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Tag: sviluppo
W i nonni!
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9 settembre 2014  |  Scritto da famosatoys

I nonni sono una parte essenziale della nostra vita e di quella dei nostri bambini. Hanno la saggezza e la pazienza che noi a volte non abbiamo, sono le figure che si occupano di dare ai nipoti il senso di appartenenza, di raccontare la propria storia e le radici. Noi sappiamo chi siamo e da dove veniamo grazie a loro dato che rendono la nostra cultura e le tradizioni vive. I nonni sono il legame tra le generazioni e secondo la famosa antropologa Margaret Mead questi legami sono necessari per la nostra salute mentale e stabilità emotiva.

Questo mese, abbiamo dedicato la nostra sezione di Creatori di Sogni a loro, ai nonni che hanno reso la nostra infanzia e rendono quella dei nostri figli migliore.

Se non avete mai ragionato sull’importanza che i nonni hanno per i vostri figli, ora è il momento di farlo. Gli studi rivelano che i nonni aiutano i bambini a massimizzare il loro potenziale e il loro sostegno è positivo e gratificante, soprattutto durante i loro primi anni. Secondo la The Foundation for Grandparenting,, i bambini che stabiliscono un legame forte con i nonni si sentono più sicuri e ottengono migliori risultati a scuola rispetto ad altri.

Oggi, sono più importanti che mai. Spesso entrambi i genitori lavorano fuori casa e i nonni vengono delegati a prendersi cura dei bambini. La funzione dei nonni, però, non si esaurisce certo nel tappare le falle o nell’intervenire nei momenti difficili. La presenza di un nonno o di una nonna nella vita di un nipote ha già di per sé l’effetto di allargare i confini della famiglia nucleare. Gli anziani ringiovaniscono a contatto con i giovani. I giovani dispongono di un maggior numero di modelli di riferimento affidabili e realistici. E quando nell’adolescenza, i rapporti con papà e mamma si fanno burrascosi, è attraverso i nonni che un nipote può ritrovare a volte quell’ancoraggio di cui, nonostante tutto, sente ancora il bisogno.

Nella realtà i nonni sono assai meno stereotipati e convenzionali di come in genere vengono rappresentati. E’ quanto emerge dalle testimonianze dei nipoti. La memoria può indebolirsi, i movimenti rallentare e i riflessi non essere più quelli di una volta, ma l’esperienza, la sensibilità e il sapere accumulati nel corso degli anni consentono di svolgere svariate funzioni. Molti nonni sono aperti alle novità e flessibili. Possono essere consiglieri in alcuni momenti, alleati e amici in altri.

Da genitore a nonno
L’entrata nel nuovo ruolo raramente è immediata e senza scosse, dall’essere chiamati papà e mamma passeranno a essere chiamanti nonno e nonna e guardati con occhi diversi.
E’ bene che i cambiamenti avvengano in modo graduale e in rapporto alle loro forze, impegni e disponibilità. Ci sono nonni a tempo parziale – incontrano i nipoti una o più volte a settimana e fanno baby-sitting di tanto in tanto – nonni a tempo pieno – vedono i nipoti tutti i giorni o quasi e integrano le mansioni dei genitori in modo sostanziale e nonni a tempo limitato. Ricordiamoci che possono essere buoni nonni anche quelli distanti e dare affetto tra una visita e l’altra mantenendo i contatti per telefono ed e-mail.
La cosa più importante nel rapporto con i nonni è che si crei un clima sereno, privo di rivalità e conflitti.

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Ecco alcune testimonianze che ci illustrano meglio il ruolo e l’importanza dei nonni nelle famiglie di oggi:

“E’ la mia migliore amica, mi da sempre dei buoni consigli”(Giulia, 11 anni). “Facciamo lunghe chiacchierate. Gli racconto molte cose perché so che lui non mi giudica” (Fabio, 12 anni): sono una figura di riferimento per consigli e confidenze.

“Ci raccontava di strane creature che vivevano sulle montagne. Ci lasciava credere quello che volevamo e noi bambini fantasticavamo a lungo su quelle strane creature.”(Michela, ormai ventenne): sanno assecondare i giochi e la creatività dei nipotini stimolando la loro fantasia.

“Con lui mi diverto perché è uno sportivo. Giochiamo a basket e mi insegna i trucchi” (Pietro, 10 anni). “Ho scoperto il mondo attraverso la sua collezione di francobolli, a cui abbiamo aggiunto anche i miei.”(Giorgio, 12 anni): trasmettono passione per sport e hobby.

“La nonna cucina benissimo, io la aiuto e poi mi fermo a pranzo.” (Susanna, 7 anni). “Per merenda il nonno mi prepara la macedonia con tutta la frutta.” (Luca 5 anni): insegnano sane abitudine alimentari.

“La nonna per me è una seconda mamma.”(Chiara, 6 anni): possono sostituire i genitori nella routine quotidiana.

“Quando non capisco un problema telefono al nonno.” (Marisa, 11 anni). “Gli ho insegnato ad usare l’e-mail, e ora ci scriviamo.” (Simone, 7 anni): sanno assumere il ruolo di maestri e di allievi.

