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Tag: famiglia
mamma, mi annoio!
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6 ottobre 2014  |  Scritto da famosatoys

“Mamma, mi annoio!” Quante volte avete sentito questa frase? Tre semplici parole che ci però ci fanno sentire “cattivi genitori”…e allora ecco che partiamo con le attività, lo sport, i giochi, le feste ecc..ecc… Questo però non è la soluzione corretta. Infatti non è detto che essere ogni tanto annoiati non possa essere positivo.

Lasciate che i bambini conoscano la noia! È questo, l’appello lanciato da Teresa Belton, scienziata inglese esperta di problemi dell’infanzia e dell’apprendimento. Preziosa ed impalpabile sostanza della vita, la noia potrebbe essere considerata come la matrice di un’attività fantastica indipendente, la linfa segreta dei processi creativi. Teresa Belton se ne è convinta sollecitando i ricordi di infanzia di artisti e scrittori. Tutti cresciuti, ovviamente, in un tempo in cui i genitori non erano ancora così ossessionati dal folle proposito di animare in tutte le maniere le vite dei loro figli

Che cos’ è esattamente la noia?
La noia è uno stato temporaneo che non è causato dall’assenza di stimoli o di opportunità come tutti pensano. I bambini spesso si annoiano pur disponendo di una grande quantità di giochi e avendo numerose proposte di cose da fare.
La causa della noia è da ricercare all’interno della persona, nella difficoltà ad impegnarsi in attività impegnative che prevedono il raggiungimento di uno scopo importante, ma addirittura nel pensarlo.

La noia nei bambini e negli adolescenti si combatte chiedendo loro di impegnarsi nel raggiungimento di un obiettivo che deve essere per loro ovviamente significativo. Non è importante se le proposte partono dai ragazzi o dai genitori, ma bisogna capire e valutare a cosa sono di più interessati, spingerli a scegliere tra diverse alternative, aiutarli a darsi un obiettivo preciso, ad organizzare le varie tappe per raggiungerlo ed infine impegnarsi per ottenere il risultato che si sono prefissati. Questo discorso vale sia per attività che si svolgono dentro casa, come hobby, sia per quelle fuori casa, nello sport, nel volontariato, in parrocchia, nel quartiere.

Qualche consiglio per i genitori

Fin da piccoli evitare di sommergere i bambini di giocattoli, in particolare quelli molto strutturati che abituano alla passività e alla semplice esecuzione, non si lascia così spazio alla creatività, all’azione personale e alla progettualità. Quando i vostri figli vi dicono che si annoiano sarà necessario proporre loro una meta chiara da raggiungere attraverso il loro impegno personale.

La noia si affronta coltivando nuovi hobby, facendo un lavoro per sé o per gli altri, imparare azioni nuove utili per la vita.
Anche impegnarsi nelle più comuni attività della vita domestica e familiare può rappresentare una soluzione alla noia. I figli si sentono coinvolti nella vita familiare e non esclusi (cosa che frequentemente si verifica).
Un’altra proposta utile per combattere la noia è la lettura di libri.

In ogni caso, quando vi dicono di essere annoiati lasciateli per un po’ soli m vi accorgerete che poco dopo avranno inventato una storia creato una nave pirata con scatole di cartone, un UFO con la macchinina preferita e saranno presi da avventure divertenti. Questo è il miglior gioco che esista perché creato da loro stessi . Oltretutto, attivando l’ immaginazione, il cervello rilascia più dopamina che rende i bambini più felici.

Oltre a giocare, i bambini amano essere utili. Nei momenti di noia, fatevi aiutare nelle piccole faccende domestiche o a cucinare, fategli portare fuori il cane o pulire la cesta del gatto, fategli preparare un biglietto d’auguri per il nonno o fare un lavoretto per l’amichetta ammalata.

Un’altra idea è quella di mettere la loro canzone preferita e imparare i testi in inglese ballando.
Ricordate però che non dovete proteggere i vostri figli da noia ma piuttosto offrire idee e renderli autonomi e in grado di gestire il loro tempo libero inventando giochi, cercando nuove sfide, e imparando a risolvere i problemi da soli.

Photo Credits: Greg Wesfall /John Morgan

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W i nonni!
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9 settembre 2014  |  Scritto da famosatoys

I nonni sono una parte essenziale della nostra vita e di quella dei nostri bambini. Hanno la saggezza e la pazienza che noi a volte non abbiamo, sono le figure che si occupano di dare ai nipoti il senso di appartenenza, di raccontare la propria storia e le radici. Noi sappiamo chi siamo e da dove veniamo grazie a loro dato che rendono la nostra cultura e le tradizioni vive. I nonni sono il legame tra le generazioni e secondo la famosa antropologa Margaret Mead questi legami sono necessari per la nostra salute mentale e stabilità emotiva.

Questo mese, abbiamo dedicato la nostra sezione di Creatori di Sogni a loro, ai nonni che hanno reso la nostra infanzia e rendono quella dei nostri figli migliore.

