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Tag: educazione
le 7 regole della buona educazione
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22 ottobre 2014  |  Scritto da famosatoys

Tutti i genitori desiderano che i propri figli siano fossero educati e si comportino bene ma qual è il modo giusto per fare in modo che assumano certe abitudini?
Il segreto è iniziare fin da piccoli in modo che le regole dell’educazione vengano acquisite con il tempo

Ecco 7 idee per insegnare le buone maniere

1) CHIEDERE PER FAVORE E RINGRAZIARE.
I bambini imparano meglio attraverso l’esempio, quindi cerca di ricordarti di usare tu per prima le buone maniere con lui! Perfino i bambini molto piccoli possono afferrare il concetto di “grazie”, tu devi solo rinforzare questa sua comprensione, come? Ringraziandolo sempre ogni volta che ti porge qualcosa. Così facendo il bambino dovrà semplicemente copiarti e imitarti.

2 ) FARSI AIUTARE AD APPARECCHIARE
il bambino si diverte a imitare i genitori, ripetendo i loro gesti. Mamma e papà potranno mostrargli come apparecchiare la tavola: per il bimbo si tratta di un gioco che lo fa sentire ‘grande’, mentre per la mamma è un piccolo aiuto su cui contare. L’incarico dovrà essere ‘calibrato’ in base all’età: un piccolo potrà portare in tavola i tovaglioli, le posate e il pane; mentre i grandicelli potranno cimentarsi anche con i bicchieri, purché li tengano con attenzione e li sistemino uno alla volta. Con la crescita, apparecchiare la tavola diventerà una consuetudine che il bambino svolgerà ogni giorno per dare una mano in famiglia.

3) TENERE IN ORDINE
Riordinare dopo aver giocato e prima di andare a dormire è un’abitudine che si può acquisire sin da piccoli. Per facilitare il compito, è importante una buona organizzazione: ogni giocattolo dovrebbe avere una sua collocazione e un suo contenitore per i libri e i giornalini servirebbero una piccola libreria o una mensola dedicata. Se il bambino solitamente gioca in salotto, si potrà tenere anche in questo locale una cesta, in modo che il piccolo possa riporre velocemente i giocattoli quando avrà finito di usarli”.

4) DIALOGARE SEMPRE
Segnalate sempre ai vostri bambini un comportamento scorretto e spiegate loro in cosa consiste l’errore e come rimediare ad esso.
Naturalmente non si può pretendere che un insegnamento venga afferrato e applicato immediatamente: è importante non spazientirsi e saper spiegare ancora e ancora la regola, aiutandoli a riflettere.
Se rimproverate vostro figlio, mostratevi decisi e parlate con autorevolezza, perché capiscano che state facendo sul serio.

5) SAPER DIRE DI NO
Il “no” deve mirare a costruire l’autostima del bambino e non a distruggerla. Bisogna quindi fare molta attenzione a come si pone il divieto, che deve essere focalizzato sull’azione o sull’oggetto in questione e non sulla persona. I “no” non devono essere eccessivi: meglio fissare pochi obiettivi, semplici e raggiungibili, e impegnarsi a fondo affinché vengano rispettati. I bambini non vanno ingabbiati con troppe regole, devono essere lasciati liberi all’interno di confini prestabiliti, in modo da sviluppare autonomia e capacità di giudizio. Inoltre i bambini diventano più motivati nel rispettare le regole, se ne capiscono il significato. Bisogna quindi argomentare sempre: se il no è accompagnato da una spiegazione acquisterà un valore diverso.

6) EDUCARLI AL RISPETTO A TAVOLA
Il modo migliore per insegnare le buone maniere a tavola al tuo bambino, è farlo stare insieme a tutta la famiglia. In questo modo il piccolo avrà la possibilità di vedere come si comportano gli altri a poco a poco anche lui imparerà a comportarsi bene a tavola.
Intorno alla fine del suo primo anno di vita, il piccolo avrà imparato a maneggiare il cucchiaio e piano piano imparerà a mangiare da solo (meglio ancora se con l’utilizzo di posate e ricette speciali per lui).
Ovviamente non ti devi aspettare che resti seduto composto a tavola, almeno per il momento. Se tuo figlio vuole alzarsi da tavola, quindi, lascialo fare, ma cerca di farlo rimettere seduto dopo 5 minuti. Ben presto il bimbo imparerà che a tavola si deve stare seduti per mangiare.

7) LAVARE LE MANI
L’abitudine di lavarsi le mani prima di mangiare dovrebbe iniziare non appena il bambino comincia a gattonare, sporcandosi così le manine. Il segreto è cercare di rendere divertente la cosa, ad esempio potreste insaponarvi le mani insieme al piccolo (con una simpatica e colorata saponetta) e magari facendo a gara a chi fa la bolla di sapone più grande. In questo modo non vedranno l’ora che arrivi il momento di lavarsi le manine!

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come affrontare le rivalità tra fratelli
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30 settembre 2014  |  Scritto da famosatoys

Se avete più di un figlio , probabilmente avete sentito queste frasi un milione di volte “Ha iniziato lui!” “Non me lo vuole dare” o “Mamma, diglielo tu” La rivalità tra fratelli è un problema che prima o poi tutti si trovano ad affrontare e che spesso può essere molto difficile da gestire, soprattutto se uno dei figli ha una forte personalità e la tendenza a prevalere sull’altro. Quindi, come si può gestire questo tipo di situazione? I genitori di solito finiscono per assumere il ruolo di arbitri, cercando di ristabilire la pace e l’ordine, ma ci sono anche modi per risolvere il problema tutti insieme, ancor prima dell’inizio della discussione. Continuate a leggere per scoprire come.

