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W i nonni!
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9 settembre 2014  |  Scritto da famosatoys

I nonni sono una parte essenziale della nostra vita e di quella dei nostri bambini. Hanno la saggezza e la pazienza che noi a volte non abbiamo, sono le figure che si occupano di dare ai nipoti il senso di appartenenza, di raccontare la propria storia e le radici. Noi sappiamo chi siamo e da dove veniamo grazie a loro dato che rendono la nostra cultura e le tradizioni vive. I nonni sono il legame tra le generazioni e secondo la famosa antropologa Margaret Mead questi legami sono necessari per la nostra salute mentale e stabilità emotiva.

Questo mese, abbiamo dedicato la nostra sezione di Creatori di Sogni a loro, ai nonni che hanno reso la nostra infanzia e rendono quella dei nostri figli migliore.

Se non avete mai ragionato sull’importanza che i nonni hanno per i vostri figli, ora è il momento di farlo. Gli studi rivelano che i nonni aiutano i bambini a massimizzare il loro potenziale e il loro sostegno è positivo e gratificante, soprattutto durante i loro primi anni. Secondo la The Foundation for Grandparenting,, i bambini che stabiliscono un legame forte con i nonni si sentono più sicuri e ottengono migliori risultati a scuola rispetto ad altri.

Oggi, sono più importanti che mai. Spesso entrambi i genitori lavorano fuori casa e i nonni vengono delegati a prendersi cura dei bambini. La funzione dei nonni, però, non si esaurisce certo nel tappare le falle o nell’intervenire nei momenti difficili. La presenza di un nonno o di una nonna nella vita di un nipote ha già di per sé l’effetto di allargare i confini della famiglia nucleare. Gli anziani ringiovaniscono a contatto con i giovani. I giovani dispongono di un maggior numero di modelli di riferimento affidabili e realistici. E quando nell’adolescenza, i rapporti con papà e mamma si fanno burrascosi, è attraverso i nonni che un nipote può ritrovare a volte quell’ancoraggio di cui, nonostante tutto, sente ancora il bisogno.

Nella realtà i nonni sono assai meno stereotipati e convenzionali di come in genere vengono rappresentati. E’ quanto emerge dalle testimonianze dei nipoti. La memoria può indebolirsi, i movimenti rallentare e i riflessi non essere più quelli di una volta, ma l’esperienza, la sensibilità e il sapere accumulati nel corso degli anni consentono di svolgere svariate funzioni. Molti nonni sono aperti alle novità e flessibili. Possono essere consiglieri in alcuni momenti, alleati e amici in altri.

Da genitore a nonno
L’entrata nel nuovo ruolo raramente è immediata e senza scosse, dall’essere chiamati papà e mamma passeranno a essere chiamanti nonno e nonna e guardati con occhi diversi.
E’ bene che i cambiamenti avvengano in modo graduale e in rapporto alle loro forze, impegni e disponibilità. Ci sono nonni a tempo parziale – incontrano i nipoti una o più volte a settimana e fanno baby-sitting di tanto in tanto – nonni a tempo pieno – vedono i nipoti tutti i giorni o quasi e integrano le mansioni dei genitori in modo sostanziale e nonni a tempo limitato. Ricordiamoci che possono essere buoni nonni anche quelli distanti e dare affetto tra una visita e l’altra mantenendo i contatti per telefono ed e-mail.
La cosa più importante nel rapporto con i nonni è che si crei un clima sereno, privo di rivalità e conflitti.

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Ecco alcune testimonianze che ci illustrano meglio il ruolo e l’importanza dei nonni nelle famiglie di oggi:

“E’ la mia migliore amica, mi da sempre dei buoni consigli”(Giulia, 11 anni). “Facciamo lunghe chiacchierate. Gli racconto molte cose perché so che lui non mi giudica” (Fabio, 12 anni): sono una figura di riferimento per consigli e confidenze.

“Ci raccontava di strane creature che vivevano sulle montagne. Ci lasciava credere quello che volevamo e noi bambini fantasticavamo a lungo su quelle strane creature.”(Michela, ormai ventenne): sanno assecondare i giochi e la creatività dei nipotini stimolando la loro fantasia.

“Con lui mi diverto perché è uno sportivo. Giochiamo a basket e mi insegna i trucchi” (Pietro, 10 anni). “Ho scoperto il mondo attraverso la sua collezione di francobolli, a cui abbiamo aggiunto anche i miei.”(Giorgio, 12 anni): trasmettono passione per sport e hobby.

