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Tag: educare
le cose da non dire mai ai propri figli
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16 settembre 2014  |  Scritto da famosatoys

Alcuni bambini hanno la naturale capacità di fare impazzire i genitori e questo spesso porta a scenate e castighi. Come genitori, tuttavia, dobbiamo stare attenti a quello che diciamo perché anche una sola frase può causare confusione, agitazione o sconvolgere i nostri figli. Continuate a leggere per scoprire cosa dovremmo sempre evitare di dire ai nostri figli e come dovremmo comunicare con loro.

“Lasciami in pace!”
C’è un momento in cui ogni genitore ha bisogno di qualche momento di quiete, e la frase che solitamente si usano sono: “non adesso” , “non ho tempo” e persino “lasciami in pace” . Queste modi di dire alla lunga potrebbero influenzare il nostro rapporto con i bambini che cominceranno a credere che non abbiamo tempo per loro, per ascoltarli o aiutarli e quindi perderanno la fiducia in noi e con questa la buona abitudine di raccontarci i loro pensieri. Quindi, è preferibile trovare un momento per ascoltare magari dicendo “Ora non posso, ma dammi 10 minuti e sarò li con te.”.

“Tu sei così …”
I bambini credono a tutto quello che sentono, anche quando si parla di loro. Quindi, se spessa usati modi di dire come: “Non capisci?” O “sei così goffo!” potreste influenzare negativamente la loro autostima. E’molto meglio cercare di ragionare con loro, invece di usare aggettivi per definirli. Provate a dire cose come: “hai versato il latte, ma non preoccuparti. La prossima volta, starai più attento! ”

“Non piangere”
Questa frase o qualsiasi sua variante come “Non essere triste” o “Non fare i capricci!” o “Non avere paura” risulta incomprensibile ad un bambino. Ai bambini infatti, soprattutto per i più piccoli, li pianto consente di esprimere le emozioni che non riescono a dire a parole. Al contrario in quel momento loro hanno bisogno di conforto e rassicurazione- E’meglio a dire cose come.” Non preoccuparti ci sono qui io”

«Guarda tua sorella”
Questo tipo di messaggio può sembrare utile, ma i confronti sono sempre controproducenti. E’ normale che i genitori utilizzino un riferimento al fine di approvare o disapprovare un certo comportamento, ma bisogna capire che ogni bambino ha il proprio ritmo e soprattutto una personalità unica. Quando lo si confronta con gli altri gli si sta dicendo che non si comporta come ci aspettavamo. Invece, provare a rafforzare il loro comportamento positivo. “Wow, si mette il cappotto tutto da solo”.

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«Sbrigati!”
Ogni genitore al mondo ha detto questo almeno una volta…. Ma la prossima volta, siate più consapevoli del vostro tono di voce e del numero di volte che lo ripetete. Se abusate di questa parola, vostro figlio probabilmente si sentirà in colpa per il fatto di farvi perdere tempo o di essere in ritardo. Piuttosto motivate anche loro ad assumersi la responsabilità con frasi tipo “Se vuoi essere puntuale devi imparare a… ”

“Chiedi a papà o chiedi alla mamma ”
A volte questo non solo è ingiusto, ma mina la propria autorità. È necessario essere in grado di risolvere un problema se volete che i vostri figli vi prendano sul serio. In caso contrario, si potrebbe influenzare la modalità di comunicazione tra di voi con il risultato che la prossima volta che i vostri figlia hanno bisogno di consigli potrebbero decidere di trovarli altrove.

Che cosa si dovrebbe evitare di dire? Questi suggerimenti vi hanno aiutato?

Photocredits: Dane KHY/Suzy Quiban

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in vacanza, compiti si o no?
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15 luglio 2014  |  Scritto da famosatoys

I bambini hanno un sacco di tempo libero durante l’estate e e alcuni genitori li iscrivono ad attività sportive, campus o corsi di recupero. Alcuni esperti, tuttavia, ritengono che le vacanze estive dovrebbero essere utilizzate per fare altre attività che possano arricchire la vita dei bambini. Quindi il dubbio è : compiti o giochi?

Una cosa che non dobbiamo dimenticare è che l’estate è tempo libero, vacanze e niente scuola, ma questo non significa che i vostri figli debbano smettere di imparare. Dovranno trovare attività stimolanti ed educative, non solo, dovranno comunque mantenere delle abitudini di studio e lettura in modo da tenere allenata attenzione e concentrazione.

Anche una mezz’ora di matematica, inglese o grammatica sono importanti per mantenersi allenati. Una buona idea è trasformarli in gioco e, quindi, rebus, cruciverba, giochi matematici.
Li si possono trovare in libreria, in edicola o anche on-line e possono essere un utile diversivo anche per le giornate di pioggia o durante gli spostamenti o i viaggi.

Infatti l’apprendimento non significa solo e sempre studio. Almeno non nel modo tradizionale. Ci sono attività incredibili che stimolano il cervello dei bambini, che li aiutano a capire la natura, il paesaggio, il clima e tutte quelle cosa che trovano nei libri durante il loro ciclo di studi. Scienze o biologia si imparano più velocemente se nono sono un obbligo…Quindi camping, musica e pittura all’aria aperta, visite a musei, sport, ecc …

Per i bambini che invece hanno i “compiti tradizionali” ricordate che dovrebbero essere i loro compiti estivi ad adattarsi a loro e non viceversa. Andrebbe fatto un piano personalizzato, soprattutto per i ragazzini delle medie, magari d’accordo con le insegnanti, in modo che lavorino sulle materie in cui hanno delle carenze o particolari difficoltà.
Detto questo, ecco qualche suggerimento per affrontare serenamente il momento dei compiti, senza guastarsi le vacanze.:

Orario: Da Lunedi a Venerdì, stabilire un ora fissata per fare i compiti. Una buona opzione è dopo colazione o dopo pranzo.