Se non avete mai ragionato sull’importanza che i nonni hanno per i vostri figli, ora è il momento di farlo. Gli studi rivelano che i nonni aiutano i bambini a massimizzare il loro potenziale e il loro sostegno è positivo e gratificante, soprattutto durante i loro primi anni. Secondo la The Foundation for Grandparenting,, i bambini che stabiliscono un legame forte con i nonni si sentono più sicuri e ottengono migliori risultati a scuola rispetto ad altri.

Oggi, sono più importanti che mai. Spesso entrambi i genitori lavorano fuori casa e i nonni vengono delegati a prendersi cura dei bambini. La funzione dei nonni, però, non si esaurisce certo nel tappare le falle o nell’intervenire nei momenti difficili. La presenza di un nonno o di una nonna nella vita di un nipote ha già di per sé l’effetto di allargare i confini della famiglia nucleare. Gli anziani ringiovaniscono a contatto con i giovani. I giovani dispongono di un maggior numero di modelli di riferimento affidabili e realistici. E quando nell’adolescenza, i rapporti con papà e mamma si fanno burrascosi, è attraverso i nonni che un nipote può ritrovare a volte quell’ancoraggio di cui, nonostante tutto, sente ancora il bisogno.

Nella realtà i nonni sono assai meno stereotipati e convenzionali di come in genere vengono rappresentati. E’ quanto emerge dalle testimonianze dei nipoti. La memoria può indebolirsi, i movimenti rallentare e i riflessi non essere più quelli di una volta, ma l’esperienza, la sensibilità e il sapere accumulati nel corso degli anni consentono di svolgere svariate funzioni. Molti nonni sono aperti alle novità e flessibili. Possono essere consiglieri in alcuni momenti, alleati e amici in altri.

Da genitore a nonno
L’entrata nel nuovo ruolo raramente è immediata e senza scosse, dall’essere chiamati papà e mamma passeranno a essere chiamanti nonno e nonna e guardati con occhi diversi.
E’ bene che i cambiamenti avvengano in modo graduale e in rapporto alle loro forze, impegni e disponibilità. Ci sono nonni a tempo parziale – incontrano i nipoti una o più volte a settimana e fanno baby-sitting di tanto in tanto – nonni a tempo pieno – vedono i nipoti tutti i giorni o quasi e integrano le mansioni dei genitori in modo sostanziale e nonni a tempo limitato. Ricordiamoci che possono essere buoni nonni anche quelli distanti e dare affetto tra una visita e l’altra mantenendo i contatti per telefono ed e-mail.
La cosa più importante nel rapporto con i nonni è che si crei un clima sereno, privo di rivalità e conflitti.

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Ecco alcune testimonianze che ci illustrano meglio il ruolo e l’importanza dei nonni nelle famiglie di oggi:

“E’ la mia migliore amica, mi da sempre dei buoni consigli”(Giulia, 11 anni). “Facciamo lunghe chiacchierate. Gli racconto molte cose perché so che lui non mi giudica” (Fabio, 12 anni): sono una figura di riferimento per consigli e confidenze.

“Ci raccontava di strane creature che vivevano sulle montagne. Ci lasciava credere quello che volevamo e noi bambini fantasticavamo a lungo su quelle strane creature.”(Michela, ormai ventenne): sanno assecondare i giochi e la creatività dei nipotini stimolando la loro fantasia.

“Con lui mi diverto perché è uno sportivo. Giochiamo a basket e mi insegna i trucchi” (Pietro, 10 anni). “Ho scoperto il mondo attraverso la sua collezione di francobolli, a cui abbiamo aggiunto anche i miei.”(Giorgio, 12 anni): trasmettono passione per sport e hobby.

“La nonna cucina benissimo, io la aiuto e poi mi fermo a pranzo.” (Susanna, 7 anni). “Per merenda il nonno mi prepara la macedonia con tutta la frutta.” (Luca 5 anni): insegnano sane abitudine alimentari.

“La nonna per me è una seconda mamma.”(Chiara, 6 anni): possono sostituire i genitori nella routine quotidiana.

“Quando non capisco un problema telefono al nonno.” (Marisa, 11 anni). “Gli ho insegnato ad usare l’e-mail, e ora ci scriviamo.” (Simone, 7 anni): sanno assumere il ruolo di maestri e di allievi.

Istituita già nel 1978 negli Stati Uniti, la Festa dei Nonni viene festeggiata ora anche in Italia il 2 di Ottobre. Anche il legislatore ha voluto mettere l’attenzione sull’importanza dei nonni, modificando il Diritto di Famiglia per sancire dei diritti dei nonni verso i nipoti che prima erano invece a discrezione dei genitori.