“La nonna cucina benissimo, io la aiuto e poi mi fermo a pranzo.” (Susanna, 7 anni). “Per merenda il nonno mi prepara la macedonia con tutta la frutta.” (Luca 5 anni): insegnano sane abitudine alimentari.

“La nonna per me è una seconda mamma.”(Chiara, 6 anni): possono sostituire i genitori nella routine quotidiana.

“Quando non capisco un problema telefono al nonno.” (Marisa, 11 anni). “Gli ho insegnato ad usare l’e-mail, e ora ci scriviamo.” (Simone, 7 anni): sanno assumere il ruolo di maestri e di allievi.

Istituita già nel 1978 negli Stati Uniti, la Festa dei Nonni viene festeggiata ora anche in Italia il 2 di Ottobre. Anche il legislatore ha voluto mettere l’attenzione sull’importanza dei nonni, modificando il Diritto di Famiglia per sancire dei diritti dei nonni verso i nipoti che prima erano invece a discrezione dei genitori.

Avete mai pensato a quanto sono importanti i nonni sono per i vostri bambini? Cosa ricordate dei vostri?

mio figlio mi odia
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22 luglio 2014  |  Scritto da famosatoys

Essere un genitore implica molto sacrificio. Da quando nascono la vostra vita cambia drasticamente. Nottate svegli per farli dormire, pasti saltati per farli mangiare, schiena dolorante per farli calmare…Lavoro, vacanze, hobby e tempo libero, tutto cambia in funzione alle loro necessità. Cambiano le abitudini alimentari, si riducono le spese personali…insomma, è un amore incondizionato che mette tutto il resto in secondo piano .

Ecco perché fa male tanto quando vostro figlio o figlia piangendo e urlando vi grida quelle parole che pensavate fosse impossibile sentire alla sua bocca: “. Mamma, ti odio”

Come genitore, vi sentite attaccati e indifesi di fronte a queste parole. Sarete amareggiati e arrabbiati ma dovreste mettere da parte l’orgoglio e capire da dove viene questa rabbia e sapere che queste parole in realtà non rispecchiano il loro pensiero. Abbiamo scritto una mini-guida su come capire questo comportamento difficile (più frequente di quanto si pensi), e come affrontarlo.

“Mamma, io ti odio.” I bambini usano queste parole (di solito senza sapere ciò che realmente dicono) quando si sentono male, stressati, arrabbiati o hanno un problema che non sanno come risolvere. Dal momento che non hanno le competenze emotive o verbali di cui hanno bisogno per risolvere un conflitto, i bambini esprimono la loro rabbia verso di voi . Ottenere la reazione che vogliono , cioè farvi arrabbiare, li aiuta a compensare la propria incapacità di risolvere i problemi. Ovviamente questo accade a livello inconscio. Ecco perché, arrabbiarsi e reagire male è l’ultima cosa che si dovrebbe fare.

Non contrastare l’attacco. Se il vostro istinto è quello di rispondere, urlare o cercare di ragionare con i vostri figli ricordate che voi siete gli adulti e se assecondate il vostro istinto , se perdete il controllo, date un messaggio sbagliato: state insegnando al bambino che quando viene attaccato, deve contrastare l’attacco, proprio come voi. Ricordate che siete lo specchio in cui i bambini guardano cercando il modo di comportarsi.

“Non si dice”. Alcuni genitori reagiscono agli insulti dei loro bambini con queste parole. Ma la verità è che possono dire quello e molto altro se sono arrabbiati e potrebbero prendere questa vostra affermazione come una sfida e pensare: “Ah sì? Beh, senti questo “. Cercate di evitare lotte di potere e iniziate a usare parole efficaci come:.” Beh, mi spiace che la pensi così “o” Parlare in quel modo non cambierà nulla “, ” Se vuoi, possiamo parlare di ciò che ti preoccupa quando ti sarai calmato. “Ricordate che è importante che i vostri figli vi vedano mantenere la calma e il controllo.

Il corpo dice tutto. Oltre a mantenere la calma, ricordatevi anche il linguaggio del corpo: non incrociate le braccia, non camminate su e giù gesticolando come dei matti … Mantenete una postura neutrale. Se la cosa vi coglie alla sprovvista , la cosa migliore da fare è andare via e tornare quando vi sentite più calmi. E’ importante che capiscano che certe parole sono sconvolgenti e inutili.

