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Tag: genitori
l’importanza delle fiabe
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25 novembre 2014  |  Scritto da famosatoys

Le fiabe svolgono un’azione importantissima nei bambini, perché la descrizione dei personaggi e delle loro azioni li accompagna alla comprensione di ciò che accade ogni giorno fuori e dentro di loro e possono contribuire a favorire la loro crescita sotto tutti gli aspetti (emotivo, affettivo, sociale, linguistico…). Infatti le fiabe creando situazioni immaginarie aiutano i bambini a trovare le soluzioni per delle loro condizioni di paura, solitudine, mancanza di autostima, ecc…

In un post intitolato “A che età svelare la fatina dei denti?” abbiamo scritto di come le fiabe possano aiutare i bambini a capire il mondo degli complesso degli adulti. Sono uno strumento importante per lo sviluppo perché inconsciamente offrono soluzioni a problemi che i bambini potrebbero vivere.

Ai genitori piacerebbe essere in grado di rispondere a tutti i loro dubbi ma spesso si accorgono che non parlano la stessa lingua dei piccoli. Le fiabe infatti utilizzano la magia e l’animismo per entrare in contatto con i bambini.Che cos’ è l’animismo?

L’animismo è la credenza, soprattutto nei bambini, che oggetti inanimati, ma dotati di movimento, abbiano proprietà psichiche simili a quelle proprie, umane, siano dotati di una forza interna, di un’anima .I nostri figli credono che una pietra è viva, perché è in grado di rotolare giù una montagna. Credono di una porta è animata perché può chiudersi quando è arrabbiato. Secondo Piaget, lo psicologo svizzero, questo tipo di modello di pensiero rimane per tutta la pubertà.

Perché i bambini hanno bisogno di magia?
I bambini sanno che la storia non è vera (la mancanza di tempo spaziale è confermata attraverso frasi come: In una terra lontana o C’era una volta …), ma la c’è una componente magica nelle fiabe che permette loro di immaginare se stessi come gli eroi della storia e di accettare le regole di un universo fittizio. Possono interpretare un ruolo e pensare alle conseguenze delle azioni di questo.

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Genitori e fiabe
Le fiabe sono davvero utili per i bambini, ma cosa succede quando i genitori non condividono i valori in una storia?
Con un po’ di fantasia si possono dare diversi alle fiabe classiche…Vogliamo dire alle nostre bambine che una principessa non è sempre una fanciulla debole da salvare? Con Pinypon principessa possiamo giocare a salvare il principe da un affamato drago e invitarlo a cena nel nostro magnifico castello!

Ci potrebbero essere storie che riteniamo essere troppo violente. In Cappuccetto Rosso per esempio, il lupo si mangia nonna e nipotina… ma cosa succederebbe se il il lupo fosse miope e scambiasse un sacco i legna per la piccola Cappuccetto?
I personaggi di Pinypon Fiabe ti danno la possibilità di trasformare fiabe classiche in tante divertenti nuovi racconti…

Crediti fotografici: Famosa

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le vacanze quando si lavora….
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10 luglio 2014  |  Scritto da famosatoys

Sì è estate. Niente più orari, compiti, lezioni extra, attività scolastiche e sportive. Tuttavia se, come molti genitori , questa estate dovrete lavorare e vostri figli non sono ancora abbastanza grandi per poter stare da soli, ecco alcune idee per “sopravvivere alle vacanze”…☺ e godersi l’estate tra campus, baby sitter, nonni ecc…

La famiglia

Se siete abbastanza fortunati da avere parenti che vi potrebbero aiutare, non esitate a chiederlo. Cugini, genitori, zii, padrini, nonni, fratelli … Sicuramente sarete in grado di organizzare qualcosa che funziona per tutti. Il campeggio per i più grandi, giornate in piscina o in qualche parco per i più piccoli, piscina di plastica sul terrazzo dei nonni, pic-nic con i vicini…Insomma pensate ad attività divertenti che i vostri figli possano fare anche con altri. Usate la vostre immaginazione ma soprattutto barattate: fallo per me oggi, e lo farò per voi domani.

