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Tag: responsabilità
sbagliando si impara
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24 novembre 2014  |  Scritto da famosatoys

Tutti commettiamo errori, è un fatto della vita. Gli errori fanno parte del nostro processo di apprendimento e ogni errore ci obbliga a ripensare e scoprire nuovi modi per affrontare le situazioni. E i bambini non fanno eccezione. Anch’essi imparano per tentativi ed errori. Se volete insegnare ai vostri figlia a bere il latte senza rovesciarlo, allacciarsi le scarpe dovete lasciarli provare e…sbagliare. Anche perchè studi recenti dimostrano che il loro apprendimento migliora effettivamente quando sbagliano. Continua a leggere per sapere come potete aiutare i vostri figli a imparare sbagliando.

La nostra società è così competitiva e talvolta ci spinge a tralasciare il gioco con i nostri figli per passare subito all’insegnamento di qualche abilità. Per questo molti genitori ritengono che il modo per aiutare i loro figli è quello di correggere i loro compiti a casa, i disegni, aiutarli a memorizzare un testo o lodandoli sistematicamente. Tuttavia, è stato dimostrato che tutto questo in realtà è causa di stress ed è controproducente.

Carol Dweck, professore alla Stanford University, ha condotto una ricerca, pubblicata da Scientific American, che dimostra che i genitori che correggono gli errori Infantili o lodano incondizionatamente, non per il loro impegno, ma per la loro intelligenza, rendono i propri figli meno autonomi e più deboli quando devono confrontarsi con nuove sfide o risolvere problemi.

Lodare gli sforzi, non l’ intelligenza. I bambini che sono lodati per i loro sforzi si impegnano di più e non si scoraggiano quando sbagliano. I bambini, che sono lodati per la loro intelligenza invece tendono a vedere i loro errori come un segno di fallimento.

Nel suo libro, Mindset: La Nuova Psicologia del successo, Dweck suggerisce che lodarando troppo i bambini gli si impedisce di imparare in maniera libera.

I bambini e la paura di sbagliare. Possiamo cercare di evitare che commettano errori, ma se accadono, va tutto bene. La paura di sbagliare ci impedisce di provare qualcosa di nuovo, lo stesso vale per i bambini. La prossima volta che il bambino “non riesce”, anziché creargli un senso di colpa, chiediamogli cosa ne che pensa è perché qualcosa è andato storto e cosa potrebbe fare per evitare la prossima volta.

Non cercare la perfezione. I nostri figli non sono perfetti e non ci resta che accettare questa verità universale, ma fare in modo che sappiano che vi aspettate da loro che siano perfetti. Discutete con i vostri bambini degli errori che e aiutateli a imparare a non commetterli di nuovo.

Un altro modo per aiutarli a imparare è semplicemente lasciarli fare. Che si tratti di un lavoretto, di un esperimento o di piccole faccende domestiche, cercate di non correggere i loro errori. Saranno motivati a trovare un’altra soluzione. Cosi come nei giochi da tavolo, non lasciateli vincere senza che si siano impegnati almeno un po per farlo, studiando nuove strategie e vedendo le vostre mosse.

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Responsabilizzarli per i loro errori. Quando i bambini fanno un errore, di solito la colpa è degli altri. Soprattutto se pensano che i loro genitori possano arrabbiarsi per la loro bravata. Quindi è giusto insegnare loro ad ammettere di aver fatto un errore, diventare responsabile e mostrare loro come a chiedere scusa. Come? Essendo da esempio. Che cosa fate quando si commettete un errore? Come reagite? Ricordatevi che siete lo specchio in cui si guardano.
Ma ricordate, molte volte ciò che noi riteniamo essere un errore non lo è davvero. Thomas Edison, l’inventore della lampadina, una volta ha detto: “Non ho fallito. Ho appena trovato 10.000 modi in cui questa cosa non funzionerà. “La prossima volta che i bambini fanno un errore, in realtà potrebbe non esserlo.

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W i nonni!
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9 settembre 2014  |  Scritto da famosatoys

I nonni sono una parte essenziale della nostra vita e di quella dei nostri bambini. Hanno la saggezza e la pazienza che noi a volte non abbiamo, sono le figure che si occupano di dare ai nipoti il senso di appartenenza, di raccontare la propria storia e le radici. Noi sappiamo chi siamo e da dove veniamo grazie a loro dato che rendono la nostra cultura e le tradizioni vive. I nonni sono il legame tra le generazioni e secondo la famosa antropologa Margaret Mead questi legami sono necessari per la nostra salute mentale e stabilità emotiva.

Questo mese, abbiamo dedicato la nostra sezione di Creatori di Sogni a loro, ai nonni che hanno reso la nostra infanzia e rendono quella dei nostri figli migliore.