 

Evitate di essere iper-protettivi . Molti bambini sviluppano un sentimento di odio verso i genitori perché non si sentono autorizzati a sviluppare le proprie competenze per diventare indipendenti. Che poi è quello che tutti i bambini bramano: poter fare qualcosa per conto proprio. E celebrarlo quando lo fanno. Ecco perché, i bambini rifuggono dai genitori che controllano e organizzano la loro quotidianità, scelgono le loro attività o che non consentono loro di sperimentare o decidere per conto proprio. Lasciate che scelgano a cosa giocare e quando. Lasciate che si vestano da soli e date loro delle piccole responsabilità come portare fuori la spazzatura, apparecchiare la tavola o lavare i piatti.

Se avete seguito questi consigli ma il comportamento di vostro figlio non cambia, provate a parlarne con i suoi insegnanti per provare a capire cosa lo turba e verificare se potrebbe essere necessari una consulenza professionale.

 

insegnare la stima di sè
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17 giugno 2014  |  Scritto da famosatoys

L’autostima è la percezione che abbiamo di noi stessi, del nostro valore personale. A seconda di come ci vediamo nel mondo cambia il nostro modo di essere, di agire e relazionarci con gli altri. Le persone con una bassa autostima avranno difficoltà a risolvere problemi e ad affrontare i conflitti. Per loro, gli ostacoli della vita possono causare frustrazione e ansia. La loro prima reazione di solito è: “Non ce la posso fare.”

L’immagine mentale che abbiamo di ciò che siamo comincia quando siamo piccoli. Ecco perché è importante aiutare i nostri figli a coltivare una sana stima di sé in modo che possano risolvere i conflitti, essere più realistici e godersi una vita migliore. Un altro vantaggio? I bambini con una buona autostima sorridono spesso.

Ecco alcuni suggerimenti su come aiutare i bambini a sviluppare un autostima positiva e sana.

Equilibrio

Esperti di psicologia specializzati in autostima, hanno osservato che più flessibili si è, meglio si si sopporterà il senso di frustrazione e fallimento. In generale, un bambino che non si sente amato ha un basso senso di autostima. Così, anche quando raggiungerà ogni piccolo obiettivo (legare le scarpe, andare in bicicletta ecc) la sua autostima continuerà ad essere bassa. Lo stesso accade anche quando, pur amato dai suoi genitori, ha dei dubbi su se stesso e le proprie capacità. L’obiettivo di un buon genitore è quello di bilanciare le due cose: far si che i nostri figli si sentano amati e motivarli a sviluppare i loro talenti e punti di forza. E il gioco è, ancora una volta, il modo migliore per imparare.

Persistenza e motivazione
Fin da piccoli i bambini imparano giocando. A seconda dei loro successi o fallimenti, sviluppano idee sulle proprie capacità. Ecco perché è importante aiutarli a riprovare le cose che sbagliano e incoraggiarli a non rinunciare ai loro obiettivi.

Allo stesso tempo dobbiamo stare attenti a non caricarli delle nostre aspettative perché potrebbero sentirsi valutati solo sulla base dei risultati e rinunciare a fare delle esperienze nel timore di non raggiungere risultati adeguati. Un bambino con una sana stima di sé sa quali sono i suoi punti di forza e le sue debolezze ed impara ad accettarli.

Dopo un tentativo fallito, invece di dire: io sono stupido “, il bambino deve reagire partendo dal pensiero”. I giochi da tavolo possono essere un ottimo modo per rafforzare le loro competenze e aiutarli a imparare a perdere e ad accettare le loro debolezze.

Siate cauti con quello che dite
La fiducia in se stessi deriva dalla pratica – provare, fallire e provare di nuovo. Se diciamo costantemente ai nostri figli quanto sono bravi e intelligenti, finiranno per pensare di essere perfetti. I genitori, in un tentativo sbagliato di proteggerli, finiscono spesso per lodare troppo o falsamente. Bisogna che vedano nelle critiche dei genitori degli spunti per migliorare, con il loro aiuto e sostegno. Come genitori dobbiamo far loro sapere che qualunque sia il risultato, li amiamo lo stesso.

Accettazione
Un bambino deve sentirsi a proprio agio nel chiedere aiuto e sicuramente lo sarà se si sente accettato e amato per quello che è. Quindi dobbiamo prestare particolare attenzione a ciò che diciamo e come lo diciamo, dobbiamo dar loro spazio e attenzione quando ci coinvolgono in una conversazione o in un gioco. I bambini misurano le nostre reazioni e si comportano di conseguenza, se si sentono costantemente sotto esame potrebbero adottare un comportamento passivo nei confronti delle attività che gli vengono proposte.