Avete mai pensato a quanto sono importanti i nonni sono per i vostri bambini? Cosa ricordate dei vostri?

come affrontare i capricci in pubblico
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8 agosto 2014  |  Scritto da famosatoys

Tutti i genitori sono preoccupati per i capricci in pubblico dei loro bambini. Gli psicologi infantili confermano che i bambini spesso fanno i capricci non tanto per manipolare i genitori o perché sono cattivi ma perché non trovano un altro modo per sfogare le proprie frustazioni. Non hanno ancora il vocabolario utile a spiegare di cosa hanno bisogno o come si sentono . Così, la prossima volta che il vostro bambino farà un capriccio in pubblico, ecco alcuni consigli per affrontare meglio la situazione:

Mantenere la calma
La cosa peggiore che potete fare quando il bambino fa un capriccio è alzare la voce. Quello di cui ha bisogno vostro figlio in quel momento è un esempio di calma. Non riuscite? Fate un respiro profondo prima di rispondere e seguite questi semplici passaggi.

Identificare il problema
Un capriccio non è sempre per “ottenere qualcosa”. Può essere una conseguenza di sentirsi frustrato, stanco, affamato o anche un modo per attirare la vostra attenzione. Se il vostro bambino è affamato o stanco, ha solo bisogno di mangiare qualcosa o fare un riposino. Se è perché ha paura o è frustrato bisogna tentare di calmarlo. Se invece si sente ignorato provate a passare più tempo con lui, leggendo o giocando insieme. Una volta identificato il problema, gli scatti d’ira solito si dissolvono.

Stabilire Causa ed Effetto
Se bambino vuole un gelato ma è quasi ora di cena, spiegateglielo in questo modo “Stiamo per cenare ora. Calmati e mangia, avrai il gelato dopo. ” Siate fermi e determinati anche a costo di spenderci del tempo. Quando si sarà calmato e avrà cenato mantenete la promessa fatta.
Se i capricci continuano , per fargli capire che il suo comportamento ha delle conseguenze si può provare a mandarlo nella sua cameretta finchè non si sarà calmato, Prima si fa, meglio è. E ‘più facile con un bambino di 2 anni che con uno di 8 anni.

Nessun premio
Se non si risolve il problema del temperamento del bambino, questo modalità verrà usata per tutte le situazioni in cui si trova in difficoltà. E’ consigliabile non premiare i momenti in cui il bambino è buono e ubbidiente con regali o piccoli premi ma perseverare nel rendere normale una gestione delle frustrazione senza capricci.
Oggetti pericolosi
Alcuni bambini possono perdere il controllo. Per evitare che possano farsi male o farne agli altri togliete dalla sua portata gli oggetti pericolosi, e sempre, parlategli e cercate di calmarlo.

Non cercate di farlo ragionare
Mentre il bambino sta facendo un capriccio, non cercate di ragionare con lui. Per prima cosa ha bisogno di sfogare le proprie frustrazioni. Una volta che è calmo, spiegategli cosa sta succedendo dicendo: “. Ti sei arrabbiato perché non ti sto dando quello che vuoi” ” Probabilmente sei stanco o hai fame dopo questa lunga giornata” ecc.. questo non solo si aiuterà il vostro bambino a identificare il problema, ma lo aiuterà a verbalizzare i suoi sentimenti. Se entrare in empatia con lui, questo sarà anche un modo per insegnargli a mettersi nei panni degli altri.

Comunicazione
Anche se si dovrebbe evitare di ragionare con il vostro bambino durante un capriccio, è importante poi parlarne. Spiegategli come il sui cattivo comportamento abbia conseguenze su tutta la famiglia, voi compresi, e che questo non è giusto nei confronti degli altri. Siate severi ma fategli capire che possono sempre contare su di voi quando si sentono turbati. Se ancora non ascolta, Leggi questi suggerimenti.

Cosa fare quando i vostri figli hanno scatti di rabbia in pubblico?

Photo Credits: halal edits / Ellyn

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tutti in campeggio!
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22 luglio 2014  |  Scritto da famosatoys

Il campeggio è molto divertente ed è un modo economico per trascorrere una vacanza in famiglia. I più piccoli potranno godere la vita all’aria aperta, imparare a rispettare la natura e vivere la routine quotidiana in un contesto diverso, che l rende tutto più avventuroso. Se è la prima volta che andate in campeggio però, ci sono un sacco di domande da farsi prima di partire. Dove andare? Come organizzare i pasti? Che cosa portare? Cercheremo di darvi un aiuto per una partenza più serena.

Il campeggio ha dei vantaggi che vanno ben la di là del fattore economico. Gli studi dimostrano che essere in contatto con la natura rende i bambini più consapevoli dell’ambiente, li aiuta a ridurre lo stress e combattere la noia in quanto dovranno cercare alternative diverse dal guardare la TV , giocare ai videogiochi o con il telefono cellulare.

Ci sono validi siti specializzati su cui è possibile cercare la soluzione migliore. Camping Europa e Camping sono due grandi siti europei che forniscono tutte le informazioni necessarie sui campeggi per famiglie.