Se non avete mai ragionato sull’importanza che i nonni hanno per i vostri figli, ora è il momento di farlo. Gli studi rivelano che i nonni aiutano i bambini a massimizzare il loro potenziale e il loro sostegno è positivo e gratificante, soprattutto durante i loro primi anni. Secondo la The Foundation for Grandparenting,, i bambini che stabiliscono un legame forte con i nonni si sentono più sicuri e ottengono migliori risultati a scuola rispetto ad altri.

Oggi, sono più importanti che mai. Spesso entrambi i genitori lavorano fuori casa e i nonni vengono delegati a prendersi cura dei bambini. La funzione dei nonni, però, non si esaurisce certo nel tappare le falle o nell’intervenire nei momenti difficili. La presenza di un nonno o di una nonna nella vita di un nipote ha già di per sé l’effetto di allargare i confini della famiglia nucleare. Gli anziani ringiovaniscono a contatto con i giovani. I giovani dispongono di un maggior numero di modelli di riferimento affidabili e realistici. E quando nell’adolescenza, i rapporti con papà e mamma si fanno burrascosi, è attraverso i nonni che un nipote può ritrovare a volte quell’ancoraggio di cui, nonostante tutto, sente ancora il bisogno.

Nella realtà i nonni sono assai meno stereotipati e convenzionali di come in genere vengono rappresentati. E’ quanto emerge dalle testimonianze dei nipoti. La memoria può indebolirsi, i movimenti rallentare e i riflessi non essere più quelli di una volta, ma l’esperienza, la sensibilità e il sapere accumulati nel corso degli anni consentono di svolgere svariate funzioni. Molti nonni sono aperti alle novità e flessibili. Possono essere consiglieri in alcuni momenti, alleati e amici in altri.

Da genitore a nonno
L’entrata nel nuovo ruolo raramente è immediata e senza scosse, dall’essere chiamati papà e mamma passeranno a essere chiamanti nonno e nonna e guardati con occhi diversi.
E’ bene che i cambiamenti avvengano in modo graduale e in rapporto alle loro forze, impegni e disponibilità. Ci sono nonni a tempo parziale – incontrano i nipoti una o più volte a settimana e fanno baby-sitting di tanto in tanto – nonni a tempo pieno – vedono i nipoti tutti i giorni o quasi e integrano le mansioni dei genitori in modo sostanziale e nonni a tempo limitato. Ricordiamoci che possono essere buoni nonni anche quelli distanti e dare affetto tra una visita e l’altra mantenendo i contatti per telefono ed e-mail.
La cosa più importante nel rapporto con i nonni è che si crei un clima sereno, privo di rivalità e conflitti.

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Ecco alcune testimonianze che ci illustrano meglio il ruolo e l’importanza dei nonni nelle famiglie di oggi:

“E’ la mia migliore amica, mi da sempre dei buoni consigli”(Giulia, 11 anni). “Facciamo lunghe chiacchierate. Gli racconto molte cose perché so che lui non mi giudica” (Fabio, 12 anni): sono una figura di riferimento per consigli e confidenze.

“Ci raccontava di strane creature che vivevano sulle montagne. Ci lasciava credere quello che volevamo e noi bambini fantasticavamo a lungo su quelle strane creature.”(Michela, ormai ventenne): sanno assecondare i giochi e la creatività dei nipotini stimolando la loro fantasia.

“Con lui mi diverto perché è uno sportivo. Giochiamo a basket e mi insegna i trucchi” (Pietro, 10 anni). “Ho scoperto il mondo attraverso la sua collezione di francobolli, a cui abbiamo aggiunto anche i miei.”(Giorgio, 12 anni): trasmettono passione per sport e hobby.

“La nonna cucina benissimo, io la aiuto e poi mi fermo a pranzo.” (Susanna, 7 anni). “Per merenda il nonno mi prepara la macedonia con tutta la frutta.” (Luca 5 anni): insegnano sane abitudine alimentari.

“La nonna per me è una seconda mamma.”(Chiara, 6 anni): possono sostituire i genitori nella routine quotidiana.

“Quando non capisco un problema telefono al nonno.” (Marisa, 11 anni). “Gli ho insegnato ad usare l’e-mail, e ora ci scriviamo.” (Simone, 7 anni): sanno assumere il ruolo di maestri e di allievi.

Istituita già nel 1978 negli Stati Uniti, la Festa dei Nonni viene festeggiata ora anche in Italia il 2 di Ottobre. Anche il legislatore ha voluto mettere l’attenzione sull’importanza dei nonni, modificando il Diritto di Famiglia per sancire dei diritti dei nonni verso i nipoti che prima erano invece a discrezione dei genitori.

