere mentali che ci impediscono di raggiungere i nostri obiettivi. Anche voi, delle volte, avrete detto: “. Sono troppo vecchio per questo” “Non sono sicuro di riuscirci”, “Non fa per me”, bene, impariamo a continuare a sognare, proprio come i bambini, e crediamo nella possibilità che abbiamo di raggiungere i nostri obiettivi.

Vivere il presente. Avere la consapevolezza di ciò che si ha, capire che è importante vivere l’attimo. E’ la chiave per sentirsi meglio. I bambini lo fanno naturalmente. Quando giocano a qualcosa vivono nel momento presente e godono di ogni secondo. Non pensano a cosa succederà o potrebbe succedere, non si preoccupano di cosa pensano gli altri.

Essere più positivi. Ogni giorno è una nuova opportunità di esplorare, imparare cose nuove e divertirsi. I nostri figli non pensano “che noia un altro giorno” per loro ogni giorno è una festa e l’inizio di una nuova avventura.

Essere più coraggiosi. I bambini non hanno paura di fare qualcosa per la prima volta. Essi non temono tuffarsi in piscina, raccogliere un insetto, o volare. Sono senza paura per natura. La lezione da imparare è che l’avventura, la scoperta di qualcosa di nuovo, fare qualcosa per la prima volta non è solo obiettivo positivo ma aiuta a risvegliare il nostro spirito. Se fossimo più come bambini, la smetteremmo di preoccuparsi di ciò che gli altri dicono e cantaremmo a squarciagola e ballaremmo se siamo felici.
I bambini non giudicano ne il loro comportamento ne quello degli altri. Non temono il rifiuto o l’ignoto. A loro non importa se fanno un errore, semplicemente, riprovano.
Basti pensare ricordare che quando un bambino cade , passato lo spavento, diventa orgoglioso delle sue sbucciature, lividi e graffi segni del coraggio avuto nell’intraprendere una grande impresa!

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Essere più creativi. E ‘un Fatto, la creatività è una delle competenze più utili. Sperimentare ci permette di provare altre possibilità e raggiungere soluzioni diverse. Fare qualcosa di creativo migliora la concentrazione e aiuta a ridurre il nostro stress.
I bambini possono trascorrere ore e ore a disegnare o inventare giochi e storie. Quando crescono, tuttavia gli impegni fanno si che si dedichino meno al pensiero creativo. Questo è un grosso errore. Cerchiamo anche noi di recuperare un po’ di tempo per la creatività e il gioco.

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Essere consapevoli delle piccole grandi cose. Per un bambino saltare in una pozzanghera è un’opportunità meravigliosa. Vedere l’arcobaleno è uno stupore infinito, contare le stelle, piantare un albero…tutte cose piccole, semplici ma che portano con se una magia che li accompagnerà per tutta la vita. Approfittiamone e riscorpriamo insieme a loro quanta emozione si prova nel guardare un tramonto. Cerchiamo di essere più come i bambini e continuiamo ad essere stupiti.
con i nostri lettori e noi.

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le 7 regole della buona educazione
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22 ottobre 2014  |  Scritto da famosatoys

Tutti i genitori desiderano che i propri figli siano fossero educati e si comportino bene ma qual è il modo giusto per fare in modo che assumano certe abitudini?
Il segreto è iniziare fin da piccoli in modo che le regole dell’educazione vengano acquisite con il tempo

Ecco 7 idee per insegnare le buone maniere

1) CHIEDERE PER FAVORE E RINGRAZIARE.
I bambini imparano meglio attraverso l’esempio, quindi cerca di ricordarti di usare tu per prima le buone maniere con lui! Perfino i bambini molto piccoli possono afferrare il concetto di “grazie”, tu devi solo rinforzare questa sua comprensione, come? Ringraziandolo sempre ogni volta che ti porge qualcosa. Così facendo il bambino dovrà semplicemente copiarti e imitarti.

2 ) FARSI AIUTARE AD APPARECCHIARE
il bambino si diverte a imitare i genitori, ripetendo i loro gesti. Mamma e papà potranno mostrargli come apparecchiare la tavola: per il bimbo si tratta di un gioco che lo fa sentire ‘grande’, mentre per la mamma è un piccolo aiuto su cui contare. L’incarico dovrà essere ‘calibrato’ in base all’età: un piccolo potrà portare in tavola i tovaglioli, le posate e il pane; mentre i grandicelli potranno cimentarsi anche con i bicchieri, purché li tengano con attenzione e li sistemino uno alla volta. Con la crescita, apparecchiare la tavola diventerà una consuetudine che il bambino svolgerà ogni giorno per dare una mano in famiglia.

