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Tag: regole
le 7 regole della buona educazione
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22 ottobre 2014  |  Scritto da famosatoys

Tutti i genitori desiderano che i propri figli siano fossero educati e si comportino bene ma qual è il modo giusto per fare in modo che assumano certe abitudini?
Il segreto è iniziare fin da piccoli in modo che le regole dell’educazione vengano acquisite con il tempo

Ecco 7 idee per insegnare le buone maniere

1) CHIEDERE PER FAVORE E RINGRAZIARE.
I bambini imparano meglio attraverso l’esempio, quindi cerca di ricordarti di usare tu per prima le buone maniere con lui! Perfino i bambini molto piccoli possono afferrare il concetto di “grazie”, tu devi solo rinforzare questa sua comprensione, come? Ringraziandolo sempre ogni volta che ti porge qualcosa. Così facendo il bambino dovrà semplicemente copiarti e imitarti.

2 ) FARSI AIUTARE AD APPARECCHIARE
il bambino si diverte a imitare i genitori, ripetendo i loro gesti. Mamma e papà potranno mostrargli come apparecchiare la tavola: per il bimbo si tratta di un gioco che lo fa sentire ‘grande’, mentre per la mamma è un piccolo aiuto su cui contare. L’incarico dovrà essere ‘calibrato’ in base all’età: un piccolo potrà portare in tavola i tovaglioli, le posate e il pane; mentre i grandicelli potranno cimentarsi anche con i bicchieri, purché li tengano con attenzione e li sistemino uno alla volta. Con la crescita, apparecchiare la tavola diventerà una consuetudine che il bambino svolgerà ogni giorno per dare una mano in famiglia.

3) TENERE IN ORDINE
Riordinare dopo aver giocato e prima di andare a dormire è un’abitudine che si può acquisire sin da piccoli. Per facilitare il compito, è importante una buona organizzazione: ogni giocattolo dovrebbe avere una sua collocazione e un suo contenitore per i libri e i giornalini servirebbero una piccola libreria o una mensola dedicata. Se il bambino solitamente gioca in salotto, si potrà tenere anche in questo locale una cesta, in modo che il piccolo possa riporre velocemente i giocattoli quando avrà finito di usarli”.

4) DIALOGARE SEMPRE
Segnalate sempre ai vostri bambini un comportamento scorretto e spiegate loro in cosa consiste l’errore e come rimediare ad esso.
Naturalmente non si può pretendere che un insegnamento venga afferrato e applicato immediatamente: è importante non spazientirsi e saper spiegare ancora e ancora la regola, aiutandoli a riflettere.
Se rimproverate vostro figlio, mostratevi decisi e parlate con autorevolezza, perché capiscano che state facendo sul serio.

5) SAPER DIRE DI NO
Il “no” deve mirare a costruire l’autostima del bambino e non a distruggerla. Bisogna quindi fare molta attenzione a come si pone il divieto, che deve essere focalizzato sull’azione o sull’oggetto in questione e non sulla persona. I “no” non devono essere eccessivi: meglio fissare pochi obiettivi, semplici e raggiungibili, e impegnarsi a fondo affinché vengano rispettati. I bambini non vanno ingabbiati con troppe regole, devono essere lasciati liberi all’interno di confini prestabiliti, in modo da sviluppare autonomia e capacità di giudizio. Inoltre i bambini diventano più motivati nel rispettare le regole, se ne capiscono il significato. Bisogna quindi argomentare sempre: se il no è accompagnato da una spiegazione acquisterà un valore diverso.

6) EDUCARLI AL RISPETTO A TAVOLA
Il modo migliore per insegnare le buone maniere a tavola al tuo bambino, è farlo stare insieme a tutta la famiglia. In questo modo il piccolo avrà la possibilità di vedere come si comportano gli altri a poco a poco anche lui imparerà a comportarsi bene a tavola.
Intorno alla fine del suo primo anno di vita, il piccolo avrà imparato a maneggiare il cucchiaio e piano piano imparerà a mangiare da solo (meglio ancora se con l’utilizzo di posate e ricette speciali per lui).
Ovviamente non ti devi aspettare che resti seduto composto a tavola, almeno per il momento. Se tuo figlio vuole alzarsi da tavola, quindi, lascialo fare, ma cerca di farlo rimettere seduto dopo 5 minuti. Ben presto il bimbo imparerà che a tavola si deve stare seduti per mangiare.