Prima di cercare una soluzione, si dovrebbe considerare se uno dei vostri figli ha un disturbo oppositivo provocatorio, noto anche come DOP. Questi bambini esibiscono livelli di rabbia persistente ed inappropriata, irritabilità, comportamenti provocatori, hanno difficoltà a tollerare la frustrazione e ad assumersi delle responsabilità e sono costantemente in lotta per prendere il controllo della situazione.

Se invece, si ha semplicemente un figlio dalla forte personalità, con cui è difficile negoziare, spesso si tende a usare il fratello o sorella per venire a patti e per risolvere la situazione. Ma è questo il modo giusto di agire? Assolutamente no. È facile chiedere aiuto a chi è solito cedere, ma questo alla lunga può suscitare sentimenti di risentimento verso il fratello che possono atteggiamenti di rivalità e competizione.

5 buoni consigli su come risolvere i problemi di rivalità
Idealmente, i bambini dovrebbero imparare a risolvere le loro controversie e i loro litigi da soli. Tuttavia, se uno dei vostri figli ha una forte personalità o soffre di DOP, ragionarci potrebbe diventare difficile e potrebbe causare nell’altro un sentimento di inferiorità, quindi è necessario insegnare ai propri figli le competenze necessarie per risolvere i problemi da soli.

Evitare conflitti

“Meglio prevenire che curare.” Insegnate ai vostri figli a capire qual è il momento subito precedente al litigio per cercare di evitarlo. La chiave è cercare di farli ragionare. Ad esempio, si può chiedere a uno di loro: “Che cosa fa tuo fratello quando si sta arrabbiando? Probabilmente la risposta sarà: “Lui urla e punta il dito verso di me.” Allora, si può dire: “Non appena glielo vedi fare la cosa migliore è lasciare la stanza e provare a ragionarci dopo, quando la situazione si è calmata. ”

Impostare dei limiti

I vostri figli dovrebbero sapere che tutti hanno diritto al proprio spazio personale ed emotivo. È necessario insegnare loro che se di proposito provocano verbalmente o fisicamente il fratello o la sorella, l’altro ha il diritto di difendersi o ignorare la provocazione. E se insistono, stanno violando questo spazio. Solo i genitori potranno violare questo spazio se vedono che la tensione non cala naturalmente.

Lodate chi evita lo scontro
Se uno dei vostri figli è sempre quello che cerca di negoziare e di evitare lo scontro, ricordatevi di lodarlo o per lo meno di riconoscere i suoi sforzi. Imparare ad affrontare i problemi e risolverli è parte della crescita e della maturazione. Si dovrebbe rafforzare questa idea valorizzando le sue buone intenzioni.

Conoscere le conseguenze
Se uno dei fratelli colpisce l’altro o prende qualcosa senza chiederlo, assicurarsi che sappia quali sono le conseguenze. Ad esempio, se Davide ha rotto una bambola di Anna dovrà dargliene uno dei suoi o usare i suoi risparmi per ricomprarlo. In questo modo, Davide starà pagando un prezzo per quello che ha fatto e Sandra vedrà la giusta soluzione del conflitto.

Photocredits: Lida Rose

le buone maniere a tavola
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29 settembre 2014  |  Scritto da famosatoys

Insegnare ai bambini le buone maniere a tavola va ben oltre allo stare a tavola correttamente, al resistere al pranzo di matrimonio del cugino a alla cena di Natale dai suoceri.Jodie Shield, nutrizionista, scrittrice e presidente della Healthy Eating for Families, crede che le “buone maniere a tavola” derivino da un rapporto tra i genitori e il bambino che va ben oltre la nutrizione. E ‘un modo per insegnare ai bambini i valori e le tradizioni di famiglia. “Le buone maniere a tavola sono qualcosa che useranno tutta la loro vita e che prima imparareranno, meglio è. Ecco le poche regole base:

Tempo in famiglia
La migliore occasione per insegnare ai vostri figli le buone maniere è a casa, a tavola, in famiglia ogni giorno. Mangiare tutti insieme crea buone abitudini infatti molti studi dimostrano che le famiglie che mangiano insieme almeno cinque volte a settimana sono più sane e corrono un minor rischio di diventare sovrappeso o obesi“, dice Shield. Sono genitori e non quelli degli amici o i nonni a dover insegnare le buone maniere a tavola. Dobbiamo essere il loro modello di riferimento e di offrire un esempio positivo.

Poche, semplici regole
Non cercate di insegnare a usare perfettamente coltello e forchetta, iniziate piuttosto dalle regola basilari cercando di mantenere l’impegno per tutta la settimana e una volta che l’hanno imparata passate alla regola successiva. Iniziate per esempio con l’insegnare a stare seduti composti.

Non è mai troppo presto
Non è mai troppo presto per imparare come comportarsi a tavola. Melinda Johnson, esperta in nutrizione infantile e portavoce per l’Accademia di Nutrizione e Dietetica, ritiene che si ‘può insegnare le buone maniere a tavola anche a un bambino che mangia ancora sul seggiolone. Per esempio dandogli il loro piatto, il tovagliolo e dicendo per favore e grazie.

Essere un buon esempio
Quando insegnate le buone maniere a tavola, fate attenzione a come vi comportate, perché siete voi , anche in questo caso, il modello di riferimento. Evitate di sgridarli o punirli se stanno ancora imparando a mangiare da soli. Parlate con loro e incoraggiateli a provare a fare anche le cose più difficili.