3) TENERE IN ORDINE
Riordinare dopo aver giocato e prima di andare a dormire è un’abitudine che si può acquisire sin da piccoli. Per facilitare il compito, è importante una buona organizzazione: ogni giocattolo dovrebbe avere una sua collocazione e un suo contenitore per i libri e i giornalini servirebbero una piccola libreria o una mensola dedicata. Se il bambino solitamente gioca in salotto, si potrà tenere anche in questo locale una cesta, in modo che il piccolo possa riporre velocemente i giocattoli quando avrà finito di usarli”.

4) DIALOGARE SEMPRE
Segnalate sempre ai vostri bambini un comportamento scorretto e spiegate loro in cosa consiste l’errore e come rimediare ad esso.
Naturalmente non si può pretendere che un insegnamento venga afferrato e applicato immediatamente: è importante non spazientirsi e saper spiegare ancora e ancora la regola, aiutandoli a riflettere.
Se rimproverate vostro figlio, mostratevi decisi e parlate con autorevolezza, perché capiscano che state facendo sul serio.

5) SAPER DIRE DI NO
Il “no” deve mirare a costruire l’autostima del bambino e non a distruggerla. Bisogna quindi fare molta attenzione a come si pone il divieto, che deve essere focalizzato sull’azione o sull’oggetto in questione e non sulla persona. I “no” non devono essere eccessivi: meglio fissare pochi obiettivi, semplici e raggiungibili, e impegnarsi a fondo affinché vengano rispettati. I bambini non vanno ingabbiati con troppe regole, devono essere lasciati liberi all’interno di confini prestabiliti, in modo da sviluppare autonomia e capacità di giudizio. Inoltre i bambini diventano più motivati nel rispettare le regole, se ne capiscono il significato. Bisogna quindi argomentare sempre: se il no è accompagnato da una spiegazione acquisterà un valore diverso.

6) EDUCARLI AL RISPETTO A TAVOLA
Il modo migliore per insegnare le buone maniere a tavola al tuo bambino, è farlo stare insieme a tutta la famiglia. In questo modo il piccolo avrà la possibilità di vedere come si comportano gli altri a poco a poco anche lui imparerà a comportarsi bene a tavola.
Intorno alla fine del suo primo anno di vita, il piccolo avrà imparato a maneggiare il cucchiaio e piano piano imparerà a mangiare da solo (meglio ancora se con l’utilizzo di posate e ricette speciali per lui).
Ovviamente non ti devi aspettare che resti seduto composto a tavola, almeno per il momento. Se tuo figlio vuole alzarsi da tavola, quindi, lascialo fare, ma cerca di farlo rimettere seduto dopo 5 minuti. Ben presto il bimbo imparerà che a tavola si deve stare seduti per mangiare.

7) LAVARE LE MANI
L’abitudine di lavarsi le mani prima di mangiare dovrebbe iniziare non appena il bambino comincia a gattonare, sporcandosi così le manine. Il segreto è cercare di rendere divertente la cosa, ad esempio potreste insaponarvi le mani insieme al piccolo (con una simpatica e colorata saponetta) e magari facendo a gara a chi fa la bolla di sapone più grande. In questo modo non vedranno l’ora che arrivi il momento di lavarsi le manine!

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7 motivi per non alzare le mani sui bambini
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6 ottobre 2014  |  Scritto da famosatoys

Negli ultimi anni diversi studi psicologici, come quello realizzato dall’Università di Manitoba in Canada, hanno dimostrato che gli adulti che sono stati puniti con la violenza fisica e verbale durante l’infanzia hanno un aumentato rischio di sviluppare disturbi psicologici come ansia, depressione o disfunzioni della personalità. In realtà le conseguenze di uno schiaffo, soprattutto se reiterato, non sono mai neutre neanche nell’immediato.

E’ vero che alcune volte i figli ci fanno perdere la pazienza ma se avete ancora dubbi su come comportarvi, ecco 7 validi motivi per non usare la violenza

Promuove l’aggressività
Dando al bambino una sculacciata si dimostra di essere il “più forte” .
Quando usiamo una punizione fisica, stiamo dicendo che il più grande e il più forte decide cosa è giusto e cosa è sbagliato. Cosa succederà quando sarà più lui quello grande? Probabilmente abuserà del suo potere di fronte ad uno più debole, senza riuscire a dare una giusta direzioni alle sue emozioni.