Parlate con il vostro capo

Il tuo capo potrebbe capire benissimo le vostre preoccupazioni nell’avere i figli a casa da soli. Capite se è possibile, solo per il periodo estivo, raggiungere un accordo diverso sugli orari di lavoro che vi permetta di essere a casa qualche ora in più o un paio di giorni alla settimana. Forse una parte del lavoro potreste farla da casa…provate a chiedere…delle volte la soluzione è dietro l’angolo!

Campi Estivi e Programmi

La quantità di campi estivi è infinita ed è possibile scegliere tra campus specializzati e generici, tra campus in città o fuori….bisogna solo mettersi con calma e valutare le opzioni, i costi, i periodi…ecco qualche consiglio per scegliere quello giusto per i vostri bambini: tutti al campus!

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Ricordate poi che per i bambini i momenti passati con voi sono sempre i migliori, quindi non appena siete liberi,in pausa pranzo, la sera, il week end fate con loro qualcosa di diverso e divertente, giocate con loro, portateli a vedere mostre, al cinema, a teatro…coccolateli e stategli vicino…sarà anche questa una splendida vacanza!

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preferire un genitore all’altro
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25 giugno 2014  |  Scritto da famosatoys

Potrebbero non confessarlo apertamente, ma la maggior parte dei genitori hanno una preferenza per uno dei loro figli. Questo accade anche con i bambini: a volte preferiscono uno dei due genitori. Avrete provato almeno una volta la sensazione di essere il “preferito” o quello assolutamente invisibile. Quando è il vostro momento favorevole i vostri figli sono sereni solo se ci siete voi, vogliono voi a rimboccare le coperte, a raccontare la storia e al risveglio alla mattina. In altre parole: siete il loro preferito. Ma quando non lo siete, pur essendo adulti, è difficile sentirsi respinti. E ‘qualcosa di personale? È momentaneo? Perché accade e come si possono evitare conflitti?

Sarete sollevati di sapere che la scelta di un preferito è molto comune nei bambini e non significa necessariamente che l’altro sia peggiore. Anzi è un buon segno, significa che vostro figlio esercita la sua indipendenza e capacità decisionale. Scegliere un genitore come preferito, anche se temporaneamente, aiuta i bambini a esplorare il mondo delle relazioni, a elaborare il concetto di intimità ed elaborare l’idea della separazione. A volte un bambino preferisce il genitore che è più presente, altre volte preferiscono quella che manca di più.

Essere il preferito oggi non significa esserlo sempre. I bambini, proprio come fanno con i loro giocattoli, cambiano spesso i preferiti anche se in realtà, quello che stanno facendo è imparare a decidere per se stessi. Avrete infatti notato che a un certo punto i vostri bambini vorranno leggere questa storia e non l’altra, bere da questo bicchiere, usare quel colore…

Se hai il ruolo di “preferito”, cerca di uscirne ogni tanto, in modo da dare un’immagine altrettanto positiva anche dell’atro genitore, anche se solo verbalmente: “Scommetto che a tua madre piacerebbe questo gioco” o ” Siamo così fortunati che il papà è così divertente”.

Evitate di prendervi tutti i meriti, cercate di mantenere ruoli e abitudini e comunque di non prevaricare nella presenza rispetto all’altro. La prossima volta che tuo figlio vuole te per fare il bagno, la risposta potrebbe essere: “Stasera no, tesoro. E ‘di turno papà stasera “E se aggiungiamo, “Inoltre, papà è molto meglio a fare le bolle ” vostro figlio sarà già nella vasca!
Se, “sfortunatamente” hai il ruolo dell’ invisibile a casa, è comprensibile che tu ti possa sentire rifiutato e ferito.
Quello che è importante in questo caso è dare al bambino lo spazio e il tempo di cui ha bisogno per cambiare la sua opinione ed evitare di dire cose come: “. So che non sono il tuo preferito” perché dando la cosa per certa aumenterete la distanza tra voi e loro. La prossima volta che rifiuta un abbraccio o un bacio, non sentitevi offesi ma piuttosto provate a usare una semplice frase del tipo: “. Beh, potrei ottenere un bacio domani”

Vivete serenamente questa fase temporanea e mentre l’altro genitore gode il suo momento di “migliore” approfittate per fare tutte quelle cose per cui non avevate tempo come incontrare un amico per il pranzo, fare sport, guardare un film…

Cercate di evitare di fare tutto ciò che vostro figlio vi chiede, solo per diventare il loro preferito. Ricordate che voi siete gli adulti e che fissate voi i limiti. Non dovete arrabbiarvi ne fare del vittimismo ma piuttosto far sapere loro che ci siete sempre, cercate di rendere speciale il tempo che passate con loro con nuove passeggiate, giochi e tanto tanto affetto.