MANGIARE

Per quanto riguarda i pasti, cercate di pianificare il menù prima di lasciare il camping, in modo da sapere in anticipo cosa dovete comprare, soprattutto se non c’è un negozio di aliemtari in campeggio. Pensate a menu semplici e che richiedono cotture brevi, fatevi ispirare da queste buonissime ricette.

ORGANIZZARSI

Portate con voi abiti comodi, asciugamani e ciabatte per andare a fare la doccia. Ogni membro della famiglia può portare con sé il proprio zaino ed esserne responsabile. Questa è una buona opportunità per insegnare ai vostri figli a diventare più indipendenti.

Lo stesso vale per sacchi a pelo. Ognuno dovrebbe metterselo fuori ogni mattina e rimetterlo in tenda per la notte. Durante la notte, sacchi a pelo assorbono l’umidità del nostro corpo e questo riduce la capacità di isolamento.

La tenda deve essere resistente all’acqua e alle temperature. Prima di montare la tenda, assicuratevi di posizionarla su un telo resistente all’acqua. Durante il giorno tenete tutte le cerniere chiuse per evitare che entrino insetti.

Il kit da campeggio deve prevedere che ci sia: torcia elettriche, utensili da cucina, un tavolo e sedie pieghevoli.

GIOCHI DA CAMPEGGIO

Caccia al tesoro: nascondere alcuni oggetti qua e là e disegnare una mappa con indicazioni. Questo gioco vi aiuterà a sviluppare le loro capacità di osservazione e la loro concentrazione. Sarà anche messa alla prova la loro logica con quiz e giochi di abilità.

Decorare i sassi : cercate con i vostri figli sassi e piccole pietre, se li trovate tondi, lisci e bianchi saranno l’ideale da decorare con i pennarelli apposta pe le superfici di pietra e metallo. Questi sassi potranno diventare gioielli, fermacarte, sopramobili da portare a casa come regali per nonni e amici oppure preziosa merce per una improvvisata bancarella…Ricordatevi di portare con voi colla, forbici, spago e qualche brillantino.

Ce l’hai con la torcia: è proprio come il gioco del ce l’hai ma si gioca quando è buio e al posto di toccare il braccio dell’avversario lo si deve illuminare con la torcia.

SUGGERIMENTI PER LA SICUREZZA

- Non perdere di vista i vostri figli.
- Controllare i capelli ogni mattina per assicurarsi che essi non abbiano preso i pidocchi.
- Mantenere l’area in cui campeggiare pulita e la spazzatura sempre chiusa per evitare l’arrivo di insetti.
- Evitare la cottura sul barbecue al chiuso e stare attenti con i bambini e il fuoco.
- Portare con voi un kit di pronto soccorso.
- Ricordatevi anche le creme di protezione solare, prodotti repellenti contro gli insetti e braccialetti identificativi per evitare di entrare in panico se vostro figlio ha deciso di fare una passeggiata senza avvertirvi.
- Vi consigliamo inoltre di insegnare a vostro figlio il nome, l’indirizzo e il vostro telefono, nel caso si perda.

Pensi che il campeggio sia una buona soluzione per una vacanza in famiglia? Lo hai già fatto altre volte? Raccontaci la tua esperienza!

Crediti fotografici: Justin Leonard /Philippe Put

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mio figlio mi odia
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22 luglio 2014  |  Scritto da famosatoys

Essere un genitore implica molto sacrificio. Da quando nascono la vostra vita cambia drasticamente. Nottate svegli per farli dormire, pasti saltati per farli mangiare, schiena dolorante per farli calmare…Lavoro, vacanze, hobby e tempo libero, tutto cambia in funzione alle loro necessità. Cambiano le abitudini alimentari, si riducono le spese personali…insomma, è un amore incondizionato che mette tutto il resto in secondo piano .

Ecco perché fa male tanto quando vostro figlio o figlia piangendo e urlando vi grida quelle parole che pensavate fosse impossibile sentire alla sua bocca: “. Mamma, ti odio”

Come genitore, vi sentite attaccati e indifesi di fronte a queste parole. Sarete amareggiati e arrabbiati ma dovreste mettere da parte l’orgoglio e capire da dove viene questa rabbia e sapere che queste parole in realtà non rispecchiano il loro pensiero. Abbiamo scritto una mini-guida su come capire questo comportamento difficile (più frequente di quanto si pensi), e come affrontarlo.

“Mamma, io ti odio.” I bambini usano queste parole (di solito senza sapere ciò che realmente dicono) quando si sentono male, stressati, arrabbiati o hanno un problema che non sanno come risolvere. Dal momento che non hanno le competenze emotive o verbali di cui hanno bisogno per risolvere un conflitto, i bambini esprimono la loro rabbia verso di voi . Ottenere la reazione che vogliono , cioè farvi arrabbiare, li aiuta a compensare la propria incapacità di risolvere i problemi. Ovviamente questo accade a livello inconscio. Ecco perché, arrabbiarsi e reagire male è l’ultima cosa che si dovrebbe fare.