Avete mai pensato a quanto sono importanti i nonni sono per i vostri bambini? Cosa ricordate dei vostri?

mio figlio mi odia
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22 luglio 2014  |  Scritto da famosatoys

Essere un genitore implica molto sacrificio. Da quando nascono la vostra vita cambia drasticamente. Nottate svegli per farli dormire, pasti saltati per farli mangiare, schiena dolorante per farli calmare…Lavoro, vacanze, hobby e tempo libero, tutto cambia in funzione alle loro necessità. Cambiano le abitudini alimentari, si riducono le spese personali…insomma, è un amore incondizionato che mette tutto il resto in secondo piano .

Ecco perché fa male tanto quando vostro figlio o figlia piangendo e urlando vi grida quelle parole che pensavate fosse impossibile sentire alla sua bocca: “. Mamma, ti odio”

Come genitore, vi sentite attaccati e indifesi di fronte a queste parole. Sarete amareggiati e arrabbiati ma dovreste mettere da parte l’orgoglio e capire da dove viene questa rabbia e sapere che queste parole in realtà non rispecchiano il loro pensiero. Abbiamo scritto una mini-guida su come capire questo comportamento difficile (più frequente di quanto si pensi), e come affrontarlo.

“Mamma, io ti odio.” I bambini usano queste parole (di solito senza sapere ciò che realmente dicono) quando si sentono male, stressati, arrabbiati o hanno un problema che non sanno come risolvere. Dal momento che non hanno le competenze emotive o verbali di cui hanno bisogno per risolvere un conflitto, i bambini esprimono la loro rabbia verso di voi . Ottenere la reazione che vogliono , cioè farvi arrabbiare, li aiuta a compensare la propria incapacità di risolvere i problemi. Ovviamente questo accade a livello inconscio. Ecco perché, arrabbiarsi e reagire male è l’ultima cosa che si dovrebbe fare.

Non contrastare l’attacco. Se il vostro istinto è quello di rispondere, urlare o cercare di ragionare con i vostri figli ricordate che voi siete gli adulti e se assecondate il vostro istinto , se perdete il controllo, date un messaggio sbagliato: state insegnando al bambino che quando viene attaccato, deve contrastare l’attacco, proprio come voi. Ricordate che siete lo specchio in cui i bambini guardano cercando il modo di comportarsi.

“Non si dice”. Alcuni genitori reagiscono agli insulti dei loro bambini con queste parole. Ma la verità è che possono dire quello e molto altro se sono arrabbiati e potrebbero prendere questa vostra affermazione come una sfida e pensare: “Ah sì? Beh, senti questo “. Cercate di evitare lotte di potere e iniziate a usare parole efficaci come:.” Beh, mi spiace che la pensi così “o” Parlare in quel modo non cambierà nulla “, ” Se vuoi, possiamo parlare di ciò che ti preoccupa quando ti sarai calmato. “Ricordate che è importante che i vostri figli vi vedano mantenere la calma e il controllo.

Il corpo dice tutto. Oltre a mantenere la calma, ricordatevi anche il linguaggio del corpo: non incrociate le braccia, non camminate su e giù gesticolando come dei matti … Mantenete una postura neutrale. Se la cosa vi coglie alla sprovvista , la cosa migliore da fare è andare via e tornare quando vi sentite più calmi. E’ importante che capiscano che certe parole sono sconvolgenti e inutili.

 

Evitate di essere iper-protettivi . Molti bambini sviluppano un sentimento di odio verso i genitori perché non si sentono autorizzati a sviluppare le proprie competenze per diventare indipendenti. Che poi è quello che tutti i bambini bramano: poter fare qualcosa per conto proprio. E celebrarlo quando lo fanno. Ecco perché, i bambini rifuggono dai genitori che controllano e organizzano la loro quotidianità, scelgono le loro attività o che non consentono loro di sperimentare o decidere per conto proprio. Lasciate che scelgano a cosa giocare e quando. Lasciate che si vestano da soli e date loro delle piccole responsabilità come portare fuori la spazzatura, apparecchiare la tavola o lavare i piatti.

Se avete seguito questi consigli ma il comportamento di vostro figlio non cambia, provate a parlarne con i suoi insegnanti per provare a capire cosa lo turba e verificare se potrebbe essere necessari una consulenza professionale.

 

anche a settembre…tutti al campus!
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27 giugno 2014  |  Scritto da famosatoys

Con l’arrivo delle vacanze molti genitori considerano la possibilità di mandare i figli a campus estivi. Molti vedono nel campus la soluzione pratica al “dove lascio mio figlio” ma in realtà i campus sono per i bambini un modo fantastico per sviluppare le loro competenze emotive e sociali. I campus danno l’opportunità di imparare a condividere, essere più tolleranti con gli altri così e prendere decisioni in autonomia, acquisire nuove competenze e sviluppare interesse per le diverse attività. Detto questo, l’unica cosa che incombe sulla testa dei genitori è: quale è la migliore soluzione per mio figlio.
Continua a leggere per saperne di più.