Fissare degli obiettivi: definite con i vostri figli quante pagine devono fare al giorno o quali attività devono fare prima di uscire a giocare, ci sono libri di compiti che in particolare aiutano a rendere le attività varie e interessanti.

Rendere lo studio divertente: studiare non significa stare chiusi in una stanza. Portate i vostri bambini in biblioteca, ai musei o nei siti storici integrando lo studio con attività didattiche organizzate da musei, laboratori ecc…Utilizzate il momento della spesa per piccoli esercizi di matematica o per la lettura dei più piccoli.

Cultura per tutta la famiglia: almeno una volta alla settimana andate tutti insieme a veder un film, a un concerto o a una mostra,che non sia necessariamente da bambini.

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Leggere, leggere, leggere: è un’attività che non ha nessuna controindicazione, si può fare sempre e evunque, aiutiamoli a scegliere titoli appropriati alla loro età e ai loro interessi. Mostriamo interesse a ai libri che stanno leggendo.

Imparare una nuova lingua: stimolarli a imparare una nuova lingua nell’eventualità di una vacanza all’estero attraverso ascoltando la radio, parlando con i locali o semplicemente giocando con i bambini del posto.

Sport l’esercizio fisico stimola anche l’attività cerebrale e quindi nuoto, camminata, bicicletta…la regola è sempre la stessa: farli divertire e farli crescere autonomi, sani e consapevoli.

libri viaggianti
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17 giugno 2014  |  Scritto da famosatoys

Le biblioteche mobili sono biblioteche pubbliche che offrono gli stessi servizi delle tradizionali biblioteche , ma invece di essere in un edificio sono su ruote. In questo modo, si possono raggiungere le zone rurali o piccoli paesi che hanno librerie piccole o ne sono del tutto prive. Sotto forma di autobus queste librerie offrono libri, materiali multimediali, riviste e, in alcuni casi, l’accesso a Internet. In alcuni casi è anche possibile prenotare i tuoi libri per telefono o e-mail in modo che la biblioteca mobile ti porti il tuo libro preferito al giro successivo.

Si sa dell’esistenza di biblioteche mobili che risalgono alla fine del 1800, ma è stato il bibliotecario Mary L. Titcomb, che ha deciso di organizzare, in collaborazione con il sindaco della contea di Washington la Free Library, una carrozza trainata da cavalli con all’interno 200 libri e così è stato sino a 10 anni dopo quando la carrozza è stata sostituita da un veicolo a motore. Oggi, ci sono migliaia di bookmobiles che raggiungono i luoghi più remoti della terra per bambini che così potranno avere accesso ai libri e alla lettura.

Come per le biblioteche tradizionali, l’obiettivo è promuovere l’importanza della lettura, ma le biblioteche mobili raccontano già da se tante storie e aneddoti come quello che dice che in Spagna durante la guerra civile invece di una carrozza trainata da cavalli, la biblioteca mobile era un camion corrazzato per resistere ai proiettili con obiettivo principale di confortare l’umore dei giovani uomini in battaglia con la lettura. Quando ha finito il suo servizio, il camion è stato utilizzato per aiutare intellettuali e scrittori in esilio in Francia.

Oltre a questo aneddoto, ci sono state diverse iniziative di privati degne di nota. Come il progetto avviato da insegnante in pensione Antonio La Cava che con il suo BiblioMotocarro ha iniziato a viaggiare attraverso minuscoli paesi del sud Italia, proponendo a bambini gli otto ei dodici uma selezione di oltre 700 titoli di letteratura per l’infanzia.

In Spagna, José Antonio Portales percorre kilometri e kilometri alla guida di un autobus pieno di libri e di speranza. Grazie a lui infatti, bambini in situazioni economiche svantaggiate scoprono tutti i giorni il piacere della lettura, entrando in un universo magico pieno di storie e fantasia.

Sembra strano che in un mondo di apps, tablet e internet, la vasta rete di biblioteche mobili, soprattutto dedicate ai bambini e agli insegnanti sia in rapida crescita. Oltre al prestito di libri, vengono spesso organizzate attività ludiche, concorsi di disegno, incontri di lettura e mostre.

Le biblioteche mobili possono essere un modo divertente per le famiglie che decidono di trascorrere la loro estate in luoghi isolati e vogliono continuare a leggere. La biblioteca insegna inoltre ai piccoli lettori a rispettare gli oggetti, ad aspettare il proprio turno e a scegliere Oltre ad essere una divertente attività di famiglia, si insegna ai bambini a imparare ad aspettare, valorizzare ciò che hanno e lasciare che la loro immaginazione vaghi liberamente.

Un romanzo molto divertente racconta di un’illustre lettrice che ha scoperto la lettura di quegli oggetti strani che sono i libri e che non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus a chiunque incontri sul suo cammino: La sovrana lettrice di Alan Bennet.

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