Cosa insegnare ai bambini tra i 3 e i 5 anni

A questa età i bambini possono imparare a non tenere i gomiti sul tavolo, a non parlare con la bocca piena e cosa dire quando non piace qualcosa. Potranno inoltre imparare a chiedere il permesso di alzarsi quando hanno finito, e inoltre:

Rimanere seduti almeno per intervalli di 15 minuti
Attendere che tutti siano a tavola prima di iniziare a mangiare
Utilizzare correttamente il tovagliolo, non le maniche
Mangiare con la bocca chiusa
Non fare dichiarazioni negative sul cibo
. E ‘meglio che’ imparino a dire “No, grazie, non ho voglia di mangiare quella cosa.”

Ricordate che questo richiede pazienza e costanza cercando di essere sempre un buon modello. Non aspettatevi che imparino la prima volta o la seconda o terza … Glielo dovrete ricordare ancora e ancora. I bambini spesso adottano un cattivo comportamento per attirare l’attenzione. Non lasciate che questo atteggiamento prenda il sopravvento e fategli capire che otterranno più attenzione con le loro buone maniere a tavola “,

Cosa insegnare ai bambini dai 5 agli 8 anni

A questa età, i bambini sono consapevoli di come gli altri giudicano le loro azioni e quindi sono anche più inclini ad imparare le buone maniere a tavola. Oltre alle regole sopra descritte, queste sono le lezioni che a questa età è possibile impartire:

Usare il coltello, date che a questa età hanno già sviluppato le abilità manuali fini.
Non sputare il cibo nel piatto se non piace o se scotta. Il galateo dice che come il cibo è entrato in bocca, sulla forchetta, così dovrebbe anche uscire…ma in ogni caso meglio insegnar loro ad utilizzare il tovagliolo con
Servire prima i più anziani e i più piccoli.
Ringraziare chi ha cucinato o il padrone di casa.

Ricordate che insegnare le buone maniere a tavola ad un richiede pazienza. Fortunatamente, ci sarà un giorno in cui tutti i vostri sforzi saranno ripagati.

Come si fa a insegnare le buone maniere a tavola ai figli? Se ha funzionato per voi, raccontateci il vostro metodo.

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W i nonni!
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9 settembre 2014  |  Scritto da famosatoys

I nonni sono una parte essenziale della nostra vita e di quella dei nostri bambini. Hanno la saggezza e la pazienza che noi a volte non abbiamo, sono le figure che si occupano di dare ai nipoti il senso di appartenenza, di raccontare la propria storia e le radici. Noi sappiamo chi siamo e da dove veniamo grazie a loro dato che rendono la nostra cultura e le tradizioni vive. I nonni sono il legame tra le generazioni e secondo la famosa antropologa Margaret Mead questi legami sono necessari per la nostra salute mentale e stabilità emotiva.

Questo mese, abbiamo dedicato la nostra sezione di Creatori di Sogni a loro, ai nonni che hanno reso la nostra infanzia e rendono quella dei nostri figli migliore.

Se non avete mai ragionato sull’importanza che i nonni hanno per i vostri figli, ora è il momento di farlo. Gli studi rivelano che i nonni aiutano i bambini a massimizzare il loro potenziale e il loro sostegno è positivo e gratificante, soprattutto durante i loro primi anni. Secondo la The Foundation for Grandparenting,, i bambini che stabiliscono un legame forte con i nonni si sentono più sicuri e ottengono migliori risultati a scuola rispetto ad altri.

Oggi, sono più importanti che mai. Spesso entrambi i genitori lavorano fuori casa e i nonni vengono delegati a prendersi cura dei bambini. La funzione dei nonni, però, non si esaurisce certo nel tappare le falle o nell’intervenire nei momenti difficili. La presenza di un nonno o di una nonna nella vita di un nipote ha già di per sé l’effetto di allargare i confini della famiglia nucleare. Gli anziani ringiovaniscono a contatto con i giovani. I giovani dispongono di un maggior numero di modelli di riferimento affidabili e realistici. E quando nell’adolescenza, i rapporti con papà e mamma si fanno burrascosi, è attraverso i nonni che un nipote può ritrovare a volte quell’ancoraggio di cui, nonostante tutto, sente ancora il bisogno.

Nella realtà i nonni sono assai meno stereotipati e convenzionali di come in genere vengono rappresentati. E’ quanto emerge dalle testimonianze dei nipoti. La memoria può indebolirsi, i movimenti rallentare e i riflessi non essere più quelli di una volta, ma l’esperienza, la sensibilità e il sapere accumulati nel corso degli anni consentono di svolgere svariate funzioni. Molti nonni sono aperti alle novità e flessibili. Possono essere consiglieri in alcuni momenti, alleati e amici in altri.

Da genitore a nonno
L’entrata nel nuovo ruolo raramente è immediata e senza scosse, dall’essere chiamati papà e mamma passeranno a essere chiamanti nonno e nonna e guardati con occhi diversi.
E’ bene che i cambiamenti avvengano in modo graduale e in rapporto alle loro forze, impegni e disponibilità. Ci sono nonni a tempo parziale – incontrano i nipoti una o più volte a settimana e fanno baby-sitting di tanto in tanto – nonni a tempo pieno – vedono i nipoti tutti i giorni o quasi e integrano le mansioni dei genitori in modo sostanziale e nonni a tempo limitato. Ricordiamoci che possono essere buoni nonni anche quelli distanti e dare affetto tra una visita e l’altra mantenendo i contatti per telefono ed e-mail.
La cosa più importante nel rapporto con i nonni è che si crei un clima sereno, privo di rivalità e conflitti.