Istituita già nel 1978 negli Stati Uniti, la Festa dei Nonni viene festeggiata ora anche in Italia il 2 di Ottobre. Anche il legislatore ha voluto mettere l’attenzione sull’importanza dei nonni, modificando il Diritto di Famiglia per sancire dei diritti dei nonni verso i nipoti che prima erano invece a discrezione dei genitori.

Avete mai pensato a quanto sono importanti i nonni sono per i vostri bambini? Cosa ricordate dei vostri?

anche a settembre…tutti al campus!
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27 giugno 2014  |  Scritto da famosatoys

Con l’arrivo delle vacanze molti genitori considerano la possibilità di mandare i figli a campus estivi. Molti vedono nel campus la soluzione pratica al “dove lascio mio figlio” ma in realtà i campus sono per i bambini un modo fantastico per sviluppare le loro competenze emotive e sociali. I campus danno l’opportunità di imparare a condividere, essere più tolleranti con gli altri così e prendere decisioni in autonomia, acquisire nuove competenze e sviluppare interesse per le diverse attività. Detto questo, l’unica cosa che incombe sulla testa dei genitori è: quale è la migliore soluzione per mio figlio.
Continua a leggere per saperne di più.

La scelta dei campi estivi è difficile. Le variabili sono: il vostro budget, il periodo, l’età dei bambini, ma soprattutto gli interessi e la personalità. Parlane con tuoi figli, spiega loro le varie opzioni e chiedigli quello che preferiscono. Quando hai considerato tutti questi aspetti, ecco alcuni suggerimenti per scegliere quello giusto:

Un campus vicino o lontano?

Dormire fuori casa può essere eccitante o traumatico, a seconda dell’esperienza, della personalità del livello di maturità dei vostri figli. I campus con pernottamento sono raccomandati dai 7 anni. Se i vostri figli sono indipendenti e hanno già passato la notte a casa di amici sono probabilmente pronti a questa esperienza. Tuttavia, se questa è la prima volta che i vostri figli vanno a un campus uno in città o vicino a casa, potrebbe essere l’opzione migliore.

Per massimizzare l’esperienza del campus, è meglio che i bambini lo frequentino almeno 2 settimane. Valutate come questo condiziona la gestione del resto della famiglia Se non avete molto tempo o non si adatta il vostro budget, provate un campus in cui la sera tornano a dormire a casa.

Un campus specializzato o uno tradizionale?

I vostri figli potrebbero tentare un campus tradizionale la prima volta e se ha successo le volte successive potrebbe andare a un campus specializzato (lingua straniera, sport, musica, teatro, magia, scienza, ecc.) Un campus tradizionale offre una varietà di attività e che aiuterà i vostri bambini a scoprire nuovi interessi.

Tuttavia, se i vostri figli hanno già una passione per una specifica attività, ma non hanno il tempo di svilupparla durante l’anno scolastico, il campus specializzato è l’ideale. Assicurarsi che gli insegnanti siano qualificati e capire in anticipo che tipo di attività faranno e se bambini sono raggruppati per età e livello di abilità.

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Sei sicuro che sia un buon campus?

L’ideale sarebbe visitare il campus prima. Parlare con il coordinatore o con i responsabili per capire se condividete il loro piano educativo e didattico. Accompagnate i vostri bambini e verificate se gli piacciono le attività proposte e l’ambiente.
Assicuratevi che i campi siano conformi a tutte le normative (sanitarie, rapporto educatori/ bambino, misure di sicurezza, igiene, ecc …) e se il campo è preparato per diete speciali (senza glutine, allergie, ecc …) e come è possibile comunicare con i vostri figli nel caso in cui siano ancora piccoli o non abbiano un loro telefono cellulare.

Quanto mi costa?

A seconda della durata, del luogo o delle attività proposte il costo cambierà. I campus fuori casa da casa, esclusi quelli all’estero, i costi possono variare tra 300-1000 euro, mentre i campus in città stanno di solito meno di 300. Tuttavia, prima di pagare, chiedete se ci sono agevolazioni per l’iscrizione di più figli o per prenotazioni anticipate.

Pensate che i campus estivi siano una buona opzione per i bambini? Sì o No?

insegnare la stima di sè
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17 giugno 2014  |  Scritto da famosatoys

L’autostima è la percezione che abbiamo di noi stessi, del nostro valore personale. A seconda di come ci vediamo nel mondo cambia il nostro modo di essere, di agire e relazionarci con gli altri. Le persone con una bassa autostima avranno difficoltà a risolvere problemi e ad affrontare i conflitti. Per loro, gli ostacoli della vita possono causare frustrazione e ansia. La loro prima reazione di solito è: “Non ce la posso fare.”

L’immagine mentale che abbiamo di ciò che siamo comincia quando siamo piccoli. Ecco perché è importante aiutare i nostri figli a coltivare una sana stima di sé in modo che possano risolvere i conflitti, essere più realistici e godersi una vita migliore. Un altro vantaggio? I bambini con una buona autostima sorridono spesso.

Ecco alcuni suggerimenti su come aiutare i bambini a sviluppare un autostima positiva e sana.