Sostiene l’idea della necessità della violenza
Ogni volta che si picchia un bambino gli si sta dicendo che la violenza è una soluzione ai problemi. Dopo tutto, fisicamente o verbalmente punire è una forma di bullismo, che porterà a fargli credere che generare paura è il modo giusto per imporre agli altri il suo modo di fare e pensare.

Non corregge un comportamento sbagliato
Dare una sculacciata ad un bambino perché ha fatto ‘qualcosa di sbagliato’ , non sta insegnando nessun atteggiamento corretto, non gli si sta dicendo come si deve comportare. Lo si sta semplicemente spaventando e, come fa notare il Dr. Bruce Lipton, noto biologo cellulare americano , la paura non aiuta ma crea stress, basti pensare che sotto l’effetto della paura i battiti del cuore aumentano, la pressione del sangue accelera, gli zuccheri si riversano nel sangue, aumentano le secrezioni da parte dell’ipofisi anteriore e della midollare surrenale.

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Genera una bassa autostima
I genitori sono , per i figli, le loro figure di riferimento.
Se questi si rivolgono a loro usando violenza e umiliandoli con le parole, i bambini tenderanno a pensare che il loro comportamento è sempre sbagliato e senza valore.
Questo atteggiamento , con il tempo , può influire sulla loro autostima che invece è fondamentale far crescere per essere felici nella vita.

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Crea problemi di comunicazione e socializzazione
la punizione violenta porta il bambino a non fidarsi della gente , che si trasformerà in una tendenza ad isolarsi e quindi a problemi di adattamento sociale.
Un bambino sottoposto ad una violenza dalla quale non può difendersi ne fisicamente ne psicologicamente, tenderà a reprimere il risentimento che non può esprimere apertamente, costruendo un malessere interiore che può degenerare nel tempo

Ha un effetto limitato
La punizione fisica ha un effetto immediato ma limitato nel tempo.
Non insegnando ma spaventando soltanto, il bambino non saprà come comportarsi in situazioni analoghe e , di conseguenza, sbaglierà di nuovo. Inoltre, se si utilizza spesso la punizione fisica il bambino si abitua e si corre il rischio di sviluppare problemi di autocontrollo.

Favorisce problemi di apprendimento
Questo tipo di modello educativo porta alla paura del fallimento che in futuro limiterà la loro autonomia .
La paura di sbagliare , di deludere i genitori bloccherà sul nascere i loro progetti, facendoli indietreggiare davanti ai primi ostacoli senza quindi l’ opportunità di sperimentare e di crescere serenamente.

come affrontare le rivalità tra fratelli
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30 settembre 2014  |  Scritto da famosatoys

Se avete più di un figlio , probabilmente avete sentito queste frasi un milione di volte “Ha iniziato lui!” “Non me lo vuole dare” o “Mamma, diglielo tu” La rivalità tra fratelli è un problema che prima o poi tutti si trovano ad affrontare e che spesso può essere molto difficile da gestire, soprattutto se uno dei figli ha una forte personalità e la tendenza a prevalere sull’altro. Quindi, come si può gestire questo tipo di situazione? I genitori di solito finiscono per assumere il ruolo di arbitri, cercando di ristabilire la pace e l’ordine, ma ci sono anche modi per risolvere il problema tutti insieme, ancor prima dell’inizio della discussione. Continuate a leggere per scoprire come.

Prima di cercare una soluzione, si dovrebbe considerare se uno dei vostri figli ha un disturbo oppositivo provocatorio, noto anche come DOP. Questi bambini esibiscono livelli di rabbia persistente ed inappropriata, irritabilità, comportamenti provocatori, hanno difficoltà a tollerare la frustrazione e ad assumersi delle responsabilità e sono costantemente in lotta per prendere il controllo della situazione.

Se invece, si ha semplicemente un figlio dalla forte personalità, con cui è difficile negoziare, spesso si tende a usare il fratello o sorella per venire a patti e per risolvere la situazione. Ma è questo il modo giusto di agire? Assolutamente no. È facile chiedere aiuto a chi è solito cedere, ma questo alla lunga può suscitare sentimenti di risentimento verso il fratello che possono atteggiamenti di rivalità e competizione.