La scelta dei campi estivi è difficile. Le variabili sono: il vostro budget, il periodo, l’età dei bambini, ma soprattutto gli interessi e la personalità. Parlane con tuoi figli, spiega loro le varie opzioni e chiedigli quello che preferiscono. Quando hai considerato tutti questi aspetti, ecco alcuni suggerimenti per scegliere quello giusto:

Un campus vicino o lontano?

Dormire fuori casa può essere eccitante o traumatico, a seconda dell’esperienza, della personalità del livello di maturità dei vostri figli. I campus con pernottamento sono raccomandati dai 7 anni. Se i vostri figli sono indipendenti e hanno già passato la notte a casa di amici sono probabilmente pronti a questa esperienza. Tuttavia, se questa è la prima volta che i vostri figli vanno a un campus uno in città o vicino a casa, potrebbe essere l’opzione migliore.

Per massimizzare l’esperienza del campus, è meglio che i bambini lo frequentino almeno 2 settimane. Valutate come questo condiziona la gestione del resto della famiglia Se non avete molto tempo o non si adatta il vostro budget, provate un campus in cui la sera tornano a dormire a casa.

Un campus specializzato o uno tradizionale?

I vostri figli potrebbero tentare un campus tradizionale la prima volta e se ha successo le volte successive potrebbe andare a un campus specializzato (lingua straniera, sport, musica, teatro, magia, scienza, ecc.) Un campus tradizionale offre una varietà di attività e che aiuterà i vostri bambini a scoprire nuovi interessi.

Tuttavia, se i vostri figli hanno già una passione per una specifica attività, ma non hanno il tempo di svilupparla durante l’anno scolastico, il campus specializzato è l’ideale. Assicurarsi che gli insegnanti siano qualificati e capire in anticipo che tipo di attività faranno e se bambini sono raggruppati per età e livello di abilità.

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Sei sicuro che sia un buon campus?

L’ideale sarebbe visitare il campus prima. Parlare con il coordinatore o con i responsabili per capire se condividete il loro piano educativo e didattico. Accompagnate i vostri bambini e verificate se gli piacciono le attività proposte e l’ambiente.
Assicuratevi che i campi siano conformi a tutte le normative (sanitarie, rapporto educatori/ bambino, misure di sicurezza, igiene, ecc …) e se il campo è preparato per diete speciali (senza glutine, allergie, ecc …) e come è possibile comunicare con i vostri figli nel caso in cui siano ancora piccoli o non abbiano un loro telefono cellulare.

Quanto mi costa?

A seconda della durata, del luogo o delle attività proposte il costo cambierà. I campus fuori casa da casa, esclusi quelli all’estero, i costi possono variare tra 300-1000 euro, mentre i campus in città stanno di solito meno di 300. Tuttavia, prima di pagare, chiedete se ci sono agevolazioni per l’iscrizione di più figli o per prenotazioni anticipate.

Pensate che i campus estivi siano una buona opzione per i bambini? Sì o No?

a che età svelare chi è la “fatina dei denti”?
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23 giugno 2014  |  Scritto da famosatoys

Ogni volta che perdono un dente i bambini sono felici ed eccitati sia perché è un ulteriore passaggio alla crescita ma soprattutto perché sanno che avranno una visita speciale, quella della fatina dei denti che , essendo magica in cambio del dentino messo sotto al cuscino lascerà un dono. Le origini variano da paese a paese. In Europa tempo fa era tradizione seppellire il dentino caduto nel mese di ottobre, mentre nel nord Europa, esisteva una vera e propria Inoltre vi era una tradizione della tassa dente, che veniva pagata quando un bambino perdeva il suo primo dente.

La tradizione della fatina deriva dai primi poemi di Edda, una raccolta di poemi che raccontano miti e leggende degli eroi germanici.
Come tutte le favole e miti, la fatina dei denti, è un modo di aiutare i bambini a capire e a confrontarsi con realtà che altrimenti sarebbe difficile affrontare. In questo caso sperimentando la paura e il dolore per la perdita di un dente. Ma è un bene per i bambini continuare a credere a queste storie di fantasia? A che età dovremmo dire loro la verità?

La prima cosa che si dovrebbe sapere è che il pensiero astratto nei bambini evolve con l’età. Tra 1 e 4 anni non distinguono il reale dall’immaginari, è solo a partire dai 6 cominciano a mettere in discussione ciò che gli viene raccontato.