Equilibrio

Esperti di psicologia specializzati in autostima, hanno osservato che più flessibili si è, meglio si si sopporterà il senso di frustrazione e fallimento. In generale, un bambino che non si sente amato ha un basso senso di autostima. Così, anche quando raggiungerà ogni piccolo obiettivo (legare le scarpe, andare in bicicletta ecc) la sua autostima continuerà ad essere bassa. Lo stesso accade anche quando, pur amato dai suoi genitori, ha dei dubbi su se stesso e le proprie capacità. L’obiettivo di un buon genitore è quello di bilanciare le due cose: far si che i nostri figli si sentano amati e motivarli a sviluppare i loro talenti e punti di forza. E il gioco è, ancora una volta, il modo migliore per imparare.

Persistenza e motivazione
Fin da piccoli i bambini imparano giocando. A seconda dei loro successi o fallimenti, sviluppano idee sulle proprie capacità. Ecco perché è importante aiutarli a riprovare le cose che sbagliano e incoraggiarli a non rinunciare ai loro obiettivi.

Allo stesso tempo dobbiamo stare attenti a non caricarli delle nostre aspettative perché potrebbero sentirsi valutati solo sulla base dei risultati e rinunciare a fare delle esperienze nel timore di non raggiungere risultati adeguati. Un bambino con una sana stima di sé sa quali sono i suoi punti di forza e le sue debolezze ed impara ad accettarli.

Dopo un tentativo fallito, invece di dire: io sono stupido “, il bambino deve reagire partendo dal pensiero”. I giochi da tavolo possono essere un ottimo modo per rafforzare le loro competenze e aiutarli a imparare a perdere e ad accettare le loro debolezze.

Siate cauti con quello che dite
La fiducia in se stessi deriva dalla pratica – provare, fallire e provare di nuovo. Se diciamo costantemente ai nostri figli quanto sono bravi e intelligenti, finiranno per pensare di essere perfetti. I genitori, in un tentativo sbagliato di proteggerli, finiscono spesso per lodare troppo o falsamente. Bisogna che vedano nelle critiche dei genitori degli spunti per migliorare, con il loro aiuto e sostegno. Come genitori dobbiamo far loro sapere che qualunque sia il risultato, li amiamo lo stesso.

Accettazione
Un bambino deve sentirsi a proprio agio nel chiedere aiuto e sicuramente lo sarà se si sente accettato e amato per quello che è. Quindi dobbiamo prestare particolare attenzione a ciò che diciamo e come lo diciamo, dobbiamo dar loro spazio e attenzione quando ci coinvolgono in una conversazione o in un gioco. I bambini misurano le nostre reazioni e si comportano di conseguenza, se si sentono costantemente sotto esame potrebbero adottare un comportamento passivo nei confronti delle attività che gli vengono proposte.

Come reagite ai successi e insuccessi dei vostri figli? Raccontateci le vostre esperienze.

Crediti fotografici: Marcus Hansson / Rolands Lakis

come abituare i bambini a dormire da soli
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23 maggio 2014  |  Scritto da famosatoys

E ‘stata un’altra lunga settimana e venerdì finalmente è arrivato . Avete messo i bambini a dormire e non vedete l’ora di dormire almeno 6 ore di fila ma…Sapete già che potrebbe capitare che tra 2 o 3 ore vi ritroverete vostra figlia nel lettone, lo sapete che è una abitudine che non bisognerebbe dare ma siete così stanche che cedete facilmente alla sue suppliche…e quindi un’altra notte con piedi nei fianchi, sberle in faccia, cuscino sequestrato….insomma un inferno…Però dovete sapere che cambiare queste abitudini è possibile! Non facile, ma possibile…

Falsi miti –
permettere ai bambini di dormire nel lettone, dormire con loro nel loro letto e poi andarsene, tenerli alzati sino a tardi affinchè si stanchino e poi dormano tutta la notte…Tutte queste vecchie abitudini – oltre che falsi miti -devono cambiare. Si dovrebbe insegnare ai bambini ad associare il sonno e la notte con il loro letto e la loro camera. Ma ricordate, questi cambiamenti devono essere graduali .

Introdurre una nuova routine .
Se non si ha già una propria ruotine , iniziamola oggi . Prima si comincia , meglio è. Ricordate che invece di vederla come una fastidiosa routine , è meglio viverla come una delle parti migliori della giornata .

Usare l’orologio come arma: Non siete voi quelli che decidono la tempistica. “Guarda, sono quasi le 7 , se ti lavi, ceniamo e ci laviamo veloci i denti stasera riesco a leggerti due storie anziché una!” . Non solo si evita che si ribellino contro di voi ma impareranno a fare le scelte giuste e a diventare responsabili .