Non contrastare l’attacco. Se il vostro istinto è quello di rispondere, urlare o cercare di ragionare con i vostri figli ricordate che voi siete gli adulti e se assecondate il vostro istinto , se perdete il controllo, date un messaggio sbagliato: state insegnando al bambino che quando viene attaccato, deve contrastare l’attacco, proprio come voi. Ricordate che siete lo specchio in cui i bambini guardano cercando il modo di comportarsi.

“Non si dice”. Alcuni genitori reagiscono agli insulti dei loro bambini con queste parole. Ma la verità è che possono dire quello e molto altro se sono arrabbiati e potrebbero prendere questa vostra affermazione come una sfida e pensare: “Ah sì? Beh, senti questo “. Cercate di evitare lotte di potere e iniziate a usare parole efficaci come:.” Beh, mi spiace che la pensi così “o” Parlare in quel modo non cambierà nulla “, ” Se vuoi, possiamo parlare di ciò che ti preoccupa quando ti sarai calmato. “Ricordate che è importante che i vostri figli vi vedano mantenere la calma e il controllo.

Il corpo dice tutto. Oltre a mantenere la calma, ricordatevi anche il linguaggio del corpo: non incrociate le braccia, non camminate su e giù gesticolando come dei matti … Mantenete una postura neutrale. Se la cosa vi coglie alla sprovvista , la cosa migliore da fare è andare via e tornare quando vi sentite più calmi. E’ importante che capiscano che certe parole sono sconvolgenti e inutili.

 

Evitate di essere iper-protettivi . Molti bambini sviluppano un sentimento di odio verso i genitori perché non si sentono autorizzati a sviluppare le proprie competenze per diventare indipendenti. Che poi è quello che tutti i bambini bramano: poter fare qualcosa per conto proprio. E celebrarlo quando lo fanno. Ecco perché, i bambini rifuggono dai genitori che controllano e organizzano la loro quotidianità, scelgono le loro attività o che non consentono loro di sperimentare o decidere per conto proprio. Lasciate che scelgano a cosa giocare e quando. Lasciate che si vestano da soli e date loro delle piccole responsabilità come portare fuori la spazzatura, apparecchiare la tavola o lavare i piatti.

Se avete seguito questi consigli ma il comportamento di vostro figlio non cambia, provate a parlarne con i suoi insegnanti per provare a capire cosa lo turba e verificare se potrebbe essere necessari una consulenza professionale.

 

in vacanza, compiti si o no?
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15 luglio 2014  |  Scritto da famosatoys

I bambini hanno un sacco di tempo libero durante l’estate e e alcuni genitori li iscrivono ad attività sportive, campus o corsi di recupero. Alcuni esperti, tuttavia, ritengono che le vacanze estive dovrebbero essere utilizzate per fare altre attività che possano arricchire la vita dei bambini. Quindi il dubbio è : compiti o giochi?

Una cosa che non dobbiamo dimenticare è che l’estate è tempo libero, vacanze e niente scuola, ma questo non significa che i vostri figli debbano smettere di imparare. Dovranno trovare attività stimolanti ed educative, non solo, dovranno comunque mantenere delle abitudini di studio e lettura in modo da tenere allenata attenzione e concentrazione.

Anche una mezz’ora di matematica, inglese o grammatica sono importanti per mantenersi allenati. Una buona idea è trasformarli in gioco e, quindi, rebus, cruciverba, giochi matematici.
Li si possono trovare in libreria, in edicola o anche on-line e possono essere un utile diversivo anche per le giornate di pioggia o durante gli spostamenti o i viaggi.

Infatti l’apprendimento non significa solo e sempre studio. Almeno non nel modo tradizionale. Ci sono attività incredibili che stimolano il cervello dei bambini, che li aiutano a capire la natura, il paesaggio, il clima e tutte quelle cosa che trovano nei libri durante il loro ciclo di studi. Scienze o biologia si imparano più velocemente se nono sono un obbligo…Quindi camping, musica e pittura all’aria aperta, visite a musei, sport, ecc …

Per i bambini che invece hanno i “compiti tradizionali” ricordate che dovrebbero essere i loro compiti estivi ad adattarsi a loro e non viceversa. Andrebbe fatto un piano personalizzato, soprattutto per i ragazzini delle medie, magari d’accordo con le insegnanti, in modo che lavorino sulle materie in cui hanno delle carenze o particolari difficoltà.
Detto questo, ecco qualche suggerimento per affrontare serenamente il momento dei compiti, senza guastarsi le vacanze.:

Orario: Da Lunedi a Venerdì, stabilire un ora fissata per fare i compiti. Una buona opzione è dopo colazione o dopo pranzo.

Fissare degli obiettivi: definite con i vostri figli quante pagine devono fare al giorno o quali attività devono fare prima di uscire a giocare, ci sono libri di compiti che in particolare aiutano a rendere le attività varie e interessanti.