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Ecco alcune testimonianze che ci illustrano meglio il ruolo e l’importanza dei nonni nelle famiglie di oggi:

“E’ la mia migliore amica, mi da sempre dei buoni consigli”(Giulia, 11 anni). “Facciamo lunghe chiacchierate. Gli racconto molte cose perché so che lui non mi giudica” (Fabio, 12 anni): sono una figura di riferimento per consigli e confidenze.

“Ci raccontava di strane creature che vivevano sulle montagne. Ci lasciava credere quello che volevamo e noi bambini fantasticavamo a lungo su quelle strane creature.”(Michela, ormai ventenne): sanno assecondare i giochi e la creatività dei nipotini stimolando la loro fantasia.

“Con lui mi diverto perché è uno sportivo. Giochiamo a basket e mi insegna i trucchi” (Pietro, 10 anni). “Ho scoperto il mondo attraverso la sua collezione di francobolli, a cui abbiamo aggiunto anche i miei.”(Giorgio, 12 anni): trasmettono passione per sport e hobby.

“La nonna cucina benissimo, io la aiuto e poi mi fermo a pranzo.” (Susanna, 7 anni). “Per merenda il nonno mi prepara la macedonia con tutta la frutta.” (Luca 5 anni): insegnano sane abitudine alimentari.

“La nonna per me è una seconda mamma.”(Chiara, 6 anni): possono sostituire i genitori nella routine quotidiana.

“Quando non capisco un problema telefono al nonno.” (Marisa, 11 anni). “Gli ho insegnato ad usare l’e-mail, e ora ci scriviamo.” (Simone, 7 anni): sanno assumere il ruolo di maestri e di allievi.

Istituita già nel 1978 negli Stati Uniti, la Festa dei Nonni viene festeggiata ora anche in Italia il 2 di Ottobre. Anche il legislatore ha voluto mettere l’attenzione sull’importanza dei nonni, modificando il Diritto di Famiglia per sancire dei diritti dei nonni verso i nipoti che prima erano invece a discrezione dei genitori.

Avete mai pensato a quanto sono importanti i nonni sono per i vostri bambini? Cosa ricordate dei vostri?

l’importanza della scienza per i bambini
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28 agosto 2014  |  Scritto da famosatoys

Il talento non è legato necessariamente all’arte o alla musica. Esistono anche talenti per la scienza e per la matematica. In realtà, la scienza aiuta a rafforzare lo spirito critico e insegna ai bambini un metodo di apprendimento cosi come la matematica insegna il ragionamento logico. Qualunque interesse abbiano i vostri figli la scienza è un modo meraviglioso per imparare a ragionare, osservare, analizzare, porre le domande necessarie e prendere le giuste decisioni.

Per questo motivo dobbiamo coltivare il loro naturale istinto per lo studio della scienza. Continuate a leggere per scoprire come apps, libri e attività vi aiuteranno a farlo.

Scienziati per natura. Il loro istinto e la curiosità innata li rende desiderosi di sperimentare e fare domande. Un sacco di domande. Invece di disperati, roteando gli occhi o chiedendo loro di stare tranquilli, approfittatene per motivarli a impegnarsi in queste attività divertenti.

Domande. Più imparano, più domande faranno. La prestigiosa rivista American Scientific ha pubblicato uno studio recente che conferma che se impariamo a porre buone domande in età precoce, impariamo meglio, miglioriamo la collaborazione con gli altri e il nostro modo di affrontare le situazioni della vita.
I bambini che iniziano il loro pensiero con un: “E se …?” O “Come …?” stanno già facendo un ragionamento causa = effetto. Cosa ne dite di provare a vedere se aiutandoli un po’ succede qualcosa?

Risposte. Chiaramente non abbiamo tutte le risposte. La scienza abbraccia molte discipline e nel loro desiderio di imparare, i bambini possono fare domande su astronomia, biologia, fisica e matematica solo per citarne alcuni. La maggior parte dei genitori però non ha le risposte a tutto. Se questo è il vostro caso non preoccupatevi e approfittate della possibilità di imparare insieme a loro.

Attitudine. E’ importante che i genitori abbiano un atteggiamento positivo in quanto influenzano direttamente il modo in cui i loro bambini vedono il mondo. Ricordate che i bambini sono ispirati dai loro genitori e il loro modo di affrontare le cose dipende da come voi lo fate. Ecco perché sarebbe una buona idea che vi vedessero fare domande, alla ricerca di risposte, sperimentare e divertirsi.

Libri. Ci sono molti libri che stimolano l’interesse per la scienza nei bambini. Uno dei nostri preferiti è Breve storia di quasi tutto di Bill Bryson. Non è proprio un libro per bambini, ma vi aiuterà a capire le cose in modo semplice divertente in modo da poterle spiegare ai vostri figli.

Apps. Ci sono applicazioni divertenti appositamente progettate per allenare l’apprendimento delle scienze. Leo’s Pad è un applicazione gratuita per i bambini tra i 3 ei 6 anni. Creato da un gruppo di ricercatori della Stanford University, questa applicazione vede un gruppo di divertenti amici che imparano la scienza mentre vanno alla ricerca di avventure. Altre applicazioni interessanti per introdurre i piccoli alla scienza sono queste ( ma ne potete trovare molte altre per tutte le età sul web!):

Piis Labs: un parco giochi digitale in cui tuo figlio potrà esplorare concetti scientifici in modo

Toca Lab: per Esplorare il colorato ed elettrizzante mondo della scienza e imparate tutti i 118 elementi della tavola periodica. Consigliato dai 4-5 anni. Per iOS, a pagamento.