Un altro modo per insegnare loro a dormire da soli è di creare una storia utilizzando animali di peluche o bambole per illustrare l’idea di una bambina che sta imparando a dormire da sola . “Guarda , questa piccola bambola non vuole dormire nel suo letto . Ma è notte e tutti hanno bisogno di dormire in modo che il giorno dopo possano giocare, andare a scuola , lavorare… ”
Rendere divertente e facile identificarsi con la bambola o peluche, in modo che i bambini possano vedere rappresentate le loro paure, vi aiuterà a parlarne e a farli sentire un po ‘meglio .
L’importanza di essere costanti – I bambini hanno bisogno di una routine che di fatto li aiuta a prendere sonno . Imparare nuove abitudini può essere difficile in un primo momento . Ecco perché è importante farlo gradualmente. Se i piccoli piangono e implorano di lasciarli dormire nel vostro letto , non vi arrendete . Quando arrivano nella vostra stanza nel mezzo della notte , riportateli nel loro letto , anche se siete stanchi . Ricordate che questa è solo una fase. Ascoltateli e calmateli perché hanno bisogno di sapere che comunque ci siete quando hanno bisogno di voi . In un primo momento , rimanete nella sua stanza, ma non nel suo letto, magari sedetevi accanto a loro, in silenzio . Cercare di evitare di lasciare la stanza quando piangono, perché si addormenterebbero con un senso di angoscia.
Per saperne di più su come far addormentare i bambini , leggete qui .

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La cameretta dei sogni – I bambini per essere sereni hanno bisogno di avere nella propria stanza elementi visivi rassicuranti come stelle sul soffitto , i disegni, le foto … Durante il giorno , trascorrete un po’ di tempo con il vostro bambino nella sua stanza guardando e scoprendo tutto quello che c’è . Insieme potete creare una storia ispirata da qualcosa che c’è nella stanza . Queste attività potranno aiutarlo a intrattenere se stesso più tardi quando si dovrà addormentare senza di voi.

La mattina dopo. Tutti i bambini hanno bisogno di sentirsi motivati . La mattina dopo fategli sapere quanto siete orgogliosi e come sono stati bravi.
Chiedetegli se si è inventato qualche storia. Crescere non è facile . La vostra vicinanza e l’amore durante il giorno gli daranno la sicurezza di cui hanno bisogno per diventare indipendenti .

Quale metodo ha funzionato ? Sicuramente avete storie da condividere e ci piacerebbe leggerle!

le migliori apps per futuri artisti
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7 maggio 2014  |  Scritto da famosatoys

Da genitori ci impegnamo a motivare i nostri figli a scoprire le loro attitudini . Ci sono bambini che sono interessati alla matematica , alla natura e alla scienza , mentre altri sono più inclini verso le arti. Sia che si tratti di cucinare che di fare attività artistica o di suonare il pianoforte , ci sono tante apps create per futuri artisti . Ecco la nostra lista delle 15 migliori applicazioni che aiuteranno i più piccoli a sviluppare i loro talenti naturali .

Per i futuri scrittori , registi e drammaturghi

CREATIVIUM Questa versione virtuale interattiva del teatro dei burattini è coinvolgente e divertente . L’applicazione permetterà ai vostri bambini di scrivere le proprie opere teatrali , creando scenari e scegliendo i propri personaggi . Per i bambini dai 2 anni in su.

STORY BOOK MAKER una divertente applicazione che permette ai bambini dai 4 anni in su di creare un libro con le proprie immagini , testi e musica . La app comprende una galleria di immagini, suoni e una gallery con i libri creati da altri bambini .

COOKIE NEXT DOOR per gli amanti dei fumetti , questa applicazione gratuita permetterà ai vostri bambini di creare i propri fumetti con personaggi, suoni e strutture narrative . Una volta terminato il fumetto i bambini potranno la loro striscia a parenti e amici . Per i bambini sopra i 4 .

Toontastic Per i bambini di oltre 4 anni . Questa applicazione gratuita li aiuterà a diventare grandi narratori . Impareranno rapidamente i concetti di struttura narrativa .

Per futuri pittori e illustratori

Sophie’s Drawings Per i bambini tra i 2 ei 7 anni . Questa applicazione aiuta a imparare a disegnare . Con la magica matita di Sophie , cominceranno con disegni semplici per poi aumentare la difficoltà. Una volta che completano un’opera d’arte una sorpresa attende. Provare l’applicazione gratuita prima di scaricare la versione completa .

IMMAGINATION BOX Questa applicazione è piena di idee e progetti creativi così che i bambini possano sviluppare i loro talenti . Disegno pittura, scultura , arti e mestieri … Per i bambini oltre 4 .

FRENCHIE DRAWS giochi e attività che promuovono il coordinamento quando si tratta di creare . Si richiede attenzione al dettaglio e concentrazione . Questa applicazione è per i bambini di 4 e oltre .

SENDY: STEAM PAINT KIDS ART
questa grande applicazione sviluppa dei vostri la creatività attraverso l’arte , il colore e la scrittura . Con SENDY: STEAM PAINT KIDS ART i vostri bambini potranno inviare il loro lavoro finito tramite e-mail . Per i bambini dai 4 anni .

Per futuri chef

PIZZA FACTORY FOR KIDS dicono che piccoli chef amano la cottura della pizza . Questa applicazione consente loro di scegliere il tipo di crosta , posizionare gli ingredienti e cuocere in forno virtuale. Dopo averne fatte un po’ vostro figlio sarà in grado di fare una vera pizza . Per i bambini dai 4 anni.