E ‘importante che gli adulti assecondino queste tappe, lasciando che i bambini usino la loro immaginazione per vivere le storie che gli vengono raccontate . Se il vostro bambino è in grado di creare insieme a voi storie e personaggi incredibili molto probabilmente sarà un adulto creativo. Se volete scoprire come sviluppare la fantasia dei vostri bambini, cliccate qui.

Inoltre è possibile utilizzare queste credenze per coltivare valori e abitudini comportamentali. La fatina dei denti è un’ottima scusa per parlare con il vostro bambino su una buona igiene dentale. Se si rifiuta di lavarsi i denti ricordategli che la fatina dei denti vuole solo denti sani, non con la carie…. Questo li porterà a lavarsi i denti tutti i giorni e a non vederlo come un obbligo.

Quando i vostri figli avranno sviluppato completamente il loro pensiero astratto e saranno abbastanza maturi per affrontare alcuni aspetti della realtà (in genere verso gli 8 anni), si può iniziare a dir loro la verità . Ma come fare ?

Molto probabilmente, i vostri bambini scopriranno la verità da un compagno di classe prima ancora che voi abbiate la possibilità di parlarne. In ogni caso parlatene con loro, chiedete la loro opinione. Ecco alcuni trucchi che renderanno la conversazione più facile:

scegliete il momento giusto: evitate di dirgli la verità riferendosi ad altri bambini e raccontate l’origine e il perché di un mito o leggenda affinchè non la vedano solo come un a bugia.

rendeteli parte di un segreto: ora che sanno la verità la dovranno preservare per non farla sapere ai più piccoli. Si sentiranno responsabilizzati nel dover mantenere un segreto che fino a quel momento era solo per loro.

cercate di non drammatizzare: non si dovrebbe essere preoccupati della loro possibile delusione. I nostri figli trascorrono la giornata in un mondo immagianario ma probabilmente sono più pronti per la verità di quanto si pensi.

I vostri figli credono ancora nella fatina dei denti? Siete pronti a dire la verità ma non sapete come farlo? Scriveteci e raccontateci le vostre esperienze.

Crediti fotografici: Wes Rogers / Kris Krug

l’importanza del nome
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25 marzo 2014  |  Scritto da famosatoys

Come chiamarlo? La scelta del nome per il proprio bambino è una tappa molto importante , è una delle prime responsabilità che un genitore deve assumersi.

Il nome è una sorta di etichetta per la vita. Il nome è il primo regalo che gli farete, sarà la prima parola a cui dedicherete un pensiero la mattina e l’ultima che pronuncerete la sera prima di addormentarvi, la pronuncerete (e la urlerete) infinite volte nel corso della vostra vita con lui.

La scelta del nome è spesso legata alla storia, alla religione ed ai costumi della vostra famiglia. Non prendete questa decisione alla leggera, assicuratevi che il nome sarà in armonia con il vostro cognome e che, dunque, non sarà motivo di derisione da parte di coloro che circondano il vostro bambino.

La legge italiana stabilisce alcune norme da rispettare nel momento in cui si impone il nome al proprio bambino, come attribuire un nome che corrisponda al sesso del bambino, il divieto di dare nomi ridicoli, vergognosi o composti da più di tre elementi, e di dare il nome dei genitori viventi, dei fratelli e delle sorelle.

Ma norme e leggi a parte, molti possono essere gli elementi per decidere il nome, ecco i più gettonati:

Francesco infatti, è il nome più usato per i maschietti italiani. Del resto il santo di Assisi è anche il patrono d’Italia. Il nome deriva dal germanico, latinizzato in Franciscus, e significa proveniente dalla terra dei franchi.
Ma anche Lorenzo, Alessandro , Andrea, Matteo e i più classici Antonio Giuseppe e Marco resistono in classifica.

Per le bimbe invece Sofia, Giulia, Giorgia mantengono il podio e non lasciano le loro posizioni di predominio rispetto a Sara , Alice e Alessia .

Decidere un nome facile da pronunciare

Semplice e possibilmente non troppo sdoppiabile. Ricordate che il nome deve essere facile da pronunciare anche per il bimbo stesso.

A proposito dei nomi originali, è vero che distinguerà vostro figlio dalla massa, ma cercate di evitare nomi troppo strani che potrebbero imbarazzare il bambino per tutta la vita.

Sceglierlo in base al significato

Una buona fonte può essere abc mamma, dove si trovano moltissimi nomi con onomastico, significato, personaggi famosi e persino caratteristiche della persona a cui è attribuito e relative corrispondenze, cioè numero, colore, pietra e metallo corrispondente.
Ma se anche dopo questi consigli non riuscite a trovare il nome giusto, la tecnologia può arrivare in soccorso.