Rendere lo studio divertente: studiare non significa stare chiusi in una stanza. Portate i vostri bambini in biblioteca, ai musei o nei siti storici integrando lo studio con attività didattiche organizzate da musei, laboratori ecc…Utilizzate il momento della spesa per piccoli esercizi di matematica o per la lettura dei più piccoli.

Cultura per tutta la famiglia: almeno una volta alla settimana andate tutti insieme a veder un film, a un concerto o a una mostra,che non sia necessariamente da bambini.

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Leggere, leggere, leggere: è un’attività che non ha nessuna controindicazione, si può fare sempre e evunque, aiutiamoli a scegliere titoli appropriati alla loro età e ai loro interessi. Mostriamo interesse a ai libri che stanno leggendo.

Imparare una nuova lingua: stimolarli a imparare una nuova lingua nell’eventualità di una vacanza all’estero attraverso ascoltando la radio, parlando con i locali o semplicemente giocando con i bambini del posto.

Sport l’esercizio fisico stimola anche l’attività cerebrale e quindi nuoto, camminata, bicicletta…la regola è sempre la stessa: farli divertire e farli crescere autonomi, sani e consapevoli.

le vacanze quando si lavora….
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10 luglio 2014  |  Scritto da famosatoys

Sì è estate. Niente più orari, compiti, lezioni extra, attività scolastiche e sportive. Tuttavia se, come molti genitori , questa estate dovrete lavorare e vostri figli non sono ancora abbastanza grandi per poter stare da soli, ecco alcune idee per “sopravvivere alle vacanze”…☺ e godersi l’estate tra campus, baby sitter, nonni ecc…

La famiglia

Se siete abbastanza fortunati da avere parenti che vi potrebbero aiutare, non esitate a chiederlo. Cugini, genitori, zii, padrini, nonni, fratelli … Sicuramente sarete in grado di organizzare qualcosa che funziona per tutti. Il campeggio per i più grandi, giornate in piscina o in qualche parco per i più piccoli, piscina di plastica sul terrazzo dei nonni, pic-nic con i vicini…Insomma pensate ad attività divertenti che i vostri figli possano fare anche con altri. Usate la vostre immaginazione ma soprattutto barattate: fallo per me oggi, e lo farò per voi domani.

Parlate con il vostro capo

Il tuo capo potrebbe capire benissimo le vostre preoccupazioni nell’avere i figli a casa da soli. Capite se è possibile, solo per il periodo estivo, raggiungere un accordo diverso sugli orari di lavoro che vi permetta di essere a casa qualche ora in più o un paio di giorni alla settimana. Forse una parte del lavoro potreste farla da casa…provate a chiedere…delle volte la soluzione è dietro l’angolo!

Campi Estivi e Programmi

La quantità di campi estivi è infinita ed è possibile scegliere tra campus specializzati e generici, tra campus in città o fuori….bisogna solo mettersi con calma e valutare le opzioni, i costi, i periodi…ecco qualche consiglio per scegliere quello giusto per i vostri bambini: tutti al campus!

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Ricordate poi che per i bambini i momenti passati con voi sono sempre i migliori, quindi non appena siete liberi,in pausa pranzo, la sera, il week end fate con loro qualcosa di diverso e divertente, giocate con loro, portateli a vedere mostre, al cinema, a teatro…coccolateli e stategli vicino…sarà anche questa una splendida vacanza!

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anche a settembre…tutti al campus!
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27 giugno 2014  |  Scritto da famosatoys

Con l’arrivo delle vacanze molti genitori considerano la possibilità di mandare i figli a campus estivi. Molti vedono nel campus la soluzione pratica al “dove lascio mio figlio” ma in realtà i campus sono per i bambini un modo fantastico per sviluppare le loro competenze emotive e sociali. I campus danno l’opportunità di imparare a condividere, essere più tolleranti con gli altri così e prendere decisioni in autonomia, acquisire nuove competenze e sviluppare interesse per le diverse attività. Detto questo, l’unica cosa che incombe sulla testa dei genitori è: quale è la migliore soluzione per mio figlio.
Continua a leggere per saperne di più.

La scelta dei campi estivi è difficile. Le variabili sono: il vostro budget, il periodo, l’età dei bambini, ma soprattutto gli interessi e la personalità. Parlane con tuoi figli, spiega loro le varie opzioni e chiedigli quello che preferiscono. Quando hai considerato tutti questi aspetti, ecco alcuni suggerimenti per scegliere quello giusto:

Un campus vicino o lontano?

Dormire fuori casa può essere eccitante o traumatico, a seconda dell’esperienza, della personalità del livello di maturità dei vostri figli. I campus con pernottamento sono raccomandati dai 7 anni. Se i vostri figli sono indipendenti e hanno già passato la notte a casa di amici sono probabilmente pronti a questa esperienza. Tuttavia, se questa è la prima volta che i vostri figli vanno a un campus uno in città o vicino a casa, potrebbe essere l’opzione migliore.