7) LAVARE LE MANI
L’abitudine di lavarsi le mani prima di mangiare dovrebbe iniziare non appena il bambino comincia a gattonare, sporcandosi così le manine. Il segreto è cercare di rendere divertente la cosa, ad esempio potreste insaponarvi le mani insieme al piccolo (con una simpatica e colorata saponetta) e magari facendo a gara a chi fa la bolla di sapone più grande. In questo modo non vedranno l’ora che arrivi il momento di lavarsi le manine!

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le buone maniere a tavola
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29 settembre 2014  |  Scritto da famosatoys

Insegnare ai bambini le buone maniere a tavola va ben oltre allo stare a tavola correttamente, al resistere al pranzo di matrimonio del cugino a alla cena di Natale dai suoceri.Jodie Shield, nutrizionista, scrittrice e presidente della Healthy Eating for Families, crede che le “buone maniere a tavola” derivino da un rapporto tra i genitori e il bambino che va ben oltre la nutrizione. E ‘un modo per insegnare ai bambini i valori e le tradizioni di famiglia. “Le buone maniere a tavola sono qualcosa che useranno tutta la loro vita e che prima imparareranno, meglio è. Ecco le poche regole base:

Tempo in famiglia
La migliore occasione per insegnare ai vostri figli le buone maniere è a casa, a tavola, in famiglia ogni giorno. Mangiare tutti insieme crea buone abitudini infatti molti studi dimostrano che le famiglie che mangiano insieme almeno cinque volte a settimana sono più sane e corrono un minor rischio di diventare sovrappeso o obesi“, dice Shield. Sono genitori e non quelli degli amici o i nonni a dover insegnare le buone maniere a tavola. Dobbiamo essere il loro modello di riferimento e di offrire un esempio positivo.

Poche, semplici regole
Non cercate di insegnare a usare perfettamente coltello e forchetta, iniziate piuttosto dalle regola basilari cercando di mantenere l’impegno per tutta la settimana e una volta che l’hanno imparata passate alla regola successiva. Iniziate per esempio con l’insegnare a stare seduti composti.

Non è mai troppo presto
Non è mai troppo presto per imparare come comportarsi a tavola. Melinda Johnson, esperta in nutrizione infantile e portavoce per l’Accademia di Nutrizione e Dietetica, ritiene che si ‘può insegnare le buone maniere a tavola anche a un bambino che mangia ancora sul seggiolone. Per esempio dandogli il loro piatto, il tovagliolo e dicendo per favore e grazie.

Essere un buon esempio
Quando insegnate le buone maniere a tavola, fate attenzione a come vi comportate, perché siete voi , anche in questo caso, il modello di riferimento. Evitate di sgridarli o punirli se stanno ancora imparando a mangiare da soli. Parlate con loro e incoraggiateli a provare a fare anche le cose più difficili.

Cosa insegnare ai bambini tra i 3 e i 5 anni

A questa età i bambini possono imparare a non tenere i gomiti sul tavolo, a non parlare con la bocca piena e cosa dire quando non piace qualcosa. Potranno inoltre imparare a chiedere il permesso di alzarsi quando hanno finito, e inoltre:

Rimanere seduti almeno per intervalli di 15 minuti
Attendere che tutti siano a tavola prima di iniziare a mangiare
Utilizzare correttamente il tovagliolo, non le maniche
Mangiare con la bocca chiusa
Non fare dichiarazioni negative sul cibo
. E ‘meglio che’ imparino a dire “No, grazie, non ho voglia di mangiare quella cosa.”