Numerosi sono i siti dove trovare validi aiuti e suggerimenti e addirittura una app per farsi aiutare nella difficilissima scelta.

E se proprio non riuscite a scegliere e il bambino ormai sta per nascere, individuate una rosa di due o tre nomi e aspettate di averlo tra le braccia prima di decidere. Sarà lui a suggerirvi la scelta migliore. Statene certi…

Photo credit: Leszek Leszczynski / PhotograTree

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come preparare i piccoli all’arrivo di un bebè
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25 marzo 2014  |  Scritto da famosatoys

L’arrivo di un bebè porta sempre dei cambiamenti . Mentre i genitori trascorrono gran parte del loro tempo ed energia nei preparativi per accogliere il neonato  e, gli altri figli spesso si sentono trascurati o non capiscono bene quello che sta succedendo .

Quando arriva un neonato le dinamiche familiari cambiano bruscamente a causa delle maggiori attenzioni di cui  questo ha bisogno.

A un fratellino o una sorella  questi cambiamenti sembrano spesso troppo grandi o addirittura inconcepibili. Il nuovo arrivato può sembrare la concorrenza e   molto probabilmente saranno gelosi e riceveranno richieste dai genitori  di comportarsi “da grande”. Ecco perché è così importante preparare i bambini all’arrivo di un fratellino, affinchè si sentano prima coinvolti e poi responsabilizzati, per quanto loro possibile, insieme al resto della famiglia.

Durante la gravidanza

Condividete con i vostri bambini la crescita del bambino dentro la pancia, raccontate loro di quando arriverà, cercate di dare un indicazione temporale, se sarà estate o inverno, in che mese…

Leggete insieme storie che hanno a che fare con l’arrivo di nuovi fratelli per dargli la possibilità di parlare dei loro sentimenti o di farvi domande.

Spiegate cosa succederà quando arriverà il bambino, cominciate ad accordarvi con loro circa la possibilità di passare più tempo con i nonni o con la zia preferita…facendo già qualche progetto per passare con loro delle giornate straordinarie…

Permettere al bambino di accompagnarvi agli appuntamenti prenatali , così da poter ascoltare il battito cardiaco del fratellino e dopo la visita dal medico approfittatene per fare qualcosa di divertente insieme a loro.

Guardate le foto di quando vostro figlio era un bebè e raccontategli  di come eravate felici quando è nato  lui e  di quanto sia importante per voi .

Potreste  anche farvi  aiutare nella scelta di un nome.

Trasmettetegli un senso di superiorità , spiegando che il bebè non può fare la maggior parte delle cose che a lui piacerebbe facesse già come parlare, giocare , guardare un film , fare amicizia , ecc … Ciò contribuirà a rafforzare la sua autostima .

Non è facile come può sembrare ma cercate di non portare il bebè sempre con voi. Ritagliatevi dei momenti da passare solo con i “maggiori” e parlate con loro di cose che interessano a loro e non al bebè…non dategli l’impressione di pensare sempre e solo a lui. Giocate insieme , aiutatelo con i compiti o fare i suoi biscotti preferiti . Fategli sapere che è sempre importante .

Coinvolgete, se ne hanno piacere,  i fratelli maggiori nelle piccole attività quotidiane come cambiare i pannolini, fare il bagnetto o dare la pappa…in modo da mantenere tutti insieme una ruotine familiare.

Incoraggiate i vostri figli a parlare dei loro sentimenti per il bebè – anche se questo può comportare la rabbia – e non arrabbiatevi  se inizialmente non mostrano interesse per il neonato . Permettetegli di esprimere i loro sentimenti , anche se sono spiacevoli .

Di seguito è riportato un elenco di libri consigliati da leggere con il vostro bambino prima e dopo l’arrivo di un bebè :

Quando arriva un fratellino

Aspetto un fratellino

Benvenuto fratellino, benvenuta sorellina

come capire se i bambini hanno problemi di vista
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12 marzo 2014  |  Scritto da famosatoys

La vista è fondamentale nello sviluppo dei bambini. E’ sopratutto attraverso questo senso che i bambini imparano , crescono e interagiscono socialmente ed emotivamente .Una buona vista è indispensabile anche per lo sviluppo motorio, fisico e sportiva sviluppo dei bambini . Per questo è importante che i genitori verifichino la vista dei bambini già in tenera età.
Alcuni pediatri consigliano di effettuare la prima visita in età prescolare per poi rendere le visite una routine a partire dalla scuola primaria e comunque su indicazione del pediatra o oculista.
Insieme ad allergie e asma i disturbi alla vista sono i problemi di salute più comuni durante l’infanzia . La buona notizia è che la maggior problemi di vista, ad esempio l’ occhio pigro, possono essere trattati e corretti trattati con la diagnosi precoce .
L’attenzione da parte dei genitori è fondamentale, infatti i più piccoli non sono in grado di dirci se vedono bene o male sia perché ancora non conoscono la differenza sia per la difficoltà nell’esprimere un disagio fisico. Quindi non si deve aspettare per che il bambino lamentai di non vedere bene .