Ti è capitato di essere il genitore “invisibile”? Condividi la tua esperienza con noi!

Photo Credits: Oleg / Steven de Polo

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mio figlio bara
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4 giugno 2014  |  Scritto da famosatoys

La famiglia è riunita a giocare a un gioco da tavolo… improvvisamente , per la prima volta , il figlio di quattro anni si prende alcune libertà , come spostare la sua pedina di 2 caselle invece di una o tirare di nuovo il dado quando ottiene un numero inferiore a quello che si aspettava .

A partire quel giorno sarete spesso sorpresi dal livello di competitività dei vostri figli quando giocano con gli amici e vi renderete conto che delle volte vostro figlio imbroglierà i suoi amici e sua sorellina . Vi chiederete: ” come è potuto accadere ? ” Sarete felici di sapere che lui non è l’ unico piccolo “baro” e che in effetti un gran numero di bambini lo fanno.
Perché ? Quando è troppo e come dovremmo gestire questi atteggiamenti ?

La loro idea è fare qualcosa di brutto per fare qualcosa di buono, perchè è questo che succede con i bambini sotto i 5 anni che non vedono nulla di male nel barare , non associano all’azione che compiono dei valori morali. Stanno semplicemente giocando .
Barare , così come raccontare bugie è una cosa fanno i bambini , ma è importante essere attenti e fargli sapere che lo sappiamo. Senza punirlo , fargli capire che ci sono delle regole e non corretto eluderle anche se questo gli da la possibilità di vincere .

Quando dovremmo cominciare a preoccuparci ? Questo dipende dal livello e frequenza con cui egli bara . Se vostro figlio lo fa abitualmente tanto da rendelro parte del suo comportamento, dovrebbe essere per voi un allarme e quindi sarebbe il momento di parlarne con lui.

Un altro segnale preoccupante è che se la sua volontà di vincere supera la sua buona condotta. Non lasciatelo vincere con l’imbroglio ma spiegategli che le sue azioni hanno delle conseguenze. Senza alzare la voce , avviate un dialogo . Perché lo fa ? Perché sente così forte il bisogno di vincere? Ha paura di perdere ?

Barare può portare a mentire . Uno dei motivi per cui i bambini barano è perché sentono che è l’unico modo in cui possono soddisfare delle aspettative riposte su di loro. Anche se è una buona cosa per i genitori aspettarsi il meglio dai propri figli bisogna porre dei limiti alle proprie aspettative . Invece di premiare o punire, il comportamento migliore è fargli vedere quanto si è soddisfatti per l’impegno che ci ha messo per realizzare il suo risultato sia che abbia vinto o perso .

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Oltre i 5 anni. Con i bambini di questa età è ancora più importante il dialogo perché loro a differenza dei più piccoli sanno esattamente cosa stanno facendo e cosa succederà dopo. La vostra reazione non deve essere pacata come con quelli di 3 o 4 anni , ma decisamente più severa. Parlate con lui di quello che sta succedendo , chiedendogli cosa lo spinge a a comportarsi in questo modo ? Se si sente stressato o sotto pressione ? Se lo fa per attirare per l’attenzione ? Se sta vivendo un momento difficile a scuola ? Se a casa è tutto a posto… Potrebbe essere una buona idea per incontrare il suo insegnante e magari cercare di risolvere insieme il problema .