Ricordate che questo richiede pazienza e costanza cercando di essere sempre un buon modello. Non aspettatevi che imparino la prima volta o la seconda o terza … Glielo dovrete ricordare ancora e ancora. I bambini spesso adottano un cattivo comportamento per attirare l’attenzione. Non lasciate che questo atteggiamento prenda il sopravvento e fategli capire che otterranno più attenzione con le loro buone maniere a tavola “,

Cosa insegnare ai bambini dai 5 agli 8 anni

A questa età, i bambini sono consapevoli di come gli altri giudicano le loro azioni e quindi sono anche più inclini ad imparare le buone maniere a tavola. Oltre alle regole sopra descritte, queste sono le lezioni che a questa età è possibile impartire:

Usare il coltello, date che a questa età hanno già sviluppato le abilità manuali fini.
Non sputare il cibo nel piatto se non piace o se scotta. Il galateo dice che come il cibo è entrato in bocca, sulla forchetta, così dovrebbe anche uscire…ma in ogni caso meglio insegnar loro ad utilizzare il tovagliolo con
Servire prima i più anziani e i più piccoli.
Ringraziare chi ha cucinato o il padrone di casa.

Ricordate che insegnare le buone maniere a tavola ad un richiede pazienza. Fortunatamente, ci sarà un giorno in cui tutti i vostri sforzi saranno ripagati.

Come si fa a insegnare le buone maniere a tavola ai figli? Se ha funzionato per voi, raccontateci il vostro metodo.

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sport per crescere
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11 aprile 2014  |  Scritto da famosatoys

Sappiamo che il gioco è una delle cose più importanti per un bambino.
A secondo dell’età, il bambino , giocando, impara ad essere creativo, sperimenta le sue capacità cognitive, scopre se stesso, entra in relazione con i suoi coetanei e sviluppa quindi l’intera personalità.
ll gioco ha un alto valore evolutivo, perché stimola cognitivamente il bambino e permette l’accesso al suo mondo interiore.

Il gioco, in base all’età, assume caratteristiche diverse.

Il gioco esplorativo comincia con il gioco delle dita e si sviluppa attraverso la crescente integrazione dei movimenti, agisce sulle capacità di attenzione verso il quale il bambino progredisce,
il gioco imitativo caratterizzato dall’immedesimazione del bambino, nel ruolo in una situazione a suo piacimento, riflette ciò che un bambino vede e sente accadere intorno a lui,
il gioco costruttivo richiede la capacità di creare dei modelli mentali e di realizzarli poi in forma concreta, il gioco di finzione presuppone la precedente acquisizione di tutti i tipi di gioco già menzionati diventando con il tempo sempre più elaborato.
Il gioco simbolico, caratterizzato dall’assegnazione da parte del bambino, di un significato particolare ad un oggetto, significato spesso lontano da quello originale, favorisce lo sviluppo delle rappresentazioni mentali e del linguaggio, il gioco d’esercizio che corrisponde allo sviluppo dell’intelligenza sensomotoria. In questa fase l’attività percettivo-motoria assume il carattere ludico: il bambino acquisisce progressivamente il controllo degli arti e la capacità di esplorare gli oggetti con tutti i sensi
Il gioco di regole. Il bambino nello stadio delle operazioni concrete è già in grado di effettuare questa forma di gioco, ma tende a modificare le norme a suo vantaggio e a non considerarle stabili.
Il gioco di costruzione, viene considerato a metà tra il gioco e l’attività intelligente, nonché tra il gioco e l’imitazione.

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Un altro aspetto importante del gioco è che insegna ai bambini la sportività . Essere in grado di giocare ed accettare la sconfitta con dignità è probabilmente uno dei valori più importanti che possono imparare .
Per una buona sportività bisogna saper seguire le regole del gioco , rispettare gli altri e trattare gli avversari con stile.

Giocare “pulito ” significa avere maturità e coraggio , anche perchè nella vita stessa , non si può sempre vincere. Imparare a perdere, riconoscendo le vittorie altrui, richiede un atteggiamento che ha effetti positivi anche nella scuola.

L’importante è, qualsiasi sia il gioco, applicare le regole del fair play dello sport. Fair play significa molto di più che il semplice rispetto delle regole: ci sono i concetti di amicizia, di rispetto degli altri e di spirito sportivo.

Il Fair Play è la lotta contro l’imbroglio, contro le astuzie al limite della regole, alla violenza (sia fisica che verbale)

CHI GIOCA LEALMENTE E’ SEMPRE VINCITORE.