Per massimizzare l’esperienza del campus, è meglio che i bambini lo frequentino almeno 2 settimane. Valutate come questo condiziona la gestione del resto della famiglia Se non avete molto tempo o non si adatta il vostro budget, provate un campus in cui la sera tornano a dormire a casa.

Un campus specializzato o uno tradizionale?

I vostri figli potrebbero tentare un campus tradizionale la prima volta e se ha successo le volte successive potrebbe andare a un campus specializzato (lingua straniera, sport, musica, teatro, magia, scienza, ecc.) Un campus tradizionale offre una varietà di attività e che aiuterà i vostri bambini a scoprire nuovi interessi.

Tuttavia, se i vostri figli hanno già una passione per una specifica attività, ma non hanno il tempo di svilupparla durante l’anno scolastico, il campus specializzato è l’ideale. Assicurarsi che gli insegnanti siano qualificati e capire in anticipo che tipo di attività faranno e se bambini sono raggruppati per età e livello di abilità.

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Sei sicuro che sia un buon campus?

L’ideale sarebbe visitare il campus prima. Parlare con il coordinatore o con i responsabili per capire se condividete il loro piano educativo e didattico. Accompagnate i vostri bambini e verificate se gli piacciono le attività proposte e l’ambiente.
Assicuratevi che i campi siano conformi a tutte le normative (sanitarie, rapporto educatori/ bambino, misure di sicurezza, igiene, ecc …) e se il campo è preparato per diete speciali (senza glutine, allergie, ecc …) e come è possibile comunicare con i vostri figli nel caso in cui siano ancora piccoli o non abbiano un loro telefono cellulare.

Quanto mi costa?

A seconda della durata, del luogo o delle attività proposte il costo cambierà. I campus fuori casa da casa, esclusi quelli all’estero, i costi possono variare tra 300-1000 euro, mentre i campus in città stanno di solito meno di 300. Tuttavia, prima di pagare, chiedete se ci sono agevolazioni per l’iscrizione di più figli o per prenotazioni anticipate.

Pensate che i campus estivi siano una buona opzione per i bambini? Sì o No?

alternative naturali alla medicina tradizionale
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25 giugno 2014  |  Scritto da famosatoys

Anche se i vostri figli seguono un’alimentazione sana e hanno un sistema immunitario forte possono sempre capitare episodi di raffreddore, febbre, stanchezza, mal d’auto ecc…Fino a che non sono affetti da patologie importanti o di malattie, medici e pediatri raccomandano rimedi naturali che possono essere anche casalinghi e che utilizzano ingredienti che probabilmente utilizzate quotidianamente. Stiamo parlando di camomilla, zenzero, miele e una buona dose di amore. Qui ci sono 4 alternative naturali alla medicina tradizionale che vi aiuteranno a curare e prevenire malattie minori.

Zenzero

Questa radice ha incredibili proprietà medicinali. Antispasmodico, antisettico, antivirale, espettorante e stimolante del sistema circolatorio, masticare un piccolo pezzo di zenzero con miele o preparare in infuso funziona anche contro il mal d’auto, è quindi perfetto per quel lungo viaggio verso le vacanze…. Inoltre lo zenzero funziona anche da regolartore del metabolismo perché aumenta l’assorbimento degli elementi nutrienti presenti nel cibo. I bambini hanno il raffreddore? Preparate un buon tè allo zenzero e di nuovo fuori a giocare!

Miele

E’ chiamato anche l’antibiotico dolce, infatti il miele ha la vitamina B, ferro, calcio, sodio, fosforo, potassio e un numero infinito di proprietà medicinali. Il miele da energia tanto che se ne raccomanda un cucchiaio durante gli esami o prima di attività faticose. Ma il miele è utile anche per guarire la tosse e lenire il mal di gola oltre ad avere proprietà antisettiche e cicatrizzanti se usato su abrasioni della pelle. Tra i vari tipi di miele, quello che guarisce la pelle più velocemente è quello di lavanda. Derivati del miele, come la propoli o la pappa reale sono anch’essi utilissimi rimedi per la salute. Leggi qui per saperne di più.

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Camomilla

I suoi principi attivi rendono la camomilla un ottimo rilassante, utile in caso di crampi intestinali, cattiva digestione, sindrome dell’intestino irritabile, spasmi muscolari e dolori mestruali, ma anche in caso di tensione nervosa e stress, perché provoca una sensazione di piacevole rilassamento con effetto calmante sul nervosismo e l’ansia.
E’ dotata di buone proprietà antinfiammatorie, grazie all’azione protettiva del suo olio essenziale Per questa ragione è utilizzata come rimedio lenitivo, decongestionante, addolcente e calmante, in tutti tipi d’irritazioni dei tessuti esterni e interni: dermatiti, ferite, ulcere, gastrite, congiuntivite, riniti, irritazioni del cavo orale, gengiviti…per i piccoli è consigliata per agevolare il sonno, per il mal di denti e come bevanda alternativa all’acqua o ai succhi confezionati.