Come reagite ai successi e insuccessi dei vostri figli? Raccontateci le vostre esperienze.

Crediti fotografici: Marcus Hansson / Rolands Lakis

La prima comunione. Siete pronti per l’evento?
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12 maggio 2014  |  Scritto da famosatoys

Maggio è il mese in cui vengono generalmente celebrate le Prime Comunioni e, se i vostri figli hanno deciso di farla ecco un piccolo vademecum per questa importante tappa. Le origini , le usanze e le idee per la festa, i regali e le bomboniere…

La Prima Comunione è il momento in cui le persone ricevono per la prima volta nella vita il sacramento dell’Eucarestia quindi il corpo, il sangue e lo spirito di Gesù. Con questo sacramento i ragazzi entrano in contatto con Dio, chiedendo il perdono dai peccati per ottenere la sua benedizione.
Solitamente la prima comunione avviene verso gli 8 anni e rappresenta il secondo sacramento per il fanciullo, dopo il battesimo.

Poco prima della prima comunione i bambini seguono un percorso proposto dai loro catechisti che li renderà consapevoli del gesto che si sta per affrontare e liberi di scegliere autonomamente.

Il regalo per i ragazzini dovrebbe essere inerente al sacramento religioso che si presenta, ma spesso parenti e amichetti decino per giochi, libri o capi di abbigliamento.

La prima comunione è una tappa importante e viene festeggiata con un piccolo ricevimento dopo la cerimonia spesso organizzato a casa soprattutto da chi ha a disposizione un terrazzo o un giardino.

L’eucarestia
Le origini dell’Eucaristia si trovano nell’Ultima cena, in cui secondo l’interpretazione cattolica del racconto dei vangeli, Gesù distribuì ai suoi discepoli il pane ed il vino come suo corpo e suo sangue, offerti come sacrificio per la salvezza degli uomini, incaricandoli di fare lo stesso in sua “memoria”.

Il ricevimento
Ci sono molti modi per celebrare questo giorno speciale , preferibilmente all’aperto e con spazio in cui i bambini possano correre e giocare . Un buffet salato con tramezzini, panini al latte, pizzette e focaccine e uno dolce con piccola pasticceria, dolci al cucchiaio monoporzione e frutta. Un pensiero speciale lo merita la torta che sarà la preferita del festeggiato.

Le decorazioni
Una buona idea è fare una festa in più famiglie, per condividere i costi e rendere la festa una giornata di svago e divertimento per i più piccoli. Tutti possono partecipare alla creazione di inviti e decorare i tavoli con palloncini e fiori. Un’idea divertente è fare un poster con le foto dei festeggiati.
Ricordate di preparare un album pronto per i vostri ospiti affinchè possano scrivere dediche speciali e di chiedere gli indirizzi email in modo da mandare ai partecipanti una o più foto ricordo della festa.

I regali
E quando si tratta di regali … Famosa ha pensato a voi e ha deciso di dedicarvi una selezione speciale e una promozione allettante: dal 6 maggio fino al 10 giugno , sarete in grado di trovare una sezione dedicata alla Prima Comunione con una promozione speciale per i regali nel negozio online ( disponibile solo in Spagna ) . 20 giocattoli , tra cui Bambole e Tablet Boing con spedizione gratuita .

E voi, come pensate di festeggiare ? Inviateci le vostre idee in modo da poterle condividere con i nostri lettori .

Crediti fotografici : Guillermo Varela/Brunifia

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benessere con un massaggio
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18 aprile 2014  |  Scritto da famosatoys

Massaggiare è un altro modo per mamma e papà per trasmettere affetto e tenerezza al loro bambino . E ‘ anche un ottimo modo per conoscerlo meglio e capire i suoi mutevoli stati d’animo. I massaggi offrono una varietà infinita di benessere fisici ed emotivi sia ai genitori che ai neonati . Oltre al relax il vostro bambino , può alleviare i disturbi legati a gas e coliche . Ma come, quando e dove si dovrebbe fare il massaggio a un neonato? Per poter godere appieno questi momenti di piacere ecco qui alcuni suggerimenti:

Dove . Potete fare un massaggio al vostro bambino praticamente ovunque . Idealmente , la cosa migliore è farlo in un ambiente a 25 gradi e su una coperta o un asciugamano morbido con il bambino senza vestiti (lasciando solo il pannolino)

Come . E ‘ molto importante evitare di applicare una pressione eccessiva, i movimenti devono essere morbidi e lenti . Per avere un’idea, provate con gli occhi chiusi a posizionare la punta delle dita sulle palpebre e massaggiare . Questa è la giusta pressione che dovete fare quando massaggiate il bambino . Per le zone più piccole massaggiate con le dita . Per aree più grandi , utilizzare il palmo della mano aperta . È possibile utilizzare l’olio di mandorle o una crema da bambini che non è grassa e può essere facilmente assorbita .