5 buoni consigli su come risolvere i problemi di rivalità
Idealmente, i bambini dovrebbero imparare a risolvere le loro controversie e i loro litigi da soli. Tuttavia, se uno dei vostri figli ha una forte personalità o soffre di DOP, ragionarci potrebbe diventare difficile e potrebbe causare nell’altro un sentimento di inferiorità, quindi è necessario insegnare ai propri figli le competenze necessarie per risolvere i problemi da soli.

Evitare conflitti

“Meglio prevenire che curare.” Insegnate ai vostri figli a capire qual è il momento subito precedente al litigio per cercare di evitarlo. La chiave è cercare di farli ragionare. Ad esempio, si può chiedere a uno di loro: “Che cosa fa tuo fratello quando si sta arrabbiando? Probabilmente la risposta sarà: “Lui urla e punta il dito verso di me.” Allora, si può dire: “Non appena glielo vedi fare la cosa migliore è lasciare la stanza e provare a ragionarci dopo, quando la situazione si è calmata. ”

Impostare dei limiti

I vostri figli dovrebbero sapere che tutti hanno diritto al proprio spazio personale ed emotivo. È necessario insegnare loro che se di proposito provocano verbalmente o fisicamente il fratello o la sorella, l’altro ha il diritto di difendersi o ignorare la provocazione. E se insistono, stanno violando questo spazio. Solo i genitori potranno violare questo spazio se vedono che la tensione non cala naturalmente.

Lodate chi evita lo scontro
Se uno dei vostri figli è sempre quello che cerca di negoziare e di evitare lo scontro, ricordatevi di lodarlo o per lo meno di riconoscere i suoi sforzi. Imparare ad affrontare i problemi e risolverli è parte della crescita e della maturazione. Si dovrebbe rafforzare questa idea valorizzando le sue buone intenzioni.

Conoscere le conseguenze
Se uno dei fratelli colpisce l’altro o prende qualcosa senza chiederlo, assicurarsi che sappia quali sono le conseguenze. Ad esempio, se Davide ha rotto una bambola di Anna dovrà dargliene uno dei suoi o usare i suoi risparmi per ricomprarlo. In questo modo, Davide starà pagando un prezzo per quello che ha fatto e Sandra vedrà la giusta soluzione del conflitto.

Photocredits: Lida Rose

COME SVILUPPARE UNA MENTE CRITICA
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30 settembre 2014  |  Scritto da famosatoys

Avere una mente critica significa avere la capacità di valutare se le informazioni ricevute sono esatte oppure no. Saper analizzare criticamente un argomento o un problema ci fa considerare diverse possibilità in modo da poter pensare a diverse soluzioni. La domanda è: che cosa ha a che fare con i bambini? Molto. Lo sviluppo di una mente critica è importante perché con questa imparano a prendere decisioni e ad avere una personalità unica. Anche se questa abilità non si sviluppa completamente fino all’adolescenza, sarebbe un bene per i bambini iniziare presto. Volete sapere se il vostro bambino ha una mente critica e come si può aiutarlo a svilupparla? Continuate a leggere!

In primo luogo è necessario determinare se il bambino ha già sviluppato una mente critica e che tipo di bambino che è. Gli esperti della The Critical Thinking Foundation credono che ci siano tre tipologie di carattere:

Il Non-Pensatore: I bambini che non analizzano l’ambiente circostante perché i loro genitori fanno per loro. Essi non fanno domande e credeno a tutto quello che sentono o vedono in televisione e a ciò che dicono i loro amici.

Il manipolatore: I bambini che pensano cose solo per ottenere qualcosa in cambio. Agiscono in modo da raggiungere i loro obiettivi senza preoccuparsi se la loro decisione sugli altri o meno. Sanno come gestire altri bambini per ottenere ciò che vogliono.

La mente critica: I bambini che mettono in discussione le cose perché sono consapevoli che è un modo per imparare. Non sempre credono a ciò che sentono o vedono in TV e cercano di capire la loro situazione e quella degli altri.

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Per stimolare i vostri bambini a sviluppare una mente critica dovete far si che si divertano a pensare. Ma cosa significa? Ce lo spiega bene e in modo divertente il bellissimo libro di Keri Smith “Come diventare un esploratore del mondo” che invita gli esploratori di tutto il mondo e di ogni età a volgere uno sguardo nuovo su ciò che li circonda e a guardare il mondo con occhi nuovi e curiosi. Nessuna regola, guardar, considerare ogni cosa come viva e animata, documentare le scoperte, osservare il movimento e cercare di carpire il messaggio segreto nascosto in ogni angolo del mondo.