Pettson’s Inventions è un passatempo per esercitare la logica e la creatività. È in inglese, ma le istruzioni sono intuitive. Dai 4-5 anni. Per iOS e Android, a pagamento.

Rocket Science 101, sviluppata dalla Nasa, mostra come si costruisce un vero razzo. Per ragazzi delle medie utile per familiarizzare con alcuni concetti di fisica legati all’esplorazione dello spazio. Gratuita, per iOs e Android.

Ricordate che la scienza è importante per i nostri figli perché stimola la loro curiosità innata, offre strumenti pratici necessari per la comprensione della vita, contribuisce a coltivare una mente critica e li aiuta a risolvere i problemi. Per questo è importante che la loro mente scientifica si sviluppi prima possibile.

I vostri bambini si divertono a fare esperimenti? Quali sono i loro preferiti?

Photo Credits: Jimmy /Raymond Bryson

anche a settembre…tutti al campus!
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27 giugno 2014  |  Scritto da famosatoys

Con l’arrivo delle vacanze molti genitori considerano la possibilità di mandare i figli a campus estivi. Molti vedono nel campus la soluzione pratica al “dove lascio mio figlio” ma in realtà i campus sono per i bambini un modo fantastico per sviluppare le loro competenze emotive e sociali. I campus danno l’opportunità di imparare a condividere, essere più tolleranti con gli altri così e prendere decisioni in autonomia, acquisire nuove competenze e sviluppare interesse per le diverse attività. Detto questo, l’unica cosa che incombe sulla testa dei genitori è: quale è la migliore soluzione per mio figlio.
Continua a leggere per saperne di più.

La scelta dei campi estivi è difficile. Le variabili sono: il vostro budget, il periodo, l’età dei bambini, ma soprattutto gli interessi e la personalità. Parlane con tuoi figli, spiega loro le varie opzioni e chiedigli quello che preferiscono. Quando hai considerato tutti questi aspetti, ecco alcuni suggerimenti per scegliere quello giusto:

Un campus vicino o lontano?

Dormire fuori casa può essere eccitante o traumatico, a seconda dell’esperienza, della personalità del livello di maturità dei vostri figli. I campus con pernottamento sono raccomandati dai 7 anni. Se i vostri figli sono indipendenti e hanno già passato la notte a casa di amici sono probabilmente pronti a questa esperienza. Tuttavia, se questa è la prima volta che i vostri figli vanno a un campus uno in città o vicino a casa, potrebbe essere l’opzione migliore.

Per massimizzare l’esperienza del campus, è meglio che i bambini lo frequentino almeno 2 settimane. Valutate come questo condiziona la gestione del resto della famiglia Se non avete molto tempo o non si adatta il vostro budget, provate un campus in cui la sera tornano a dormire a casa.

Un campus specializzato o uno tradizionale?

I vostri figli potrebbero tentare un campus tradizionale la prima volta e se ha successo le volte successive potrebbe andare a un campus specializzato (lingua straniera, sport, musica, teatro, magia, scienza, ecc.) Un campus tradizionale offre una varietà di attività e che aiuterà i vostri bambini a scoprire nuovi interessi.

Tuttavia, se i vostri figli hanno già una passione per una specifica attività, ma non hanno il tempo di svilupparla durante l’anno scolastico, il campus specializzato è l’ideale. Assicurarsi che gli insegnanti siano qualificati e capire in anticipo che tipo di attività faranno e se bambini sono raggruppati per età e livello di abilità.

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Sei sicuro che sia un buon campus?

L’ideale sarebbe visitare il campus prima. Parlare con il coordinatore o con i responsabili per capire se condividete il loro piano educativo e didattico. Accompagnate i vostri bambini e verificate se gli piacciono le attività proposte e l’ambiente.
Assicuratevi che i campi siano conformi a tutte le normative (sanitarie, rapporto educatori/ bambino, misure di sicurezza, igiene, ecc …) e se il campo è preparato per diete speciali (senza glutine, allergie, ecc …) e come è possibile comunicare con i vostri figli nel caso in cui siano ancora piccoli o non abbiano un loro telefono cellulare.

Quanto mi costa?

A seconda della durata, del luogo o delle attività proposte il costo cambierà. I campus fuori casa da casa, esclusi quelli all’estero, i costi possono variare tra 300-1000 euro, mentre i campus in città stanno di solito meno di 300. Tuttavia, prima di pagare, chiedete se ci sono agevolazioni per l’iscrizione di più figli o per prenotazioni anticipate.

Pensate che i campus estivi siano una buona opzione per i bambini? Sì o No?

perchè coinvolgere i piccoli nelle faccende domestiche
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23 giugno 2014  |  Scritto da famosatoys

Le faccende domestiche sono una delle incombenze più noiose della giornata. Ci sommergono e spesso tutti i nostri sforzi per mandare avanti la casa passano inosservati o ancor peggio diventano motivo di discussione. Per questo sarebbe buona regola che tutti partecipassero, soprattutto alla luce del fatto che aiutare in casa migliora l’autostima dei ragazzi, li rende più indipendenti e consente la loro integrazione sociale.