Nel caso in cui il vostro bambino soffra di coliche i massaggi sono un trattamento meraviglioso . Posizionare il palmo della mano e fare dei cerchi sopra l’addome , in senso orario e cominciando dalla parte superiore e muoversi lentamente verso il basso . E’ necessario evitare la zona ombelico .

Quando. Ogni momento della giornata è buono . quando svesti il tuo bambino , dopo aver cambiato i pannolini , dopo l’allattamento … Quando fate un massaggio il vostro bambino è tutto per voi . Tuttavia, dopo il bagno o la prima di mettere il bambino a dormire sono momenti perfetti che aiuteranno il vostro piccolo a rilassarsi prima di dormire . Basta evitare di fare i massaggi quando ci si sente tesi o nervosi .

Nel caso in cui il vostro bambino soffre di gas nella pancia tenetegli i piedi uniti e sollevate le ginocchia . Delicatamente , ruotate i fianchi . Questo aiuterà il vostro bambino ad alleviare il dolore .

Quali parti del corpo posso massaggiare. Tranne la zona dell’ombelico e la fontanella (zona morbide sulla parte superiore della testa ), è possibile massaggiare il vostro bambino dappertutto . Dietro le orecchie , gambe , schiena, glutei , collo, petto … ricordatevi di usare la punta delle dita soprattutto quando massaggiare il viso e altre parti della testa.

Durata. Si può iniziare con un massaggio di 10 minuti e lentamente aumentare . Le reazioni del vostro bambino vi faranno capire quando smettere .

Ora siete pronte a concedervi la meravigliosa sensazione dei massaggi. Questo momento inserito nella routine quotidiana rafforzerà il vostro legame e creerà momenti intimi tra voi e il vostro bambino.

Crediti fotografici : Valentina Powers / Andrew Malone

mio figlio è dotato?
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25 marzo 2014  |  Scritto da famosatoys

Come tutti i genitori tendiamo a pensare che i nostri figli siano i più intelligenti più belli e simpatici del mondo . Succede a tutti e non c’è davvero niente di male nel mostrarsi genitori orgogliosi. Ma cosa succede se non è solo la nostra percezione ?
Cosa fare se il nostro bambino è davvero dotato ?

Ci sono diversi test di intelligenza che si possono far fare ai bambini per vedere se appartengono al 2 % della popolazione che supera quoziente intellettivo di 130 punti , anche se in realtà non c’è un consenso accademico sulla teoria del quoziente di intelligenza e non c’è una vera definizione di ciò che significa veramente dotato .

Tuttavia , non ci vuole un genio per capire se vostro figlio o figlia è dotato . Come regola generale , il vostro bambino potrebbe essere dotato , se si comporta come qualcuno di qualche anno in più . Ma gli studi del cervello sono ancora in fase iniziale e così molto ci è ancora ignoto .

Einstein era una delle persone più geniali dell’umanità e il suo cervello è stato l’oggetto più studiato della storia . Albert Einstein è nato con un anomalia in una piccola area del cervello , quella che si occupa della parola e non è stato grado di pronunciare una parola fino all’età di 3 anni  ( alcuni dicono addirittura quattro…). A causa di questo, l’area del cervello responsabile del ragionamento matematico ha occupato dello spazio in più ed è cresciuta ad un ritmo impressionante . Come questo abbia modificato la sua intelligenza è qualcosa che continua ad essere studiato ancora oggi .

I bambini dotati di solito hanno ottime capacità di ragionamento , hanno un vocabolario più ricco e tendono ad essere più curiosi e creativi , anche se tutti queste ” doti” non necessariamente si manifestano tutte in una volta . Un bambino dotato può essere straordinario in lettura e non capire la matematica o viceversa .