COOKING WITH KIDS, GREAT BRITISH CHEFS
Questa applicazione gratuita comprende più di 100 ricette divertenti e deliziose per i bambini . Con video , istruzioni e consigli dai migliori chef in Inghilterra . Per i bambini dai 4 anni.

KIDECOOK Per i bambini dai 4 anni questa applicazione permette loro di pesare gli ingredienti virtuali, mescolare e cuocere . Inoltre è dotato di ricette vere e proprie che potranno realizzare con la vostra supervisione.

Per i musicisti e compositori futuri

Little Fox Music Box
Questa applicazione è stata creata per i giovani musicisti di età compresa tra 2 e 6 anni. Esso comprende karaoke , popolari canzoni per bambini e le diverse versioni . Vogliono creare la propria musica? Questa applicazione ha un’orchestra completo di strumenti virtuali .

KINDER BACH Se il piccolo ama suonare il pianoforte questa applicazione include semplici lezioni , esercitazioni e giochi virtuali . Vincitore del Golden App Award , è gratuito ed è stato creato per i bambini dai 4 anni.

DR . SEUSS BAND questo grande gioco musicale insegnerà ai piccoli musicisti come distinguere gli strumenti e suoni . Dai creatori di Dr. Seuss , questa applicazione include 3 livelli di difficoltà . Vincitore del Editor´s Choice Award è raccomandato per i bambini dai 4 anni.

BLOOM HD Creato dal musicista , compositore e produttore Brian Eno , questa applicazione crea una connessione tra musica e arte . Per i bambini sopra i 4 .

Siamo sicuri che conoscete altre applicazioni che aiutano i piccoli a sviluppare i loro talenti naturali . Parlatecene !

Crediti fotografici : Rolands Lakis / Jim Pennucci

CRESCENDO SI IMPARA
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7 maggio 2014  |  Scritto da famosatoys

Ogni bambino è unico nei tempi e nei modi di crescita e apprendimento, tuttavia ci sono fasi e tappe in cui i piccoli sviluppano competenze specifiche che saranno quelle che potranno capire e comprendere a quell’età . Mentre i nostri figli crescono è importante mantenersi realisti e non crearsi aspettative ( per noi e loro) .
Ecco una mini-guida sulle principali tappe di questa meravigliosa avventura che è la crescita.

DA 0 A 6 MESI – fin dalla nascita , i bambini comunicano . In questa prima fase , la loro comunicazione passa attraverso il pianto e i primi sorrisi mentre scoprono il mondo attraverso la vista , il tatto e l’olfatto . La cosa importante a questa età è dare loro l’attenzione , coccole e amore attraverso il contatto fisico e quindi abbracci, carezze e massaggi.

DA 7 A 18 MESI – In questa fase, conosciuta come la fase del fare, i bambini inizieranno a esplorare il mondo, a guardare , gustare, toccare e ascoltare . Diranno le loro prime parole e impareranno a riconoscere le loro parti del corpo, le forme e i colori . Da 7 a 18 mesi il bambino diventerà più curioso e prenderà l’iniziativà per soddisfare la sua curiosità. Per questo avrà bisogno di voi, che sarete per lui il mezzo per ottenere quello che vogliono… Durante questo periodo se non ottengono quello che vogliono spesso esplodono in crisi di pianto e collera, starà a voi aiutarlo a superare queste prime frustrazioni capendo che la loro voglia di avere, vedere, toccare, assaggiare….è una vera e propria necessità.

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Ricordate che i bambini di questa età mangiano ciò di cui hanno bisogno e vogliono farlo da soli . Quindi non disperate . Non possono mangiare senza sporcarsi o non sono disposti a imparare le buone maniere . Spesso nel loro esplorare e scoprire è normale rompere le cose , non sono ancora in grado di capire se un oggetto è fragile o di valore e quindi l’unica soluzione è quella di tenere questi oggetti fuori dalla loro portata.

Da 18 mesi a 3 anni – in questa fase il vostro bambino svilupperà la capacità di ragionamento . Vorrà scoprire i limiti e comprendere causa ed effetto. Impareranno a seguire delle vostre semplici indicazioni e a farsi delle cose da solo. Saranno in grado di esprimere un loro parere su che vestiti e cibo preferiscono. Inizieranno a comprendere il concetto di passato e futuro e svilupperanno un senso dell’umorismo .Senza saperlo, imparano in questa età a essere generosi e altruisti, per aiutarli in questa fase puoi leggere qui.

A questa età i bambini chiedono il perché di tutto e amano avere dei piccoli rituali come il bagno, la storia prima della nanna o la visita ai nonni. Vorranno mangiare quando hanno fame e non quando è l’orario per gli adulti. Vorranno indossare abiti leggeri in inverno e maglione di lana ad agosto… Siate pazienti e rispondete alle loro domande anche quando lo fanno ancora e ancora. Offritegli alternative a voi utili ( vuoi indossare questo pantaloni verdi o blu ? ) e in ogni caso incoraggiateli sempre a essere indipendenti . A questa età si può iniziare a insegnarli l’igiene personale come lavarsi i denti , andare in bagno e spogliarsi.
Ecco qualche consiglio su come non perdere la pazienza.