La responsabilità dovrebbe essere insegnata da piccoli. Se volete che il vostro bambino sia responsabile in futuro, deve insegnarli a essere responsabile anche oggi. Non è difficile, i bambini hanno solo bisogno di ricevere dei piccoli incarichi e di essere responsabilizzati in quello che fanno, pur semplice che sia. Ecco come potete farvi aiutare dai vostri bambini nella speranza che poi lo facciano autonomamente da grandi.
Fin da piccoli i bambini sono in grado di raccogliere e rimettere gli oggetti al loro posto ma non sono assolutamente in grado di comprendere il senso di responsabilità. Verso i 3 anni tuttavia, cominciano a capire il concetto di ordine, questo è un ottimo momento per cominciare a insegnare al vostro bambino la responsabilità.

Lentamente, provate a delegare le faccende che sono legate esclusivamente al suo mondo. Per esempio: deve essere responsabile della sua cartella, vestirsi e spogliarsi da solo e raccogliere i suoi giocattoli. Una volta che fa suoi questi piccoli compiti, si potrà chiedergli qualcosa in: aiutare ad apparecchiare la tavola, dare l’acqua alle piante o fare la polvere.

Assegnamo al bambino le faccende poco alla volta e valutiamo come le risolvono. E’ meglio pochi lavori al giorno rispetto a tanti una volta ogni tanto.

Considerate sempre il livello di maturità dei bambini. Dovete sapere cosa il vostro bambino è capace di fare e assegnargli compiti che sapete sarà in grado di portare a termine. In caso contrario, si sentirà che sta fallendo e la sua autostima ne risentirà.

Quando si tratta di condividere lavoretti con i bambini, il comportamento degli adulti gioca un ruolo importante. Indubbiamente, dovrete essere molto pazienti quando le prime volte si sporcheranno o bagneranno, o rovesceranno l’acqua sul paviemento. Non dovreste arrabbiarvi ma piuttosto spiegare come fare e farglielo fare di nuovo. Lasciategli tempo per svolgere le faccende che gli avete assegnato perché probabilmente nel farle si distrarranno molte volte.

Prima di assegnare un nuovo compito assicuratevi che abbia terminato quello precedente .
Se non riescono in qualcosa parlatene e trovate una soluzione insieme. Valorizzate i loro sforzi e la loro partecipazione a questa parte della gestione della casa. Ringraziateli per l’aiuto anche quando non è andato tutto come avreste voluto…è l’unico trucco per farvi aiutare una prossima volta.

E se invece i vostri figli si rifiutano di aiutarvi? Dovreste essere in grado parlare con loro e farli ragionare. Spiegare tutti i vantaggi della collaborazione.
Prima farà le cose che gli chiedete e prima potrà andare fuori a giocare Se il bambino è molto piccolo, cantate delle canzoncine e inventatevi giochi per rendere le faccende domestiche più divertenti. Si può proporre una gara per vedere chi può mettere il maggior numero di giocattoli a posto. Se vi sembra triste o stanco, mostrarsi più flessibili . Infine, il bambino deve capire il concetto di priorità. Se la sua camera da letto è un pasticcio, un luogo dove si può facilmente inciampare e cadere, è importante che egli la riordini.

Quando vostro figlio sarà più grande si può cambiare strategia spiegando i numerosi vantaggi che si ottengono aiutando a fare i lavori di casa. I principali sono relativi lo sviluppo personale:

Autonomia e indipendenza. Se i genitori risolvono sempre tutto, i figli impiegheranno più tempo per maturare e ad essere autonomi e indipendenti, due importantissime qualità per quando saranno adulti.

Autostima: più il bambino si sente è utile e apprezzato tanto più darà valore al suo tempo e capirà che il suo sforzo è stato utile per se e per gli altri.

Integrazione sociale: insegnare al vostro bambino ad essere responsabile di stesso farà di lui un migliore giocatore di squadra, cosa che gli permetterà di integrarsi più facilmente in gruppi sociali.

Etica del lavoro: rendere responsabili i vostri figli del sacrificio che comporta il lavoro farà si che da adulti sapranno rispettare il lavoro e lo sforzo degli altri.
Tutto questo non è facile e loro non impareranno dal giorno alla notte, quindi siate pazienti . Ogni piccolo compito che porteranno a termine sarà un trionfo.

Photo Credits: Oleg/Anita Hart

BAMBINI E TV…CHE REGOLE DARE?
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4 giugno 2014  |  Scritto da famosatoys

Bambini e TV: un problema che genera molto dibattito .

A quale età dovrebbero guardare la TV e per quanto tempo ? Che programmi fargli guardare? Se avete dei bambini in casa , sicuramente vi siete già fatti queste domande e avete cercato di trovare le risposte.

Ecco qui alcuni nostri consigli:

Perché piace così tanto la TV? Quasi tutti i bambini e anche molti adulti amano ascoltare storie . la TV lo fa , ma con personaggi animati , voci e musica. Gli adulti guardano la tv per distrarsi, per rilassarsi o per informarsi. I bambini invece amano guardare gli stessi programmi più volte. Perché? Secondo Joan Wenters , psicologa dell’età evolutiva , una branca della psicologia che studia i cambiamenti di comportamento nelle diverse età, dice che i bambini più piccoli , amano la ripetizione perché è per loro il modo migliore di apprendimento di nuovi concetti e competenze . Vedere la stessa cosa più volte permette loro di comprendere meglio un racconto, una danza o una canzone. E una volta imparata godono nel poter partecipare attivamente.

Ma , a che età i bambini dovrebbero iniziare a guardare la TV ? L’American Academy of Pediatriy suggerisce che fino a 2 anni i non dovrebbero guardare la TV , perché, tra le altre ragioni, non riescono ancora a capire che cosa stanno vedendo e ascoltando e non sono ancora in grado di conservare le informazioni .