Si può stimolare il potenziale dei nostri figli senza necessariamente mandarli a scuole speciali . Offrendo loro letture avanzate, introducendoli alla musica e alla pittura e facendogli frequentare corsi che sostengano le loro abilità naturali . Basta ricordarsi di non fare troppa pressione su di loro .

Tutti i genitori vorrebbero il meglio per i loro figli e , come i loro insegnanti tendono a essere esigenti. Le buone intenzioni ci si possono rivoltare contro se dimentichiamo che, pur dotati, sono ancora bambini .

I bambini dotati tendono ad essere più sensibili , emotivamente e fisicamente, si sforzano per la raggiungere la perfezione e cercano sempre di migliorare . Essi tendono inoltre a mettere in discussione l’autorità, utilizzando la logica degli adulti per ottenere la loro fiducia .

Se il bambino è dotato probabilmente vi farà domande a cui non sarete in grado di rispondere… Non vi preoccupate, non perderete la vostra credibilità…al contrario , potrebbe essere l’occasione perfetta per scoprire le meraviglie del mondo insieme .

più relax…per tutti!
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13 marzo 2014  |  Scritto da famosatoys

Come genitori vorremmo che i nostri figli ottenessero già da piccoli i loro piccoli successi.
Ci sforziamo di guidarli nella giusta direzione perché possano imparare qualcosa che poi gli possa piacere. Che si tratti di suonare il pianoforte , diventare un mago in matematica o parlare il cinese come un madrelingua…a volte offriamo così tante opzioni e attività che potrebbero esserne sopraffatti.

E se c’è qualcosa che i genitori non devono dimenticare è che i bambini hanno bisogno di essere bambini e questo implica sapersi rilassare e giocare solo per divertimento . Il gioco libero serve a liberarsi da stress e tensioni che possono derivare dalla scuola, da sport competitivi o da tensioni familiari e che possono causare insonnia, paura e ansia.

Ma come approcciare il gioco libero?

Essere vigili ma non oppressivi
Quando vostra figlia correndo cade vi guarda per vedere la vostra reazione e se voi le apparirete preoccupati lei probabilmente piangerà. I bambini, a tutte le età, imparano a interpretare e imitare le reazioni emotive dei loro genitori . Se siete ansiosi trasmetterete ansia ai vostri figli . Ecco perché è importante imparare a mantenere la calma quando ci si trova in una situazione difficile o imprevista . Se vostra figlia vi vede reagire con calma lo imparerà a sua volta.

Allontanare le emozioni negative
Sappiamo tutti che per rilassarsi bisogna cercare di sbarazzarsi di tutto ciò che sta producendo stress. Anche se è solo per un po’. Approfittate del vento…Se notate che vostro figlio è un po ‘ nervoso, ansioso o arrabbiati parlate con lui . Chiedetegli come come è andata la giornata e senza fare troppe domande invitatelo a scrivere una lista di situazioni vissute in quel giorno che non gli sono piaciute . Una volta finito , fare un aereo di carta e fatelo volare fuori dalla finestra. Un gioco, un gesto simbolico ma che può la alleggerire la giornata!

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Esercizi rilassanti
Da fare insieme, piccoli e grandi… sdraiarsi sul pavimento -sul prato è ancora meglio! – a pancia in su, chiudere gli occhi e fare un respiro profondo . Chiedete al vostro figlio a ricordare un paesaggio dal vostro ultimo viaggio insieme o un momento speciale che avete passato insieme . Sia che si tratti del grande albero nel cortile della nonna o la spiaggia con gabbiani sarà lui a guidarvi in una fase di relax. Insieme si può giocare a ricordare e visualizzare i colori, i suoni e il clima , mentre si mantiene la respirazione . Questo creerà non solo un bel momento di legame ma imparerà a rilassarsi da solo quando si sentirà ansioso .


Abbassare il volume

Verso sera è importante che si crei un ambiente più rilassante anche cercando di abbassare tutti il volume…quindi musica e tv ma anche tono della voce più bassi aiuteranno ad avvicinarsi in modo naturale al momento del sonno. Cenate con clama, evitate giochi rumorosi e troppo stimolanti, fate ai bambini un bagno caldo e chiudete la serata con una storia e un po’ di coccole. Il relax è assicurato…per tutti!

Crediti fotografici : Juhasonin

insegnamo a socializzare
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13 marzo 2014  |  Scritto da famosatoys

Il gioco individuale è utile e necessario per lo sviluppo dei nostri bambini ma altrettanto importante è che i nostri figli imparino a socializzare ed a relazionarsi con gli altri coetanei attraverso il gioco di gruppo.