Il vostro bambino bara ? Che cosa fate quando succede ? Funziona? Ci piacerebbe sapere tutto in modo da poter condividere la vostra esperienza con i nostri lettori .

le apps per bebè e neogenitori
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17 aprile 2014  |  Scritto da famosatoys

La app che vengono pubblicate sono davvero tantissime ed è difficile capire quali sono davvero valide. Certo è che se nessuna è indispensabile, alcune sono sicuramente risorse utili e soprattutto portata di mano. Abbiamo trovato alcune applicazioni per neonati e per i nuovi genitori che sono non solo utili e divertenti ma anche molto istruttive .

APPS PER BAMBINI

Cute baby flash cards

Una app pensata per i tuoi piccolini. L’app è adatta per bambini dai 6 mesi ai 3 anni. Ogni carta è pensata coinvolgere i tuoi bambini in modo divertente affinche giochino e imparino i nomi degli animali, i colori ecc..Loro semplicemente adoreranno guardarle e ascoltarle ancora ed ancora.

Toddler Flash Cards

E ‘ simile alla precedente , ma creata dai genitori per aiutare mamme e papà per intrattenere i vostri bambini , incoraggiare l’apprendimento . Questa applicazione include diverse categorie : colori, lettere , forme e numeri . Ciascuno contiene giochi con nomi di animali , cibi , oggetti e concetti più avanzati come l’alfabeto .

Parlaimpara

L’app “Parlaimpara” propone un simpatico approccio a lettere, numeri, forme, colori ed altro ancora. Nella versione gratuita offre filastrocche e quiz per la memorizzazione delle vocali. Nella versione a pagamento tanti altri contenuti.

Happi Papi: I Pirati

Una divertentissima avventura alla ricerca del tesoro.I bambini devono usare il potere delle parole per raggiungere la cassa del tesoro, risolvere divertenti giochi logici per sbloccare gli strumenti e trovare i pezzi del puzzle finale.

APPS PER NEO-GENITORI

Bambino Connect

Baby- Connect è considerata la migliore app per monitorare e tenere traccia dei progressi del vostro bambino . Prodotti alimentari , orari , vaccini, cambio del pannolino , il sonno , l’umore , la medicina e il controllo della crescita . È possibile scegliere se si desidera visualizzare in formato grafico o a modi lista e si può anche inviare o condividere informazioni tramite Facebook , Twitter ed e-mail .

pediat

IPediatric

Con “iPedriatric” sarà invece possibile trovare risposte su eventuali malesseri del bambino nel suo primo anno di vita. L’applicazione, che costa 2,69 euro, funziona solo per i neonati da 0 a 12 mesi e oltre ad un dizionario, dove vengono descritte lemalattie più frequenti, contiene anche una sorta di ‘percorso’ di sviluppo che il bimbo dovrebbe seguire nei primi mesi. Non deve considerarsi un sostituto del medico ed è l’applicazione stessa, a seconda dei sintomi indicati, che invita a rivolgersi al pediatra.

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S.O.S obesità infantile
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7 aprile 2014  |  Scritto da famosatoys

L’obesità risulta essere il disordine nutrizionale più frequente nei paesi sviluppati e in particolare l’obesità infantile è certamente uno dei problemi più frequenti in età pediatrica, in grado di indurre un aumento significativo di rischi per la salute in età adulta. (malattie cardiovascolari, pressione alta, diabete, ipercolesterolemia)

Il problema è mondiale. Tre anni fa è stato stimato che il numero di bambini in sovrappeso di età inferiore a 5 anni è di oltre 42 milioni e di questi quasi 35 milioni vivono nei paesi sviluppati. Per questo l’ OMS ( Organizzazione Mondiale della Sanità ) ha emanato un elenco di 12 punti per contrastare la dilagante obesità infantile, ricordando anche che sono necessari maggiori sistemi di controllo per le campagne pubblicitarie legate agli alimenti ricchi di zuccheri, grassi saturi e sale, spesso definiti con l’etichetta di “cibo spazzatura”. Sotto accusa non soltanto il mezzo televisivo ma anche Internet (con la sua capillare diffusione su computer, tablet e smartphone). Nel mirino l’attività pubblicitaria anche su applicazioni e piattaforme di social network.