Dai 2 anni , se la si fa guardare si dovrebbe limitare il tempo a 2 ore al giorno al massimo, per privilegiare altre attività più importanti a quell’età come la lettura , il gioco , l’attività fisica, la socialità e il tempo trascorso in famiglia.

In generale , i bambini che guardano troppa TV tendono a :

Leggere meno
Fare meno attività fisica
Far più fatica nello studio
Avere problemi del sonno

Già questi sono buoni motivi per limitare il loro tempo trascorso davanti alla tv, ma nel caso si decida di far vedere la tv ai piccoli ecco come comportarsi:
Scegliete voi quello che vedono , secondo i loro interessi e la loro età
Guardate i programmi con loro
Spegnere la TV mentre si sta mangiando o mentre fanno i compiti

Parlate di ciò che avete visto insieme : aspetti positivi come l’amicizia , l’empatia o valori che sono presentati , cercate similitudini tra ciò che avete visto e ciò che avete vissuto .

La prestigiosa Mayo Clinic è determinata nella sua posizione che indica di limitare drasticamente l’utilizzo della Tv cosi come dei computer, tablet , smarthpone e videogiochi . Nonostante gli aspetti educativi che hanno molti programmi, giochi o apps dicono che è assolutamnte necessario, per una buona crescita, limitarne l’uso.

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Guardare la TV , con moderazione , ha comunque degli aspetti positivi. Può aiutare i bambini con il linguaggio , con la conoscenza della natura e degli animali, può insegnare la solidarietà, la generosità, il rispetto per la natura . Con un’ attenta selezione dei programmi la televisione può essere un buon educatore .

Quello che è importante ricordare è che il tempo davanti alla tv non deve interferire con altre attività come il gioco e l’attività all’aria aperta. In un post precedente avevamo già parlato del ruolo che la tv deve avere in famiglia e che quindi è sempre necessario offrire ai propri figli alternative come giochi da tavolo , nascondino , lettura , lavoretti , musica, ballo …

Ricordate sempre che i bambini imitano quello che vedono, quindi anche il rapporto che hanno gli adulti con la televisione.

Scriveteci! Ci piacerebbe conoscere la vostra esperienza e condividerla con i nostri lettori .

come abituare i bambini a dormire da soli
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23 maggio 2014  |  Scritto da famosatoys

E ‘stata un’altra lunga settimana e venerdì finalmente è arrivato . Avete messo i bambini a dormire e non vedete l’ora di dormire almeno 6 ore di fila ma…Sapete già che potrebbe capitare che tra 2 o 3 ore vi ritroverete vostra figlia nel lettone, lo sapete che è una abitudine che non bisognerebbe dare ma siete così stanche che cedete facilmente alla sue suppliche…e quindi un’altra notte con piedi nei fianchi, sberle in faccia, cuscino sequestrato….insomma un inferno…Però dovete sapere che cambiare queste abitudini è possibile! Non facile, ma possibile…

Falsi miti –
permettere ai bambini di dormire nel lettone, dormire con loro nel loro letto e poi andarsene, tenerli alzati sino a tardi affinchè si stanchino e poi dormano tutta la notte…Tutte queste vecchie abitudini – oltre che falsi miti -devono cambiare. Si dovrebbe insegnare ai bambini ad associare il sonno e la notte con il loro letto e la loro camera. Ma ricordate, questi cambiamenti devono essere graduali .

Introdurre una nuova routine .
Se non si ha già una propria ruotine , iniziamola oggi . Prima si comincia , meglio è. Ricordate che invece di vederla come una fastidiosa routine , è meglio viverla come una delle parti migliori della giornata .

Usare l’orologio come arma: Non siete voi quelli che decidono la tempistica. “Guarda, sono quasi le 7 , se ti lavi, ceniamo e ci laviamo veloci i denti stasera riesco a leggerti due storie anziché una!” . Non solo si evita che si ribellino contro di voi ma impareranno a fare le scelte giuste e a diventare responsabili .

Un altro modo per insegnare loro a dormire da soli è di creare una storia utilizzando animali di peluche o bambole per illustrare l’idea di una bambina che sta imparando a dormire da sola . “Guarda , questa piccola bambola non vuole dormire nel suo letto . Ma è notte e tutti hanno bisogno di dormire in modo che il giorno dopo possano giocare, andare a scuola , lavorare… ”
Rendere divertente e facile identificarsi con la bambola o peluche, in modo che i bambini possano vedere rappresentate le loro paure, vi aiuterà a parlarne e a farli sentire un po ‘meglio .
L’importanza di essere costanti – I bambini hanno bisogno di una routine che di fatto li aiuta a prendere sonno . Imparare nuove abitudini può essere difficile in un primo momento . Ecco perché è importante farlo gradualmente. Se i piccoli piangono e implorano di lasciarli dormire nel vostro letto , non vi arrendete . Quando arrivano nella vostra stanza nel mezzo della notte , riportateli nel loro letto , anche se siete stanchi . Ricordate che questa è solo una fase. Ascoltateli e calmateli perché hanno bisogno di sapere che comunque ci siete quando hanno bisogno di voi . In un primo momento , rimanete nella sua stanza, ma non nel suo letto, magari sedetevi accanto a loro, in silenzio . Cercare di evitare di lasciare la stanza quando piangono, perché si addormenterebbero con un senso di angoscia.
Per saperne di più su come far addormentare i bambini , leggete qui .