I giochi sono il momento giusto per iniziare a lasciarli liberi, senza le nostre regole , per iniziare a stabilire relazioni con gli altri piccoli come loro. Ma perchè siano in grado di gestire la loro libertà è necessario educarli alla responsabilità fin da piccoli.

I bambini imparano tutto giocando: sin dai primi mesi di vita, quando cominciano ad interagire con il mondo il gioco rappresenta una tappa importante per imparare a conoscere ciò che li circonda. Il gioco è anche un momento fondamentale per poter apprendere regole e comportamenti che saranno utili in futuro durante l’inserimento nel mondo scolastico e fuori dalle mura domestiche.


Ogni età però ha il suo gioco, senza dimenticare che sono gli adulti ad insegnare regole e comportamenti, ma che è altrettanto importante che i piccoli imparino a giocare al meglio tra loro.
Ad esempio con i tanti giochi di società pensati per ogni età, che possono essere un ottimo strumento di apprendimento. Perché divertendosi si impara più volentieri.

Dai 4 o 5 anni possono essere utilizzati i giochi da tavolo per migliorare la pazienza ed il rispetto dei diritti degli altri. Le prime volte è importante giocare insieme a loro per spiegare le regole e controllare che non usino trucchi per vincere.

L’ ingresso alla scuola primaria rappresenta per il bambino un momento evolutivo importante, fatto di grandi cambiamenti e nuove sfide da affrontare. Il piccolo si ritrova “catapultato” in un ambiente non più familiare, caratterizzato da un differente sistema di regole e di norme che deve imparare a rispettare. I cambiamenti da affrontare sono dunque tanti e non è ragionevole aspettarsi che tutti i bambini reagiscano alla novità nello stesso modo.

Le fasi di transizione si associano per loro natura a sensazioni di instabilità e disorientamento, non sempre facili da governare, per cui può accadere che in principio il bambino presenti delle difficoltà ad adeguarsi al nuovo mondo e alle sue richieste. I timori, le ansie e i comportamenti regressivi che possono nascere dal confronto con la nuova realtà sono in genere fenomeni passeggeri, circoscritti alla fase iniziale di ambientamento e che gradualmente scompaiono, per cui nell’eventualità non lasciatevi spaventare troppo e subito!

Se mamma o papà sono felici , il primo giorno di scuola sarà qualcosa di nuovo ed eccitante , il perfetto inizio di una vita sociale.

Photo credit: Michael Haiss / Dietmar Tempo

come capire se i bambini hanno problemi di vista
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12 marzo 2014  |  Scritto da famosatoys

La vista è fondamentale nello sviluppo dei bambini. E’ sopratutto attraverso questo senso che i bambini imparano , crescono e interagiscono socialmente ed emotivamente .Una buona vista è indispensabile anche per lo sviluppo motorio, fisico e sportiva sviluppo dei bambini . Per questo è importante che i genitori verifichino la vista dei bambini già in tenera età.
Alcuni pediatri consigliano di effettuare la prima visita in età prescolare per poi rendere le visite una routine a partire dalla scuola primaria e comunque su indicazione del pediatra o oculista.
Insieme ad allergie e asma i disturbi alla vista sono i problemi di salute più comuni durante l’infanzia . La buona notizia è che la maggior problemi di vista, ad esempio l’ occhio pigro, possono essere trattati e corretti trattati con la diagnosi precoce .
L’attenzione da parte dei genitori è fondamentale, infatti i più piccoli non sono in grado di dirci se vedono bene o male sia perché ancora non conoscono la differenza sia per la difficoltà nell’esprimere un disagio fisico. Quindi non si deve aspettare per che il bambino lamentai di non vedere bene .

Ci sono molti segnali di allarme di cui sia genitori che insegnanti dovrebbero essere a conoscenza. Di seguito è riportato un elenco di situazioni che dovrebbero, se compaiono contemporaneamente, insospettirci

• batte frequentemente gli occhi
• chiude o copre un occhio
• inclina la testa o si sporge in avanti
• ha problemi a leggere o a impegnarsi in altre attività,
• avvicina molto gli oggetti agli occhi per inquadrarli meglio
• sbatte le palpebre o sembra nervoso mentre svolge attività che richiedono una distanza ravvicinata
• fa fatica a mettere a fuoco gli oggetti
•guarda di traverso e aggrotta le sopracciglia.