I 3-6 anni. I bambini di questa età sono pienamente consapevoli di se stessi e del loro posto nel mondo anche se vivono ancora in un loro mondo fatto di fantasia e immaginazione . Quando cominciano a separare la realtà dal mondo immaginario è importante rispettare questi due mondi sottolineando che sono diversi .

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Dai 3 ai 6 i vostri figli impareranno che il loro comportamento ha delle conseguenze e come influenzare gli altri . Le domande che vi porranno sono volte a capire dinamiche familiari, i rapporti sociali e – importantissimo – a crearsi una propria identità. Saranno quindi in grado di svolgere alcune mansioni come mettere i vestiti sporchi nella cesta , raccogliere i giocattoli, versarsi l’acqua , togliere il proprio piatto dal tavolo e aiutarvi in piccole faccende domestiche.
Come un genitore si deve accettare ogni fase e fornire incoraggiamento, sostegno e basi solide perché il vostro bambino possa continuare a crescere e sviluppare gli strumenti per essere felice .

Se avete dei bambini avrete certamente curiosi aneddoti sulle diverse fasi della crescita. Ti invitiamo a condividerle con noi!

mio figlio è dotato?
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25 marzo 2014  |  Scritto da famosatoys

Come tutti i genitori tendiamo a pensare che i nostri figli siano i più intelligenti più belli e simpatici del mondo . Succede a tutti e non c’è davvero niente di male nel mostrarsi genitori orgogliosi. Ma cosa succede se non è solo la nostra percezione ?
Cosa fare se il nostro bambino è davvero dotato ?

Ci sono diversi test di intelligenza che si possono far fare ai bambini per vedere se appartengono al 2 % della popolazione che supera quoziente intellettivo di 130 punti , anche se in realtà non c’è un consenso accademico sulla teoria del quoziente di intelligenza e non c’è una vera definizione di ciò che significa veramente dotato .

Tuttavia , non ci vuole un genio per capire se vostro figlio o figlia è dotato . Come regola generale , il vostro bambino potrebbe essere dotato , se si comporta come qualcuno di qualche anno in più . Ma gli studi del cervello sono ancora in fase iniziale e così molto ci è ancora ignoto .

Einstein era una delle persone più geniali dell’umanità e il suo cervello è stato l’oggetto più studiato della storia . Albert Einstein è nato con un anomalia in una piccola area del cervello , quella che si occupa della parola e non è stato grado di pronunciare una parola fino all’età di 3 anni  ( alcuni dicono addirittura quattro…). A causa di questo, l’area del cervello responsabile del ragionamento matematico ha occupato dello spazio in più ed è cresciuta ad un ritmo impressionante . Come questo abbia modificato la sua intelligenza è qualcosa che continua ad essere studiato ancora oggi .

I bambini dotati di solito hanno ottime capacità di ragionamento , hanno un vocabolario più ricco e tendono ad essere più curiosi e creativi , anche se tutti queste ” doti” non necessariamente si manifestano tutte in una volta . Un bambino dotato può essere straordinario in lettura e non capire la matematica o viceversa .

Si può stimolare il potenziale dei nostri figli senza necessariamente mandarli a scuole speciali . Offrendo loro letture avanzate, introducendoli alla musica e alla pittura e facendogli frequentare corsi che sostengano le loro abilità naturali . Basta ricordarsi di non fare troppa pressione su di loro .

Tutti i genitori vorrebbero il meglio per i loro figli e , come i loro insegnanti tendono a essere esigenti. Le buone intenzioni ci si possono rivoltare contro se dimentichiamo che, pur dotati, sono ancora bambini .

I bambini dotati tendono ad essere più sensibili , emotivamente e fisicamente, si sforzano per la raggiungere la perfezione e cercano sempre di migliorare . Essi tendono inoltre a mettere in discussione l’autorità, utilizzando la logica degli adulti per ottenere la loro fiducia .

Se il bambino è dotato probabilmente vi farà domande a cui non sarete in grado di rispondere… Non vi preoccupate, non perderete la vostra credibilità…al contrario , potrebbe essere l’occasione perfetta per scoprire le meraviglie del mondo insieme .

insegnamo a socializzare
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13 marzo 2014  |  Scritto da famosatoys

Il gioco individuale è utile e necessario per lo sviluppo dei nostri bambini ma altrettanto importante è che i nostri figli imparino a socializzare ed a relazionarsi con gli altri coetanei attraverso il gioco di gruppo.

I giochi sono il momento giusto per iniziare a lasciarli liberi, senza le nostre regole , per iniziare a stabilire relazioni con gli altri piccoli come loro. Ma perchè siano in grado di gestire la loro libertà è necessario educarli alla responsabilità fin da piccoli.

I bambini imparano tutto giocando: sin dai primi mesi di vita, quando cominciano ad interagire con il mondo il gioco rappresenta una tappa importante per imparare a conoscere ciò che li circonda. Il gioco è anche un momento fondamentale per poter apprendere regole e comportamenti che saranno utili in futuro durante l’inserimento nel mondo scolastico e fuori dalle mura domestiche.