Per motivare i bambini ad avere una mente critica si può aiutarli anche nello svolgimento delle loro attività quotidiane, ad esempio:

Saper chiedere: motivarli a chiedere una spiegazione quando a non capiscono qualcosa.

Essere precisi: non lasciate che li prendono qualcosa per scontato, aiutateli a scoprire il valore delle informazioni, dove trovarle e come verificarle.

Far valere le proprie ragioni: se hanno un opinione dovranno essere in grado di farla valere e per farlo devono imparare ad avere le informazioni corrette che la sostengano.

Sviluppare la logica: aiutarli a vedere come le cose sono collegate l’una all’altra ma soprattutto a dimostrarlo: se ad esempio hanno imparato che il blu + il giallo da il verde non è detto che abbiano mai avuto modo di verificarlo.

Stimolare l’empatia: semplici esercizi di problem solving. “Abbiamo solo una sedia per te e tua sorella. Che cosa dobbiamo fare? “Analizzare la loro risposta e se tende ad essere egoista, chiedetegli di ripensare alla sua risposta mettendosi nei panni della sorella…”

le buone maniere a tavola
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29 settembre 2014  |  Scritto da famosatoys

Insegnare ai bambini le buone maniere a tavola va ben oltre allo stare a tavola correttamente, al resistere al pranzo di matrimonio del cugino a alla cena di Natale dai suoceri.Jodie Shield, nutrizionista, scrittrice e presidente della Healthy Eating for Families, crede che le “buone maniere a tavola” derivino da un rapporto tra i genitori e il bambino che va ben oltre la nutrizione. E ‘un modo per insegnare ai bambini i valori e le tradizioni di famiglia. “Le buone maniere a tavola sono qualcosa che useranno tutta la loro vita e che prima imparareranno, meglio è. Ecco le poche regole base:

Tempo in famiglia
La migliore occasione per insegnare ai vostri figli le buone maniere è a casa, a tavola, in famiglia ogni giorno. Mangiare tutti insieme crea buone abitudini infatti molti studi dimostrano che le famiglie che mangiano insieme almeno cinque volte a settimana sono più sane e corrono un minor rischio di diventare sovrappeso o obesi“, dice Shield. Sono genitori e non quelli degli amici o i nonni a dover insegnare le buone maniere a tavola. Dobbiamo essere il loro modello di riferimento e di offrire un esempio positivo.

Poche, semplici regole
Non cercate di insegnare a usare perfettamente coltello e forchetta, iniziate piuttosto dalle regola basilari cercando di mantenere l’impegno per tutta la settimana e una volta che l’hanno imparata passate alla regola successiva. Iniziate per esempio con l’insegnare a stare seduti composti.

Non è mai troppo presto
Non è mai troppo presto per imparare come comportarsi a tavola. Melinda Johnson, esperta in nutrizione infantile e portavoce per l’Accademia di Nutrizione e Dietetica, ritiene che si ‘può insegnare le buone maniere a tavola anche a un bambino che mangia ancora sul seggiolone. Per esempio dandogli il loro piatto, il tovagliolo e dicendo per favore e grazie.

Essere un buon esempio
Quando insegnate le buone maniere a tavola, fate attenzione a come vi comportate, perché siete voi , anche in questo caso, il modello di riferimento. Evitate di sgridarli o punirli se stanno ancora imparando a mangiare da soli. Parlate con loro e incoraggiateli a provare a fare anche le cose più difficili.

Cosa insegnare ai bambini tra i 3 e i 5 anni

A questa età i bambini possono imparare a non tenere i gomiti sul tavolo, a non parlare con la bocca piena e cosa dire quando non piace qualcosa. Potranno inoltre imparare a chiedere il permesso di alzarsi quando hanno finito, e inoltre:

Rimanere seduti almeno per intervalli di 15 minuti
Attendere che tutti siano a tavola prima di iniziare a mangiare
Utilizzare correttamente il tovagliolo, non le maniche
Mangiare con la bocca chiusa
Non fare dichiarazioni negative sul cibo
. E ‘meglio che’ imparino a dire “No, grazie, non ho voglia di mangiare quella cosa.”