Ci sono molti segnali di allarme di cui sia genitori che insegnanti dovrebbero essere a conoscenza. Di seguito è riportato un elenco di situazioni che dovrebbero, se compaiono contemporaneamente, insospettirci

• batte frequentemente gli occhi
• chiude o copre un occhio
• inclina la testa o si sporge in avanti
• ha problemi a leggere o a impegnarsi in altre attività,
• avvicina molto gli oggetti agli occhi per inquadrarli meglio
• sbatte le palpebre o sembra nervoso mentre svolge attività che richiedono una distanza ravvicinata
• fa fatica a mettere a fuoco gli oggetti
•guarda di traverso e aggrotta le sopracciglia.

Ed ecco anche cosa potrebbero dirci i bambini per manifestare il loro disagio:
• Non vedo bene
• dopo aver fatto un lavoro di precisione dice: Ho mal di testa oppure Ho la nausea/non mi sento bene o ancora Ho le vertigini
• Mi prudono gli occhi, Mi bruciano gli occhi
• Vedo tutto sfuocato o Vedo doppio

Si può ancor prima di programmare una visita cercare di capire, attraverso il gioco, se un bambino vede correttamente…
Trova il colore: chi vede più oggetti di un colore dal finestrino dell’auto
Il gioco del pirata: rincorrersi o lanciarsi una palla con un occhio bendato
Aguzza la vista: chi vede prima un uccello, un aereo ecc…
Anche se vostro figlio ha 10/10 si divertirà comunque a giocare con voi.
Un ultimo, ma importante, consiglio: limitare il tempo che bambini trascorrono al computer , videogiochi o davanti alla TV!

Crediti fotografici : Jesslee Cuizon , Mads Bødker

mamma, mi prendi un cane?
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24 febbraio 2014  |  Scritto da famosatoys

Se c’è qualcosa che quasi tutti i bambini hanno in comune è il loro amore per gli animali domestici . Soprattutto cani e ancor di più se cuccioli. Se vostro figlio ve lo ha già chiesto e voi non siete sicuri sia il momento giusto, non vi preoccupate .Non siete gli unici . Per aiutarvi a prendere una decisione così importante , qui ci sono alcuni pro e contro dell’avere un cane .

CONTRO

Di chi è? Avere un cane è una responsabilità enorme . Anche se si decide di prendere ai figli un cucciolo tutto ” per loro” e anche se ci prometteranno di prendersene cura , sappiate che fondamentalmente sarete voi a farli. A proposito, abitate vicino a un parco ? Prima di dire accettare , pensateci due volte se si può e si vuole assumersi questa responsabilità .

Quanto costerà? Oltre a pensare al tempo necessario per prendersi cura del vostro nuovo animale domestico , dovreste anche pensare a quanto costerà. Si consideri cibo , vaccinazioni , cure particolari, pensione , ecc … Per ulteriori informazioni e spese di adozione , potete consultare il sito dell’ENCI, Ente Nazionale Cinofilia Italiana.

Un cane adulto o un cucciolo ? Questo dipende dall’età del bambino ma gli esperti sconsigliano l’acquisto o l’adozione di un cucciolo se avete un bambino piccolo a casa . Prendersi cura di entrambi può essere troppo faticoso da gestire . Si consiglia inoltre di avere un cane quando il bambino più piccolo di casa ha almeno 5 anni . A quell’età , potranno e vorranno aiutare a prendersi cura dell’animale . Adottare o acquistare un cane giovane è preferibile, scegliendone uno che ha già vissuto con una famiglia. E ‘ importante che il vostro nuovo cane non solo tolleri i bambini…ma li adori.

PRO

Esercizio assicurato. Pensate che vostra figlia passi troppo tempo a guardare la TV o vostro figlio non faccia abbastanza esercizio ? Una volta che avrete un cane , potrete smettere di preoccuparvi . A casa ci penserà il nuovo arrivato a farli divertire e, a seconda della loro età , a fargli fare del moto con i loro giochi e le loro passeggiate quotidiane . Se sono ancora piccoli i vostri figli approfitteranno del fine settimana per giocare e correre con il loro amico a 4 zampe. Se cani e bambini hanno qualcosa in comune è la loro inesauribile energia .