Ogni età però ha il suo gioco, senza dimenticare che sono gli adulti ad insegnare regole e comportamenti, ma che è altrettanto importante che i piccoli imparino a giocare al meglio tra loro.
Ad esempio con i tanti giochi di società pensati per ogni età, che possono essere un ottimo strumento di apprendimento. Perché divertendosi si impara più volentieri.

Dai 4 o 5 anni possono essere utilizzati i giochi da tavolo per migliorare la pazienza ed il rispetto dei diritti degli altri. Le prime volte è importante giocare insieme a loro per spiegare le regole e controllare che non usino trucchi per vincere.

L’ ingresso alla scuola primaria rappresenta per il bambino un momento evolutivo importante, fatto di grandi cambiamenti e nuove sfide da affrontare. Il piccolo si ritrova “catapultato” in un ambiente non più familiare, caratterizzato da un differente sistema di regole e di norme che deve imparare a rispettare. I cambiamenti da affrontare sono dunque tanti e non è ragionevole aspettarsi che tutti i bambini reagiscano alla novità nello stesso modo.

Le fasi di transizione si associano per loro natura a sensazioni di instabilità e disorientamento, non sempre facili da governare, per cui può accadere che in principio il bambino presenti delle difficoltà ad adeguarsi al nuovo mondo e alle sue richieste. I timori, le ansie e i comportamenti regressivi che possono nascere dal confronto con la nuova realtà sono in genere fenomeni passeggeri, circoscritti alla fase iniziale di ambientamento e che gradualmente scompaiono, per cui nell’eventualità non lasciatevi spaventare troppo e subito!

Se mamma o papà sono felici , il primo giorno di scuola sarà qualcosa di nuovo ed eccitante , il perfetto inizio di una vita sociale.

Photo credit: Michael Haiss / Dietmar Tempo

come capire se i bambini hanno problemi di vista
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12 marzo 2014  |  Scritto da famosatoys

La vista è fondamentale nello sviluppo dei bambini. E’ sopratutto attraverso questo senso che i bambini imparano , crescono e interagiscono socialmente ed emotivamente .Una buona vista è indispensabile anche per lo sviluppo motorio, fisico e sportiva sviluppo dei bambini . Per questo è importante che i genitori verifichino la vista dei bambini già in tenera età.
Alcuni pediatri consigliano di effettuare la prima visita in età prescolare per poi rendere le visite una routine a partire dalla scuola primaria e comunque su indicazione del pediatra o oculista.
Insieme ad allergie e asma i disturbi alla vista sono i problemi di salute più comuni durante l’infanzia . La buona notizia è che la maggior problemi di vista, ad esempio l’ occhio pigro, possono essere trattati e corretti trattati con la diagnosi precoce .
L’attenzione da parte dei genitori è fondamentale, infatti i più piccoli non sono in grado di dirci se vedono bene o male sia perché ancora non conoscono la differenza sia per la difficoltà nell’esprimere un disagio fisico. Quindi non si deve aspettare per che il bambino lamentai di non vedere bene .

Ci sono molti segnali di allarme di cui sia genitori che insegnanti dovrebbero essere a conoscenza. Di seguito è riportato un elenco di situazioni che dovrebbero, se compaiono contemporaneamente, insospettirci

• batte frequentemente gli occhi
• chiude o copre un occhio
• inclina la testa o si sporge in avanti
• ha problemi a leggere o a impegnarsi in altre attività,
• avvicina molto gli oggetti agli occhi per inquadrarli meglio
• sbatte le palpebre o sembra nervoso mentre svolge attività che richiedono una distanza ravvicinata
• fa fatica a mettere a fuoco gli oggetti
•guarda di traverso e aggrotta le sopracciglia.

Ed ecco anche cosa potrebbero dirci i bambini per manifestare il loro disagio:
• Non vedo bene
• dopo aver fatto un lavoro di precisione dice: Ho mal di testa oppure Ho la nausea/non mi sento bene o ancora Ho le vertigini
• Mi prudono gli occhi, Mi bruciano gli occhi
• Vedo tutto sfuocato o Vedo doppio

Si può ancor prima di programmare una visita cercare di capire, attraverso il gioco, se un bambino vede correttamente…
Trova il colore: chi vede più oggetti di un colore dal finestrino dell’auto
Il gioco del pirata: rincorrersi o lanciarsi una palla con un occhio bendato
Aguzza la vista: chi vede prima un uccello, un aereo ecc…
Anche se vostro figlio ha 10/10 si divertirà comunque a giocare con voi.
Un ultimo, ma importante, consiglio: limitare il tempo che bambini trascorrono al computer , videogiochi o davanti alla TV!

Crediti fotografici : Jesslee Cuizon , Mads Bødker

come affrontare i “discorsi da grandi”
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5 marzo 2014  |  Scritto da famosatoys

Alcuni argomenti sono così controversi , complessi e difficili da spiegare che temiamo il giorno in cui i nostri bambini inizieranno a farci domande su di essi.