Ricordate che questo richiede pazienza e costanza cercando di essere sempre un buon modello. Non aspettatevi che imparino la prima volta o la seconda o terza … Glielo dovrete ricordare ancora e ancora. I bambini spesso adottano un cattivo comportamento per attirare l’attenzione. Non lasciate che questo atteggiamento prenda il sopravvento e fategli capire che otterranno più attenzione con le loro buone maniere a tavola “,

Cosa insegnare ai bambini dai 5 agli 8 anni

A questa età, i bambini sono consapevoli di come gli altri giudicano le loro azioni e quindi sono anche più inclini ad imparare le buone maniere a tavola. Oltre alle regole sopra descritte, queste sono le lezioni che a questa età è possibile impartire:

Usare il coltello, date che a questa età hanno già sviluppato le abilità manuali fini.
Non sputare il cibo nel piatto se non piace o se scotta. Il galateo dice che come il cibo è entrato in bocca, sulla forchetta, così dovrebbe anche uscire…ma in ogni caso meglio insegnar loro ad utilizzare il tovagliolo con
Servire prima i più anziani e i più piccoli.
Ringraziare chi ha cucinato o il padrone di casa.

Ricordate che insegnare le buone maniere a tavola ad un richiede pazienza. Fortunatamente, ci sarà un giorno in cui tutti i vostri sforzi saranno ripagati.

Come si fa a insegnare le buone maniere a tavola ai figli? Se ha funzionato per voi, raccontateci il vostro metodo.

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le cose da non dire mai ai propri figli
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16 settembre 2014  |  Scritto da famosatoys

Alcuni bambini hanno la naturale capacità di fare impazzire i genitori e questo spesso porta a scenate e castighi. Come genitori, tuttavia, dobbiamo stare attenti a quello che diciamo perché anche una sola frase può causare confusione, agitazione o sconvolgere i nostri figli. Continuate a leggere per scoprire cosa dovremmo sempre evitare di dire ai nostri figli e come dovremmo comunicare con loro.

“Lasciami in pace!”
C’è un momento in cui ogni genitore ha bisogno di qualche momento di quiete, e la frase che solitamente si usano sono: “non adesso” , “non ho tempo” e persino “lasciami in pace” . Queste modi di dire alla lunga potrebbero influenzare il nostro rapporto con i bambini che cominceranno a credere che non abbiamo tempo per loro, per ascoltarli o aiutarli e quindi perderanno la fiducia in noi e con questa la buona abitudine di raccontarci i loro pensieri. Quindi, è preferibile trovare un momento per ascoltare magari dicendo “Ora non posso, ma dammi 10 minuti e sarò li con te.”.

“Tu sei così …”
I bambini credono a tutto quello che sentono, anche quando si parla di loro. Quindi, se spessa usati modi di dire come: “Non capisci?” O “sei così goffo!” potreste influenzare negativamente la loro autostima. E’molto meglio cercare di ragionare con loro, invece di usare aggettivi per definirli. Provate a dire cose come: “hai versato il latte, ma non preoccuparti. La prossima volta, starai più attento! ”

“Non piangere”
Questa frase o qualsiasi sua variante come “Non essere triste” o “Non fare i capricci!” o “Non avere paura” risulta incomprensibile ad un bambino. Ai bambini infatti, soprattutto per i più piccoli, li pianto consente di esprimere le emozioni che non riescono a dire a parole. Al contrario in quel momento loro hanno bisogno di conforto e rassicurazione- E’meglio a dire cose come.” Non preoccuparti ci sono qui io”

«Guarda tua sorella”
Questo tipo di messaggio può sembrare utile, ma i confronti sono sempre controproducenti. E’ normale che i genitori utilizzino un riferimento al fine di approvare o disapprovare un certo comportamento, ma bisogna capire che ogni bambino ha il proprio ritmo e soprattutto una personalità unica. Quando lo si confronta con gli altri gli si sta dicendo che non si comporta come ci aspettavamo. Invece, provare a rafforzare il loro comportamento positivo. “Wow, si mette il cappotto tutto da solo”.