Ed ecco anche cosa potrebbero dirci i bambini per manifestare il loro disagio:
• Non vedo bene
• dopo aver fatto un lavoro di precisione dice: Ho mal di testa oppure Ho la nausea/non mi sento bene o ancora Ho le vertigini
• Mi prudono gli occhi, Mi bruciano gli occhi
• Vedo tutto sfuocato o Vedo doppio

Si può ancor prima di programmare una visita cercare di capire, attraverso il gioco, se un bambino vede correttamente…
Trova il colore: chi vede più oggetti di un colore dal finestrino dell’auto
Il gioco del pirata: rincorrersi o lanciarsi una palla con un occhio bendato
Aguzza la vista: chi vede prima un uccello, un aereo ecc…
Anche se vostro figlio ha 10/10 si divertirà comunque a giocare con voi.
Un ultimo, ma importante, consiglio: limitare il tempo che bambini trascorrono al computer , videogiochi o davanti alla TV!

Crediti fotografici : Jesslee Cuizon , Mads Bødker

mamma, mi prendi un cane?
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24 febbraio 2014  |  Scritto da famosatoys

Se c’è qualcosa che quasi tutti i bambini hanno in comune è il loro amore per gli animali domestici . Soprattutto cani e ancor di più se cuccioli. Se vostro figlio ve lo ha già chiesto e voi non siete sicuri sia il momento giusto, non vi preoccupate .Non siete gli unici . Per aiutarvi a prendere una decisione così importante , qui ci sono alcuni pro e contro dell’avere un cane .

CONTRO

Di chi è? Avere un cane è una responsabilità enorme . Anche se si decide di prendere ai figli un cucciolo tutto ” per loro” e anche se ci prometteranno di prendersene cura , sappiate che fondamentalmente sarete voi a farli. A proposito, abitate vicino a un parco ? Prima di dire accettare , pensateci due volte se si può e si vuole assumersi questa responsabilità .

Quanto costerà? Oltre a pensare al tempo necessario per prendersi cura del vostro nuovo animale domestico , dovreste anche pensare a quanto costerà. Si consideri cibo , vaccinazioni , cure particolari, pensione , ecc … Per ulteriori informazioni e spese di adozione , potete consultare il sito dell’ENCI, Ente Nazionale Cinofilia Italiana.

Un cane adulto o un cucciolo ? Questo dipende dall’età del bambino ma gli esperti sconsigliano l’acquisto o l’adozione di un cucciolo se avete un bambino piccolo a casa . Prendersi cura di entrambi può essere troppo faticoso da gestire . Si consiglia inoltre di avere un cane quando il bambino più piccolo di casa ha almeno 5 anni . A quell’età , potranno e vorranno aiutare a prendersi cura dell’animale . Adottare o acquistare un cane giovane è preferibile, scegliendone uno che ha già vissuto con una famiglia. E ‘ importante che il vostro nuovo cane non solo tolleri i bambini…ma li adori.

PRO

Esercizio assicurato. Pensate che vostra figlia passi troppo tempo a guardare la TV o vostro figlio non faccia abbastanza esercizio ? Una volta che avrete un cane , potrete smettere di preoccuparvi . A casa ci penserà il nuovo arrivato a farli divertire e, a seconda della loro età , a fargli fare del moto con i loro giochi e le loro passeggiate quotidiane . Se sono ancora piccoli i vostri figli approfitteranno del fine settimana per giocare e correre con il loro amico a 4 zampe. Se cani e bambini hanno qualcosa in comune è la loro inesauribile energia .

Responsabilizzare. Avere un cane permette ai bambini di sentirsi responsabili . A seconda della loro età è importante delegare alcuni compiti come l’alimentazione , la passeggiata , la pulizia, ecc … L’Associazione Americana degli Psicologi ha recentemente pubblicato un interessante studio che ha concluso che i bambini che sono responsabili di un cane tendono ad essere più compassionevoli , cooperativi e imparano prima a prendersi cura degli altri.

Valori sociali ed emozionali. Si creano legami molto forti tra i bambini ed i loro animali domestici . Un cane non solo insegnerà loro a essere responsabili ma anche ad accudire e ad amare . Il NY Times ha pubblicato un articolo di un gruppo di psicologi della University of Oregon che ha dimostrato che i bambini che hanno animali domestici tendono ad essere più socievoli e avere più autostima.

Crediti fotografici : Greg Westfall, Zolakoma