Cause dell’obesità infantile
L’obesità infantile è il risultato di diverse cause, più o meno evidenti, che interagiscono tra loro. In primo luogo, è dovuta ad un’eccessiva e cattiva alimentazione, legata o meno ad una ridotta attività fisica ed a fattori di tipo genetico – familiare. Rari sono i casi di obesità legati ad alterazioni ormonali quali ipotiroidismo o disfunzioni surrenali.
Prevenzione dell’obesità infantile

Le soluzioni da adottare per prevenire l’obesità infantile ci vengono fornite dal Ministero della Salute attraverso il documento “Strategie di educazione alimentare e nutrizione”, secondo cui bisogna abituare i bambini a:

1. 3 pasti regolari ( colazione, pranzo e cena ) più 2 spuntini;
2. evitare di premiarli con merendine, specialmente se ricche di zuccheri;
3. non insistere nel farli mangiare a tutti i costi forzandoli anche quando sono sazi;
4. limitare l’apporto proteico alternando carne, uova e formaggi e preferendo il pesce;
5. abituarli ai giochi all’aperto ed all’attività fisica per bruciare calorie e per un corretto sviluppo fisico

ll dovere più importante spetta però ai genitori che hanno il compito di abituare i bambini ad evitare le cattive abitudini alimentari, al troppo tempo davanti alla TV ed ai videogiochi e soprattutto devono porre obiettivi da raggiungere, magari insieme , per migliorare lo stato di salute e lo sviluppo armonico, consentendogli di giocare ed allenarsi il più possibile all’aria aperta.

I genitori per primi dovrebbero assumere uno stile di vita sano, che sia da esempio per i figli, magari utilizzando la bicicletta per i brevi spostamenti e proporre passeggiate e giochi all’aperto.

Per molte ragioni sta venendo a mancare sempre più il cosiddetto gioco di strada, cioè tutte quelle attività che fino a pochi anni fa venivano svolte dai bambini quando si riunivano nei luoghi all’aperto, per strada, nei campetti e nei cortili, che sono rappresentate dal saltare, dal rotolare, dal lottare, dall’arrampicarsi, dal lanciare, cioè quelle semplici attività motorie di base importantissime per lo sviluppo armonico del bambino.

Il gioco è importantissimo: è allenamento e aiuta a bruciare, a crescere e ad interagire con ciò che ci circonda

E poi parlate con i vostri figli. Aumentate in loro l’autostima, siate positivi e fategli capire che il cambiamento è possibile. Se riuscite a rendere divertente le prime fatiche poi tutto sembrerà più facile.

l’importanza del nome
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25 marzo 2014  |  Scritto da famosatoys

Come chiamarlo? La scelta del nome per il proprio bambino è una tappa molto importante , è una delle prime responsabilità che un genitore deve assumersi.

Il nome è una sorta di etichetta per la vita. Il nome è il primo regalo che gli farete, sarà la prima parola a cui dedicherete un pensiero la mattina e l’ultima che pronuncerete la sera prima di addormentarvi, la pronuncerete (e la urlerete) infinite volte nel corso della vostra vita con lui.

La scelta del nome è spesso legata alla storia, alla religione ed ai costumi della vostra famiglia. Non prendete questa decisione alla leggera, assicuratevi che il nome sarà in armonia con il vostro cognome e che, dunque, non sarà motivo di derisione da parte di coloro che circondano il vostro bambino.

La legge italiana stabilisce alcune norme da rispettare nel momento in cui si impone il nome al proprio bambino, come attribuire un nome che corrisponda al sesso del bambino, il divieto di dare nomi ridicoli, vergognosi o composti da più di tre elementi, e di dare il nome dei genitori viventi, dei fratelli e delle sorelle.

Ma norme e leggi a parte, molti possono essere gli elementi per decidere il nome, ecco i più gettonati:

Francesco infatti, è il nome più usato per i maschietti italiani. Del resto il santo di Assisi è anche il patrono d’Italia. Il nome deriva dal germanico, latinizzato in Franciscus, e significa proveniente dalla terra dei franchi.
Ma anche Lorenzo, Alessandro , Andrea, Matteo e i più classici Antonio Giuseppe e Marco resistono in classifica.

Per le bimbe invece Sofia, Giulia, Giorgia mantengono il podio e non lasciano le loro posizioni di predominio rispetto a Sara , Alice e Alessia .