TLC (Tender Loving Care)

Ossia COCCOLE. Quando si tratta di salute emotiva, l’affetto è la cura medicina migliore. La prova è che una cronica mancanza di amore e di affetto indebolisce il sistema immunitario e aumenta la malnutrizione. La mancanza di TLC aumenta le possibilità di ammalarsi. Il contatto diretto della pelle non è solo gratificante per bambini ma anche per i genitori e crea legami più forti. Carezze e massaggi sono ottimi antidoti e richiedono solo tempo e amore. Per saperne di più su massaggi e neonati, clicca qui.

Ricordate che in caso di malattie serie o croniche, si dovrebbe sempre rivolgersi al proprio pediatra.

Utilizzate anche voi rimedi naturali? Scriveteci e condividete le vostre esperienze con altri genitori.

insegnare la stima di sè
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17 giugno 2014  |  Scritto da famosatoys

L’autostima è la percezione che abbiamo di noi stessi, del nostro valore personale. A seconda di come ci vediamo nel mondo cambia il nostro modo di essere, di agire e relazionarci con gli altri. Le persone con una bassa autostima avranno difficoltà a risolvere problemi e ad affrontare i conflitti. Per loro, gli ostacoli della vita possono causare frustrazione e ansia. La loro prima reazione di solito è: “Non ce la posso fare.”

L’immagine mentale che abbiamo di ciò che siamo comincia quando siamo piccoli. Ecco perché è importante aiutare i nostri figli a coltivare una sana stima di sé in modo che possano risolvere i conflitti, essere più realistici e godersi una vita migliore. Un altro vantaggio? I bambini con una buona autostima sorridono spesso.

Ecco alcuni suggerimenti su come aiutare i bambini a sviluppare un autostima positiva e sana.

Equilibrio

Esperti di psicologia specializzati in autostima, hanno osservato che più flessibili si è, meglio si si sopporterà il senso di frustrazione e fallimento. In generale, un bambino che non si sente amato ha un basso senso di autostima. Così, anche quando raggiungerà ogni piccolo obiettivo (legare le scarpe, andare in bicicletta ecc) la sua autostima continuerà ad essere bassa. Lo stesso accade anche quando, pur amato dai suoi genitori, ha dei dubbi su se stesso e le proprie capacità. L’obiettivo di un buon genitore è quello di bilanciare le due cose: far si che i nostri figli si sentano amati e motivarli a sviluppare i loro talenti e punti di forza. E il gioco è, ancora una volta, il modo migliore per imparare.

Persistenza e motivazione
Fin da piccoli i bambini imparano giocando. A seconda dei loro successi o fallimenti, sviluppano idee sulle proprie capacità. Ecco perché è importante aiutarli a riprovare le cose che sbagliano e incoraggiarli a non rinunciare ai loro obiettivi.

Allo stesso tempo dobbiamo stare attenti a non caricarli delle nostre aspettative perché potrebbero sentirsi valutati solo sulla base dei risultati e rinunciare a fare delle esperienze nel timore di non raggiungere risultati adeguati. Un bambino con una sana stima di sé sa quali sono i suoi punti di forza e le sue debolezze ed impara ad accettarli.

Dopo un tentativo fallito, invece di dire: io sono stupido “, il bambino deve reagire partendo dal pensiero”. I giochi da tavolo possono essere un ottimo modo per rafforzare le loro competenze e aiutarli a imparare a perdere e ad accettare le loro debolezze.

Siate cauti con quello che dite
La fiducia in se stessi deriva dalla pratica – provare, fallire e provare di nuovo. Se diciamo costantemente ai nostri figli quanto sono bravi e intelligenti, finiranno per pensare di essere perfetti. I genitori, in un tentativo sbagliato di proteggerli, finiscono spesso per lodare troppo o falsamente. Bisogna che vedano nelle critiche dei genitori degli spunti per migliorare, con il loro aiuto e sostegno. Come genitori dobbiamo far loro sapere che qualunque sia il risultato, li amiamo lo stesso.

Accettazione
Un bambino deve sentirsi a proprio agio nel chiedere aiuto e sicuramente lo sarà se si sente accettato e amato per quello che è. Quindi dobbiamo prestare particolare attenzione a ciò che diciamo e come lo diciamo, dobbiamo dar loro spazio e attenzione quando ci coinvolgono in una conversazione o in un gioco. I bambini misurano le nostre reazioni e si comportano di conseguenza, se si sentono costantemente sotto esame potrebbero adottare un comportamento passivo nei confronti delle attività che gli vengono proposte.

Come reagite ai successi e insuccessi dei vostri figli? Raccontateci le vostre esperienze.

Crediti fotografici: Marcus Hansson / Rolands Lakis