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«Sbrigati!”
Ogni genitore al mondo ha detto questo almeno una volta…. Ma la prossima volta, siate più consapevoli del vostro tono di voce e del numero di volte che lo ripetete. Se abusate di questa parola, vostro figlio probabilmente si sentirà in colpa per il fatto di farvi perdere tempo o di essere in ritardo. Piuttosto motivate anche loro ad assumersi la responsabilità con frasi tipo “Se vuoi essere puntuale devi imparare a… ”

“Chiedi a papà o chiedi alla mamma ”
A volte questo non solo è ingiusto, ma mina la propria autorità. È necessario essere in grado di risolvere un problema se volete che i vostri figli vi prendano sul serio. In caso contrario, si potrebbe influenzare la modalità di comunicazione tra di voi con il risultato che la prossima volta che i vostri figlia hanno bisogno di consigli potrebbero decidere di trovarli altrove.

Che cosa si dovrebbe evitare di dire? Questi suggerimenti vi hanno aiutato?

Photocredits: Dane KHY/Suzy Quiban

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8 apps divertenti per imparare la matematica
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15 settembre 2014  |  Scritto da famosatoys

La matematica è per molti studenti una materia impegnativa. Vecchi metodi di insegnamento e cattivi maestri spesso causano un disinteresse nella matematica e una bassa autostima negli studenti. Ma la scuola non è l’unico luogo in cui la matematica è vista negativamente. Spesso i genitori non sono in grado di trasmettere i vantaggi pratici della matematica. Così come è importante coltivare la loro mente scientifica, si dovrebbe far interessare i ragazzi alla matematica. Le nuove tecnologie e il mondo dei giocattoli vi possono aiutare. Ecco 8 apps che aiuteranno i vostri bambini ad imparare la matematica divertendosi.

Montessori Math: Moltiplicazione

I bambini di solito imparano le tabelline a memoria. La maggior parte di loro, tuttavia fatica a capire il concetto che c’è dietro. Questa applicazione è progettata per insegnare ai bambini tra i 6 e 10, i segreti dietro i fondamenti della matematica. Un mostro amichevole li guida attraverso attività e giochi diversi, mentre spiega cosa sono esattamente le tabelline.

Matematica veloce

Non c’è niente di meglio che risolvere un’ equazione matematica per mantenere il cervello attivo dei ragazzi. L’applicazione Quick Math è stata creato esclusivamente per questo scopo. Tua figlia potrà aggiungere, sottrarre, moltiplicare, dividere o un mix di tutto e protrà scrivere la soluzione con il dito, come se fosse una matita e insieme, avrete modo di verificare il suo livello e i miglioramenti . Ideato per i bambini tra i 6 e 12.

10 Dita

Non c’è modo migliore per insegnare ai bambini i numeri che usare le nostre 10 dita. Questa divertente applicazione consente ai bambini di scoprire i numeri giocando con le dita sullo schermo di uno smartphone o iPad. Tre diversi tipi di attività insegnaranno ai vostri figli ad associare numeri con gli oggetti, l’ortografia dei numeri le regole di base.

numerosity

Numerosity è una divertente applicazione che permette ai bambini di combinare numeri e scoprire le basi della matematica per tentativi ed errori. L’applicazione è stata premiata da un comitato di insegnanti e ha il vantaggio che può essere utilizzata da più bambini contemporaneamente.

mates

Kids Learn Math Game

Questa app dal design colorato e semplice aiuta i bambini a imparare l’aritmetica di base (addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione) in modo facile e al proprio ritmo.

Tic Toc Time

La matematica è presente in ogni momento della giornata. Ecco perché è importante imparare a leggere i numeri e a capirli in tutte le sue forme, compreso il tempo. Tic Toc Time è un app che racconta e spiega il tempo. I bambini devono giocare e vincere una partita prima di passare ad un altro. Ci sono 6 diversi giochi inclusi. Vincitore del Parent’s Choice Award.

Motion Math: Wings

Questa curiosa applicazione chiamata Motion Math: Wings ha protagonista un uccello, che i bambini devono seguire intorno a isole diverse, risolvendo diversi problemi di matematica. All’aumentare del loro livello cambiano le avventure.

Matematica in musica

Ricordate il nostro articolo che ha parlato dei benefici che l’apprendimento della musica ha per i bambini? Jazzy 123 è una app che collega il mondo della matematica con la musica e insegna i numeri ai bambini attraverso melodie e strumenti come sax, flauto e tromba.

Conoscete altre applicazione per insegnare la matematica ai bambini? Credi anche tu che la matematica sia una materia difficile?

Photocredits: Rosa Sherbet / Brad Flickinger