Decidere un nome facile da pronunciare

Semplice e possibilmente non troppo sdoppiabile. Ricordate che il nome deve essere facile da pronunciare anche per il bimbo stesso.

A proposito dei nomi originali, è vero che distinguerà vostro figlio dalla massa, ma cercate di evitare nomi troppo strani che potrebbero imbarazzare il bambino per tutta la vita.

Sceglierlo in base al significato

Una buona fonte può essere abc mamma, dove si trovano moltissimi nomi con onomastico, significato, personaggi famosi e persino caratteristiche della persona a cui è attribuito e relative corrispondenze, cioè numero, colore, pietra e metallo corrispondente.
Ma se anche dopo questi consigli non riuscite a trovare il nome giusto, la tecnologia può arrivare in soccorso.

Numerosi sono i siti dove trovare validi aiuti e suggerimenti e addirittura una app per farsi aiutare nella difficilissima scelta.

E se proprio non riuscite a scegliere e il bambino ormai sta per nascere, individuate una rosa di due o tre nomi e aspettate di averlo tra le braccia prima di decidere. Sarà lui a suggerirvi la scelta migliore. Statene certi…

Photo credit: Leszek Leszczynski / PhotograTree

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come preparare i piccoli all’arrivo di un bebè
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25 marzo 2014  |  Scritto da famosatoys

L’arrivo di un bebè porta sempre dei cambiamenti . Mentre i genitori trascorrono gran parte del loro tempo ed energia nei preparativi per accogliere il neonato  e, gli altri figli spesso si sentono trascurati o non capiscono bene quello che sta succedendo .

Quando arriva un neonato le dinamiche familiari cambiano bruscamente a causa delle maggiori attenzioni di cui  questo ha bisogno.

A un fratellino o una sorella  questi cambiamenti sembrano spesso troppo grandi o addirittura inconcepibili. Il nuovo arrivato può sembrare la concorrenza e   molto probabilmente saranno gelosi e riceveranno richieste dai genitori  di comportarsi “da grande”. Ecco perché è così importante preparare i bambini all’arrivo di un fratellino, affinchè si sentano prima coinvolti e poi responsabilizzati, per quanto loro possibile, insieme al resto della famiglia.

Durante la gravidanza

Condividete con i vostri bambini la crescita del bambino dentro la pancia, raccontate loro di quando arriverà, cercate di dare un indicazione temporale, se sarà estate o inverno, in che mese…

Leggete insieme storie che hanno a che fare con l’arrivo di nuovi fratelli per dargli la possibilità di parlare dei loro sentimenti o di farvi domande.

Spiegate cosa succederà quando arriverà il bambino, cominciate ad accordarvi con loro circa la possibilità di passare più tempo con i nonni o con la zia preferita…facendo già qualche progetto per passare con loro delle giornate straordinarie…

Permettere al bambino di accompagnarvi agli appuntamenti prenatali , così da poter ascoltare il battito cardiaco del fratellino e dopo la visita dal medico approfittatene per fare qualcosa di divertente insieme a loro.

Guardate le foto di quando vostro figlio era un bebè e raccontategli  di come eravate felici quando è nato  lui e  di quanto sia importante per voi .

Potreste  anche farvi  aiutare nella scelta di un nome.

Trasmettetegli un senso di superiorità , spiegando che il bebè non può fare la maggior parte delle cose che a lui piacerebbe facesse già come parlare, giocare , guardare un film , fare amicizia , ecc … Ciò contribuirà a rafforzare la sua autostima .

Non è facile come può sembrare ma cercate di non portare il bebè sempre con voi. Ritagliatevi dei momenti da passare solo con i “maggiori” e parlate con loro di cose che interessano a loro e non al bebè…non dategli l’impressione di pensare sempre e solo a lui. Giocate insieme , aiutatelo con i compiti o fare i suoi biscotti preferiti . Fategli sapere che è sempre importante .

Coinvolgete, se ne hanno piacere,  i fratelli maggiori nelle piccole attività quotidiane come cambiare i pannolini, fare il bagnetto o dare la pappa…in modo da mantenere tutti insieme una ruotine familiare.