Responsabilizzare. Avere un cane permette ai bambini di sentirsi responsabili . A seconda della loro età è importante delegare alcuni compiti come l’alimentazione , la passeggiata , la pulizia, ecc … L’Associazione Americana degli Psicologi ha recentemente pubblicato un interessante studio che ha concluso che i bambini che sono responsabili di un cane tendono ad essere più compassionevoli , cooperativi e imparano prima a prendersi cura degli altri.

Valori sociali ed emozionali. Si creano legami molto forti tra i bambini ed i loro animali domestici . Un cane non solo insegnerà loro a essere responsabili ma anche ad accudire e ad amare . Il NY Times ha pubblicato un articolo di un gruppo di psicologi della University of Oregon che ha dimostrato che i bambini che hanno animali domestici tendono ad essere più socievoli e avere più autostima.

Crediti fotografici : Greg Westfall, Zolakoma

perchè i bambini dicono le bugie?
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7 febbraio 2014  |  Scritto da famosatoys

Anche se è un fatto comune , sentire il proprio bambino dire la sua prima bugia può lasciarci sorpresi. Dobbiamo però sapere che imparare a mentire fa parte dello sviluppo di un bambino  così come dire la verità .

Ci sono molte ragioni per cui un bambino impara a mentire . Per impressionare gli altri , per evitare di essere sgridato , per gestire una situazione per lui difficile o attirare l’ attenzione, pur sapendo che chi ascolta sa che sta mentendo . I bambini imparano e iniziano a mentire verso i 3 anni, quando si rendono conto che gli adulti non sanno sempre tutto .

Ma perché mentono e perché bisogna insegnare loro a non farlo ?

Gioco Vs bugia 

Da adulti , è necessario distinguere tra il gioco e le bugie , diversamente da piccoli esagerare , far finta e immaginare sono momenti fondamentali dello sviluppo di un bambino ed è importante incoraggiare questo tipo di gioco . Se il bambino dice che è un super eroe bisogna giocare con lui e farsi mostrare i suoi superpoteri…Non bisogna ridere di lui o dirgli che è un bugiardo .

Anticipate

Cercate di evitare che i bambini vi mentano . Se vedi che tua figlia ha macchiato il tavolo di vernice  non chiederle se è stata lei perché probabilmente temendo di essere sgridata lo negherà . E ‘meglio anticipare e dire qualcosa tipo : che cosa è successo al tavolo ? Come si sarà sporcato di  vernice ? Mi aiuti a pulirlo? Così qualcosa di negativo si trasformerà  in positivo da confessare senza timore.

Conseguenze

E ‘ importante spiegare le conseguenze delle bugie . Se sono molto piccoli è possibile farlo con libri che trattano il tema delle bugie e le loro conseguenze come Pierino e il Lupo e Pinocchio . Dire la verità , anche se è difficile,  è fondamentale perché  altri potrebbero pagare per le nostre bugie e la situazione potrebbe diventare più grave di quella che si sarebbe avuta con la verità. Insegnare che la cosa più semplice non è sempre la soluzione migliore .

 

 

Perdonate gli errori

Tutti facciamo degli errori ed è sano ammetterli . Se vostro figlio vede che non avete problemi a perdonare gli errori non penserà di doverveli nascondere. Premiare l’ onestà. Quando vostro figlio ammette che ha sbagliato  dovete congratularvi con lui per essere stato onesto . E ‘ importante che sappia che non vi arrabbierete per la verità.

 

Non chiedete quello che sapete

Se sai che tua figlia non ha fatto tutti i suoi compiti invece di chiedere se ha finito provate con questo metodo: quando pensi di finire i compiti? Fategli pensare ad una soluzione invece che a una bugia .

Provate a separare la situazione che li ha portati a mentire dalla menzogna stessa . Se hanno mentito per ottenere la vostra attenzione cercate di capire se c’è bisogno di dar loro quello che stanno realmente chiedendo e in che modo.

 Un circolo vizioso

Sgridare un bambino quando mente crea un circolo vizioso . La prossima volta che farà qualcosa di “cattivo” non vorrà dire la verità per evitare di essere sgridato . Invece di rimproverarlo parlate con lui e cercate di capire il perché delle sue bugie e provate a trovare una soluzione. Convincetelo che non deve attirare l’attenzione con le bugie e rassicuratelo dicendogli che  non deve aver paura di dire la verità.

Siate da modello

Spesso  quello dei bambini è un comportamento appreso dagli adulti che a volte trovano normale e giusto nascondere alcune cose . Non dovete rendere i bambini  complici nelle vostre bugie ma bisogna anzi  sforzarsi ad essere il loro modello di comportamento.

 

Crediti fotografici : di dominio pubblico, attraverso Wikipedia

Photo Credits : Jerome