Il sesso è forse il più difficile , potrebbe sembrare la conversazione più imbarazzante che ci possa essere in famiglia. Il pudore, l’incapacità di usare termini adeguati , le convinzioni religiose…tutti insieme questi elementi rendono l’argomento difficile da affrontare. Difficile però non significa impossibile. Useremo l’argomento sesso come una guida per imparare a parlare ai nostri figli di questioni controverse . Seguendo questi semplici passi e con pazienza e attenzione potrete affrontare qualsiasi discorso con i vostri figli e far si che vedano in voi la persona a cui poter esporre dubbi e curiosità anche quando saranno più grandi.

I bambini hanno bisogno di capire la propria sessualità per poterla sviluppare in modo sano e la conoscenza è sempre la migliore difesa contro qualsiasi situazione a rischio che potrebbero incontrare . La casa è il posto migliore per iniziare parlare di sesso , perché se non si danno loro le informazioni di cui hanno bisogno le riceveranno in altri luoghi, Internet compreso . Inoltre la maggior parte degli studi indica che i bambini preferiscono parlare di sesso con i genitori piuttosto che con altri adulti come insegnanti o educatori .

La sessualità fa parte della natura degli esseri umani ed è presente fin dalla nascita . I bambini iniziano a conoscere il proprio corpo attraverso le nostre azioni, per come li vestiamo , per il diverso rapporto con mamma e papà , per le parole che usiamo per indicare alcune parti del corpo … gli psicologi consigliano di iniziare presto a parlarne adattando il discorso alla loro età.

Tuttavia, se non avete ancora avuto una conversazione inerente a sesso e sessualità con loro non cercate di recuperare in una sola volta perché ne sarete entrambi sopraffatti . Dovete iniziare dando loro pillole di informazione, avviare la conversazione per poi vedere come procedere nel sanare i loro dubbi.

Quando i bambini hanno 3 anni vengono a conoscenza del proprio corpo e cominciano a esprimere le loro curiosità sulle differenze fisiche tra maschi e femmine. A 4 o 5 anni i bambini sono in grado di capire come nascono i bambini e a 6 o 7 possono anche capire come vengono concepiti. Verso i 10 anni, pre-adolescenti, riceveranno dai media e dai loro coetanei la maggior parte delle informazioni relative al sesso e saranno in grado di capire che il sesso è una componente importante nella vita degli adulti .

Bisogna passo per passo, fornire risposte chiare e semplici alle domande che sorgeranno ma non esagerare . Placare la curiosità è sufficiente e non bisogna sempre indagare sull’origine dei loro dubbi.

Iniziare il discorso può essere uno dei passi più difficili, ma ci sono un sacco di situazioni quotidiane che si possono utilizzare per introdurre la conversazione . Una gravidanza in famiglia , la separazione tra abbigliamento maschile e femminile nei grandi magazzini o un film possono essere la scintilla. Possiamo usare frasi come Tua zia è incinta, sai cosa significa ? o Sapete perché i ragazzi e le ragazze indossano abiti diversi ?

I vostri bambini potrebbero sentirsi altrettanto in imbarazzato e a disagio e dirvi quindi solo quello che pensano desideriate sentire . Siate pazienti, date loro tempo per fidarsi di voi e condividere i loro veri sentimenti . Se volete proteggerli ditegli sempre la verità. Qualcuno pensa ancora che parlare di sesso conduce direttamente ad esso: è un’idea sbagliata . La loro sessualità emergerà in ogni caso, sia che essi ne siano informati che non.

Se a un certo punto siete davvero imbarazzati non nascondetelo e spiegate che anche per voi sono argomenti un po’ difficili da spiegare, ma e che non è detto che voi sappiate tutto. Nel sappiate che ci sono ottimi libri, per tutte le età, sia sul corpo umano, sia sull’educazione sessuale.

Eccone alcuni:

Dov`è finito Willy?,Nicholas Allan. Fascia d’età: 5-7 anni: È la storia di Willy, un piccolo spermatozoo che vive dentro il signor Rossi con trecento milioni di amici

Piselli e farfalline… son più belli i maschi o le bambine?: Fatatrac. Fascia d’età: 5-7 anni
Maschi e femmine sono diversi tra loro e la più evidente delle differenze è nel corpo. Um libro, scherzoso e serissimo allo stesso tempo

I nati ieri e quelle cose lì. Ovvero tutto quello che i ragazzini vorrebbero sapere sul sesso (ma col cavolo che qualcuno glielo ha spiegato), Carthusia. Fascia d’età: 8-13 anni
Affronta importanti temi: la nascita, la conoscenza del proprio corpo e di quello degli altri, la gravidanza…

Make Love – Un manuale d’educazione sessuale, Ippocampo edizioni. Fascia d’età: adolescenti e giovani adulti
Un libro che sta bene sia in camera da letto sia a scuola, pensato per i giovani, ma da cui anche gli adulti possono imparare moltissimo

Se hai già avuto esperienze nel parlare di sesso o di argomenti difficili condividili con noi. Che siano siano andate bene o male potrebbero essere comunque lezioni importanti per chi deve ancora affrontare questo momento così importante della crescita dei figli.

Photo credit: PhotograTree

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