Incoraggiate i vostri figli a parlare dei loro sentimenti per il bebè – anche se questo può comportare la rabbia – e non arrabbiatevi  se inizialmente non mostrano interesse per il neonato . Permettetegli di esprimere i loro sentimenti , anche se sono spiacevoli .

Di seguito è riportato un elenco di libri consigliati da leggere con il vostro bambino prima e dopo l’arrivo di un bebè :

Quando arriva un fratellino

Aspetto un fratellino

Benvenuto fratellino, benvenuta sorellina

…mi arrendo! Mio figlio è testardo.
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14 febbraio 2014  |  Scritto da famosatoys

Cocciuto , ostinato, testardo … Chiamalo come vuoi . Ma se i metodi che utilizzate per farvi ubbidire non funzionano, non arrendetevi! A volte il trucco per farsi rispettare è usare un mix di psicologia e di fantasia. Ecco alcuni suggerimenti su come vincere la battaglia.
Gara a tempo .
Quante volte gli chiediamo di raccogliere i suoi giocattoli prima di cena e poi di finisce a discutere? I bambini testardi hanno una predilezione per le sfide: quindi, piuttosto di ripetere la stessa scena ogni sera, quella in cui si finisce gridando, provate a fare questo gioco : chiedetegli quanti giocattoli sa raccogliere in 5 minuti . Qualcosa di semplice che può farti vincere la battaglia .
Per ulteriori suggerimenti clicca qui

Il tuo piccolo assistente
A casa c’è tanto da fare e vi piacerebbe un piccolo aiuto ma, sapete che se lo chiedete a vostra figlia potrebbe finire in pianto. Dovete però sapere anche che ai bambini più ostinati piace avere le cose sotto controllo, ecco allora una proposta : chiedetele se vuole essere la vostro assistente. Senza il suo aiuto non sareste in grado di farlo… e comunque in due sarà più divertente! Ricordate sempre di rendere le attività divertenti e di trovare un modo di ricompensarle, magari con un gelato o un pizza insieme! Dimostrate gratitudine e fate capire l’importanza del suo aiuto.
Potete leggere altri suggerimenti su come affrontare con i bambini testardi qui

Il gioco del si
Susan Stiffelman, autrice di Parenting without Power Struggles ci dice che un bambino che ottiene sempre quello che vuole e non ha la capacità di assimilare la delusione , mostra aggressività verso gli altri e verso se stesso . Suggerisce ai genitori di smettere di cercare di insegnare o correggere nella foga del momento di crisi perché ” un bambino semplicemente non può elaborare quello che stai dicendo , se è arrabbiato o turbato. ”
Quello che propone è il “gioco del si”: se volete che vostro figlio esca dalla vasca da bagno o la finitura di gioco , rivolgetegli 3 domande a cui sapete risponderà sì, ad eempio: “ti stai divertendo?” “mi fai vedere come si fa?” “lo facciamo anche la prossima volta?”. Questo metodo aiuta a rompere la loro resistenza e li fa sentire ascoltati e compresi.

Lasciateli sfogare
La prossima volta che vostro figlio si rifiuta di fare qualcosa, lasciatelo sfogare e utilizzate un semplice stratagemma, chiedetegli “faccia a faccia” cosa sta succedendo , come si sente e perché non vuole fare quello che gli si chiede, guardandolo e ascoltandolo senza interromperlo. Come gli adulti , anche i bambini quando riescono a sfogare i loro sentimenti si sentono molto meglio. D’ ora in poi sa che può dire quello che sente senza essere sgridato.

Trovate utili consigli per affrontare i momenti di opposizioni dei bambini anche su siti internet e libri.

Crediti fotografici : Greg Westfall / AngryJulieMonday

educare i bambini alle emozioni
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3 dicembre 2013  |  Scritto da famosatoys

A cosa servono le emozioni e perché dobbiamo imparare, ma soprattutto insegnare a capirle e a viverle nel modo corretto?

Lo chiediamo alla dottoressa Alessandra Cirulli, specialista in psicoterapia familiare.

Qual’è il ruolo delle emozioni nella nostra vita e in quella dei nostri figli?