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La cameretta dei sogni – I bambini per essere sereni hanno bisogno di avere nella propria stanza elementi visivi rassicuranti come stelle sul soffitto , i disegni, le foto … Durante il giorno , trascorrete un po’ di tempo con il vostro bambino nella sua stanza guardando e scoprendo tutto quello che c’è . Insieme potete creare una storia ispirata da qualcosa che c’è nella stanza . Queste attività potranno aiutarlo a intrattenere se stesso più tardi quando si dovrà addormentare senza di voi.

La mattina dopo. Tutti i bambini hanno bisogno di sentirsi motivati . La mattina dopo fategli sapere quanto siete orgogliosi e come sono stati bravi.
Chiedetegli se si è inventato qualche storia. Crescere non è facile . La vostra vicinanza e l’amore durante il giorno gli daranno la sicurezza di cui hanno bisogno per diventare indipendenti .

Quale metodo ha funzionato ? Sicuramente avete storie da condividere e ci piacerebbe leggerle!

CRESCENDO SI IMPARA
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7 maggio 2014  |  Scritto da famosatoys

Ogni bambino è unico nei tempi e nei modi di crescita e apprendimento, tuttavia ci sono fasi e tappe in cui i piccoli sviluppano competenze specifiche che saranno quelle che potranno capire e comprendere a quell’età . Mentre i nostri figli crescono è importante mantenersi realisti e non crearsi aspettative ( per noi e loro) .
Ecco una mini-guida sulle principali tappe di questa meravigliosa avventura che è la crescita.

DA 0 A 6 MESI – fin dalla nascita , i bambini comunicano . In questa prima fase , la loro comunicazione passa attraverso il pianto e i primi sorrisi mentre scoprono il mondo attraverso la vista , il tatto e l’olfatto . La cosa importante a questa età è dare loro l’attenzione , coccole e amore attraverso il contatto fisico e quindi abbracci, carezze e massaggi.

DA 7 A 18 MESI – In questa fase, conosciuta come la fase del fare, i bambini inizieranno a esplorare il mondo, a guardare , gustare, toccare e ascoltare . Diranno le loro prime parole e impareranno a riconoscere le loro parti del corpo, le forme e i colori . Da 7 a 18 mesi il bambino diventerà più curioso e prenderà l’iniziativà per soddisfare la sua curiosità. Per questo avrà bisogno di voi, che sarete per lui il mezzo per ottenere quello che vogliono… Durante questo periodo se non ottengono quello che vogliono spesso esplodono in crisi di pianto e collera, starà a voi aiutarlo a superare queste prime frustrazioni capendo che la loro voglia di avere, vedere, toccare, assaggiare….è una vera e propria necessità.

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Ricordate che i bambini di questa età mangiano ciò di cui hanno bisogno e vogliono farlo da soli . Quindi non disperate . Non possono mangiare senza sporcarsi o non sono disposti a imparare le buone maniere . Spesso nel loro esplorare e scoprire è normale rompere le cose , non sono ancora in grado di capire se un oggetto è fragile o di valore e quindi l’unica soluzione è quella di tenere questi oggetti fuori dalla loro portata.

Da 18 mesi a 3 anni – in questa fase il vostro bambino svilupperà la capacità di ragionamento . Vorrà scoprire i limiti e comprendere causa ed effetto. Impareranno a seguire delle vostre semplici indicazioni e a farsi delle cose da solo. Saranno in grado di esprimere un loro parere su che vestiti e cibo preferiscono. Inizieranno a comprendere il concetto di passato e futuro e svilupperanno un senso dell’umorismo .Senza saperlo, imparano in questa età a essere generosi e altruisti, per aiutarli in questa fase puoi leggere qui.

A questa età i bambini chiedono il perché di tutto e amano avere dei piccoli rituali come il bagno, la storia prima della nanna o la visita ai nonni. Vorranno mangiare quando hanno fame e non quando è l’orario per gli adulti. Vorranno indossare abiti leggeri in inverno e maglione di lana ad agosto… Siate pazienti e rispondete alle loro domande anche quando lo fanno ancora e ancora. Offritegli alternative a voi utili ( vuoi indossare questo pantaloni verdi o blu ? ) e in ogni caso incoraggiateli sempre a essere indipendenti . A questa età si può iniziare a insegnarli l’igiene personale come lavarsi i denti , andare in bagno e spogliarsi.
Ecco qualche consiglio su come non perdere la pazienza.

I 3-6 anni. I bambini di questa età sono pienamente consapevoli di se stessi e del loro posto nel mondo anche se vivono ancora in un loro mondo fatto di fantasia e immaginazione . Quando cominciano a separare la realtà dal mondo immaginario è importante rispettare questi due mondi sottolineando che sono diversi .

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Dai 3 ai 6 i vostri figli impareranno che il loro comportamento ha delle conseguenze e come influenzare gli altri . Le domande che vi porranno sono volte a capire dinamiche familiari, i rapporti sociali e – importantissimo – a crearsi una propria identità. Saranno quindi in grado di svolgere alcune mansioni come mettere i vestiti sporchi nella cesta , raccogliere i giocattoli, versarsi l’acqua , togliere il proprio piatto dal tavolo e aiutarvi in piccole faccende domestiche.
Come un genitore si deve accettare ogni fase e fornire incoraggiamento, sostegno e basi solide perché il vostro bambino possa continuare a crescere e sviluppare gli strumenti per essere felice .

Se avete dei bambini avrete certamente curiosi aneddoti sulle diverse fasi della crescita. Ti invitiamo a condividerle con noi!