Il ruolo fondamentale dell’emozione è quello di guidarci nelle scelte della vita, dall’infanzia dove le scelte possono sembrarci, a distanza di anni, semplici e immediate all’età adulta dove ogni scelta genera piccole o grandi trasformazioni.

Cosa succede se non “diamo retta” alle nostre emozioni?

Le conseguenze di una scarsa intelligenza emotiva si riversano sulle nostre capacità relazionali, in modo più o meno grave. Seri problemi di regolazione emotiva possono compromettere il nostro quotidiano perché impediscono di avere sane relazioni amicali o sentimentali, di inserirci positivamente negli ambienti scolastici e professionali, riducendoci ad un uno stato di isolamento.

Un’emozione non regolata, non elaborata, si esprime in un agito. L’incapacità di modulare le emozioni per mezzo dell’elaborazione cognitiva potrebbe spiegare la tendenza di alcuni soggetti a liberarsi da tensioni causate da stati emotivi non piacevoli mediante comportamenti compulsivi quali: l’abbuffarsi di cibo, l’abuso di sostanze, il comportamento sessuale perverso, la gelosia ossessiva, etc.
Essere capaci di leggere il nostro stato emotivo e di gestirlo, non solo è una conquista rispetto al nostro benessere interiore, ma ci consente, inoltre, di migliorare la nostra capacità di relazionarci e di comprendere gli altri.

Come possiamo educare i nostri figli alla consapevolezza delle loro emozioni?

Innanzi tutto dobbiamo insegnare ai bambini a dare il nome corretto e quindi il giusto peso ai loro stati d’animo. Non ci deve essere confusione di termini ne tanto meno di significati.

Se il bambino è triste è bene pronunciare la parola TRISTEZZA e dare la possibilità al bambino di raccontarci cosa l’ha fatto diventare triste: questo momento di condivisione emotiva farà sentire il bambino alleggerito da quest’emozione negativa e consapevole del fatto che esprimere le emozioni e condividerle con gli altri sia salutare e benefico per sé e per la relazione con gli altri.  Questo vale per tutti gli stati d’animo, dobbiamo chiedere ai nostri figli il perché dei loro sentimenti, può sembrare faticoso ma potremmo avere anche molte sorprese.

The sad taste of tears

Cosa succede se non riconosciamo le nostre emozioni?

Se le emozioni rimangono indefinite fanno più paura, sono meno controllabili, il bambino stesso se ne sente schiavo. Anche al bambino spaventano le sue reazioni fanno paura, soprattutto se sono esagerate! Capita spesso, per esempio, sia ai bambini che agli adulti, di esprimere con rabbia la propria paura rendendo impossibile agli altri capire la reale emozione che ha mosso un comportamento. Questo fraintendimento farà sentire non compresi e soli. E anche più arrabbiati.

Se invece imparano, crescendo, a riconoscere la propria paura e ad esprimerla senza vergognarsi e senza temere il giudizio degli altri, essi potranno comunicare in modo efficace perché permettendo agli altri di sintonizzarsi sui loro sentimenti.

Le emozioni si comunicano solo a parole?

No, per captare le emozioni degli altri bisogna andare oltre le parole e leggere i messaggi che viaggiano su canali di comunicazione non verbale: il tono della voce, i gesti, le espressioni del volto, …Raramente le emozioni dell’individuo vengono verbalizzate, quindi è necessario osservare il bambino, usare l’immaginazione, mettersi nei suoi panni e provare ad assumere il suo punto di vista con grande capacità empatica. L’empatia è, infatti, la capacità di entrare in sintonia emozionale con gli altri, di capire come un altro essere umano “si sente”.

Cosa succede se il bambino non diventa consapevole delle proprie emozioni e non impara a gestirle?

Immaginate se tutta la vostra vita fosse governata dalla razionalità pura. Pensate, per esempio, alle vostre decisioni, quelle importanti ma anche quelle di tutte i giorni. La logica da sola non vi avrà guidato nella scelta di chi sposare, di chi fidarvi e neppure nella scelta del vostro posto di lavoro. Ma anche la semplice scelta di cosa mangiare, di cosa indossare, non sarà mai stata basata esclusivamente su criteri logici.

Crediti foto: Britnee Anne, Colby Stopa